Inizia bene l'anno per Geico, azienda leader nazionale nel settore dell'impiantistica automatizzata per verniciatura auto e tra le quattro più importanti realtà del settore a livello globale (fatturato 2010: 40 milioni di euro; Ebitda: 4 milioni). La Società lombarda ha ottenuto una commessa da 17 milioni di dollari da PSA Peugeot Citroën, che innalza a 125 milioni di euro il valore dell'attuale portafoglio ordini. L'accordo prevede la realizzazione di una linea di pretrattamento e cataforesi per l'impianto della Casa francese a Porto Real, Brasile. Il complesso, che verrà portato a termine entro il 2012, si estenderà per 20.000 mq distribuiti su tre piani, e sfornerà 60.000 scocche l'anno dei modelli Peugeot 207, 207 SW, 207 Passion, e dei modelli Citroën Xsara Picasso e C3.
«La nostra capacità innovativa si è rivelata ancora una volta la carta vincente - spiega il presidente e ad Ali Reza Arabnia - con cui riuscire a battere la concorrenza tedesca e giapponese. Grazie ai suoi rivoluzionari brevetti, Geico è in grado di realizzare impianti di avanzata concezione, che richiedono il 20% in meno dello spazio di norma necessario e riducono i costi di gestione di circa 5 milioni di dollari in 6 anni. Vantaggi preziosi per chi oggi si trova a competere nel difficile mercato dell'automotive, e che PSA Peugeot Citroën non si è fatta sfuggire».
Intanto a Togliattigrad, in Russia, sono in corso i lavori dell'impianto di verniciatura completo da 100 milioni di dollari commissionato a Geico da Renault Nissan AvtoVAZ, che verrà inaugurato nel 2012. La struttura - 40.000 mq di superficie su tre piani per una capacità produttiva di 360.000 scocche l'anno - rappresenta il più consistente investimento del genere in Europa. Spiega Arabnia: «La scelta a favore di Geico da parte di tre case automobilistiche eterogenee tra loro, l'una francese, l'altra russa e l'altra ancora giapponese, è un'ulteriore dimostrazione di fiducia nel nostro made in Italy tecnologico. Ma, anche, il segnale di una ripresa di un mercato fermo da ormai due anni». Con Renault e Nissan, Geico vanta una collaborazione di lunga data, che ha portato tra l'altro alla realizzazione, nel 2008 e nel 2009, di due importanti impianti in India e in Marocco.
«La strategia vincente è stata quella di puntare tutto sul know-how dei nostri 120 collaboratori nel biennio più buio per il settore. Tra l'agosto 2008 e l'agosto 2010, quando c'erano blocchi degli investimenti da parte dei nostri clienti e si sono verificati posticipi e cancellazioni per più di 120 milioni di euro di ordini acquisiti, non solo non abbiamo licenziato, ma abbiamo investito 8 milioni di euro in ricerca e formazione. Così siamo riusciti a colmare il gap che ci separava dai concorrenti tedeschi e giapponesi, e poi a invertire la situazione a nostro favore: oggi sono loro a inseguirci sul piano dell'innovazione, dell'ecologia, del risparmio energetico e del contenimento dei costi di gestione».
Buona parte degli 8 milioni investiti è andata all'apertura del Pardis Innovation Center di Trezzano Rosa (MI), centro di prototipazione, ricerca e sviluppo da 12.000 mq, dove tutti i processi di un impianto di verniciatura si possono osservare in tempo e scala reale. «Pardis significa "paradiso" - spiega il presidente - ed evidenzia la missione di Geico: realizzare impianti di verniciatura a impatto ambientale pari a zero». Al Pardis Innovation Center si tengono inoltre gli "Experiment Days", durante i quali i clienti prendono visione diretta delle innovazioni Geico, partecipano a brainstorming in cui espongono le loro aspettative e si organizzano team di lavoro per trovare le più adeguate soluzioni tecniche.
La commessa ottenuta in Brasile sta consentendo a Geico di rafforzare partnership e strutture territoriali per presidiare tutto il Sudamerica, dove la Società lombarda è già attiva con la Geico Brasil di Paraná e il partner Falcare di São Caetano do Sul, e intende conquistare il 30% del mercato entro il 2015. Geico ha sedi anche in India, e partner in Canada, Messico, Sudafrica, USA, Cina.
Geico e Peugeot Citroën, accordo da 17 milioni di dollari
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