GARANTISMO E GIUSTIZIA A LUCI ROSSE

Oggi, vi racconto una storia. Una storia iniziata il 15 settembre del 1997 quando venne arrestata la direttrice del carcere di Imperia Flavia Pignanelli Verardi. Non fu un arresto qualsiasi: a sole tre ore dalla notifica dell’ordinanza di custodia cautelare, davanti al Palazzo di Giustizia c’erano già varie troupe televisive. E molti giornali diedero notizie in anteprima sul caso, persino quelle contenute in fascicoli presumibilmente coperti dal segreto istruttorio.
Del resto, era una storia perfetta per le curiosità pruriginose dei giornali, anche e soprattutto quelli progressisti e di sinistra. Era la storia del «carcere a luci rosse», con tanto di particolari sugli amori proibiti fra la direttrice e il malvivente. E i capi di imputazione a carico della Pignanelli erano più pesanti di quelli relativi ad Al Capone: «atti osceni compiuti nella casa di pena con alcuni detenuti, falso, calunnia, intercettazioni (...)
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.