Genova, la città dei diritti. Negati alla maggioranza silenziosa

(...) Su questo si costruisce una parte di identità». Convinta lei.
Ma, se possibile, Nando Dalla Chiesa, consulente del sindaco e responsabile della promozione della città, ha fatto (e detto) ancor di più, festeggiando l’inaugurazione del centro di documentazione del Comitato piazza Carlo Giuliani di via Monticelli a Marassi e spiegando le manifestazioni che ricordavano il G8 organizzate dai manifestanti genovesi. Ultimi epigoni del movimento no global che, anno dopo anno, va sgonfiandosi come un soufflè mal riuscito e che, ormai, a tratti, sembra un’associazione combattenti e reduci senza la nobiltà delle associazioni combattenti e reduci. Come si è visto anche in occasione di alcune manifestazioni durante il G8 all’Aquila.
Ecco, questa roba - messa nell’armadio delle mode ideologiche non più di moda, insieme ai suoi Naomi Klein, Manu Chao, Francesco Caruso e don Vitaliano - resiste solo a Genova, come se il tempo si fosse fermato a quel luglio del 2001. E quindi Nando Dalla Chiesa può tranquillamente dichiarare che i partecipanti alle manifestazioni in nome di Carlo «non sono persone nostalgiche delle violenze, non tifarono per le violenze in piazza. Rappresentano invece i 250mila no global che durante il G8 del 2001 scesero in piazza solo per dimostrare».
Dev’essere un modo, quello di Nando, di «promuovere la città».

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