Generali fa il punto sulla quota Intesa

Partecipazioni bancarie e politiche di investimento in primo piano al consiglio di amministrazione di Generali, che si terrà oggi a Milano. Al plenum dei consiglieri, secondo quanto risulta a Radiocor, verrà data informativa sui lavori del comitato esecutivo del 4 giugno scorso. In quell’occasione, in un giro di orizzonte sugli investimenti del Leone, il comitato si è soffermato sulle partecipazioni bancarie, ovvero le quote in Intesa, Commerzbank e Santander e nell’immobiliare, relativamente agli sviluppi nel dossier Citylife. Al board saranno inoltre presentate le proposte per la composizione del comitato investimenti. La riunione non pare quindi l’occasione per affrontare l’annunciata nomina del country manager per l’italia, su cui il ceo Giovanni Perissinotto ha peraltro affermato non esserci urgenza. Nessun riferimento anche alla copertura di posizioni manageriali di primo piano rimaste vuote nei mesi scorsi con l’uscita di alcuni dirigenti, a partire dal responsabile delle risorse umane di gruppo e della comunicazione. Sul tavolo del board anche il nodo della «solvency II», l’equivalente per il mondo assicurativo delle regole di Basilea per la solidità patrimoniale delle banche. L’orientamento sottoposto al vaglio del consiglio potrebbe essere di autorizzare l’avvio, dopo comunicazione all’Isvap, del periodo di pre-applicazione delle regole di valutazione prudenziale del patrimonio e dei rischi, sulla base di un modello di valutazione interno invece che di uno standard.
I vertici di Generali hanno intanto confermato al Comitato aziendale europeo (Cae) del gruppo che «non è in previsione un nuovo piano strategico, ma esclusivamente degli aggiustamenti dell’attuale piano. Il piano definitivo potrà essere messo a punto e realizzato solo quando il quadro giuridico ed economico risulterà sufficientemente stabile». Lo scrive il Cae del gruppo generali in un resoconto ai dipendenti dell’incontro svoltosi a metà giugno con il presidente Cesare Geronzi, l’ad Giovanni Perissinotto e Sergio Balbinot. Perissinotto a fine maggio aveva definita «prematura» la predisposizione di un piano triennale. La compagnia triestina negli anni scorsi aveva deciso di allineare la scadenza dei piani industriali con il mandato del consiglio di amministrazione.

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