Genova città dell’Inno? Chi lo dice forse non sa che Mameli lo scrisse prima del «saccheggio»

di Vincenzo Matteucci*

Franco Bampi*

Carissimo Lussana, vorremmo intervenire sull’inno di Mameli che la sindaco Marta Vincenzi sta cercando di «capitalizzare» per ottenere che Genova diventi la «città dell’inno» e che il parlamentare Luigi Grillo propone di inserire nella Costituzione affinché diventi l’inno «ufficiale» italiano.
Secondo la nostra opinione, entrambi dovrebbero tenere presente che fra l'anno in cui l’inno fu scritto (1847) e la proclamazione dell’unità (regno) d’Italia (1861) c’è l'anno 1849 che per la città di Genova fu il terribile anno del suo «saccheggio» da parte delle truppe sabaude-italiane, come è scritto chiaramente nella targa che il Comune di Genova ha posto in P.zza Corvetto, proprio di fronte a quel re, Vittorio Emanuele II, che autorizzò tale saccheggio, e che recita
«Nell'aprile 1849 le truppe del re di Sardegna Vittorio Emanuele II al comando del generale Alfonso La Marmora sottoposero l'inerme popolazione genovese a saccheggi bombardamenti e crudeli violenze provocando la morte di molti pacifici cittadini aggiungendo così alla forzata annessione della Repubblica di Genova al Regno di Sardegna del 1814 un ulteriore motivo di biasimo affinché ciò che è stato troppo a lungo rimosso non venga più dimenticato il comune di Genova pose».
Alla luce di questi fatti, noi formuliamo la seguente domanda: Goffredo Mameli ha scritto il suo inno nel 1847. Lo avrebbe scritto ugualmente nel 1849, dopo il «saccheggio di Genova»?
Quale ultima curiosità sarebbe interessante sapere se la Vincenzi e Grillo hanno «presente» che il Consiglio Provinciale di Genova (presidente Marta Vincenzi!), 22 Comuni liguri, una Comunità montana e due Circoscrizioni di Genova hanno approvato un documento nel quale è scritto: «La Liguria è stata per oltre settecento anni una Nazione Stato sovrana ed indipendente e detta indipendenza non risulta essere stata mai rinunciata in quanto la Repubblica di Genova non ha accettato le statuizioni del Congresso di Vienna del 1815 e non ha mai votato, a differenza di altre regioni italiane, alcun plebiscito per l’annessione al Regno d’Italia». (tutto riportato su sito http://www.mil2002.org/premessa/index.htm)
Con cordialità,
* presidente e segretario
Movimento Indipendentista
Ligure

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