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Genova perde i suoi cervelli Ma acquista il Nobel per la pace

Genova perde i suoi cervelli Ma acquista il Nobel per la pace

(...) grazie ad una ricerca condotta per l'Ipcc (Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico formato dalle Nazioni Unite nel 1988).
Woods, oggi settantunenne, è da tre anni in pensione e, salvo qualche collaborazione part time con l'Imperial College di Londra che ancora svolge, trascorre il resto del suo tempo a Quinto. «È un posto pacifico e molto bello dove posso passare in tranquillità la mia vita da pensionato - ha raccontato Woods a proposito della sua nuova casa adottiva -. Sono una persona molto riservata a cui non piace apparire se non per il proprio lavoro, ma nonostante ciò, qui ho avuto la fortuna di essere venuto a contatto con alcune splendide persone come l'arciprete della chiesa di San Pietro, Don Corrado». John Woods, in effetti, è una persona molto schiva e riservata, lontano anni luce da tutti quei professori che fanno carte false per apparire ovunque. Se non fosse per la lingua e la carta d'identità che sotto il luogo di nascita recita Brighton, Inghilterra, incarnerebbe il genovese, o meglio, il quintese perfetto.
Da Brighton all'Imperial College di Londra, passando per ricerche scientifiche in giro per il mondo e il premio Nobel di Stoccolma, risulta difficile capire come in tutto questo vagabondare, Woods abbia scelto proprio Quinto per gettare l'ancora. «Ho conosciuto Quinto grazie alla mia compagna Silvana (Vallerga, ricercatrice scientifica originaria di Varazze, ndr) che vi abitava già - ha spiegato Mr. Woods -. Mi sono subito ambientato benissimo perché si tratta di una località di mare, che per il mio lavoro significa il massimo auspicabile dove poter vivere». In questo splendido lembo di riviera levantina, inoltre, Woods ha potuto dedicarsi in maniera sempre più continuativa ad il suo unico hobby («ne ho solo uno ma è molto serio e lo coltivo fin da quando sono bambino», ha specificato): la fotografia. «Mi piace fotografare panorami e qui ne ho trovati di straordinari, da Quinto al Porticciolo di Nervi - ha spiegato mostrando alcuni suoi scatti esposti sulle pareti di casa -. Ho fatto anche alcune esposizioni in passato ed un calendario su Quinto, così come su Varazze, in un interessante confronto fra due diverse località della costa ligure».
Fra i tanti vantaggi trovati nel vivere a Quinto, John Woods ha dovuto riscontrare un unico ma grande problema: le barriere architettoniche. Il professore inglese, infatti, si sposta su una sedia a rotelle o, per brevissimi tratti, con l'ausilio delle stampelle. «Non ho molte possibilità di girare e visitare bene ad esempio il centro di Genova perché con la sedia a rotelle risulta difficile - ha confessato -. Restando più vicini a casa anche la passeggiata di Nervi, che insieme al porticciolo è uno dei miei posti preferiti, è veramente faticosa da raggiungere e attraversare».
Nonostante la sua indole lo induca ad essere una persona riservata e schiva che non ama apparire, capita che ogni tanto Woods partecipi anche ad eventi della comunità sul territorio, come in occasione delle mostre fotografiche organizzate negli anni passati o, più recentemente, alla presentazione del libro del professor Gianfranco Rovani dedicato al quinto centenario anniversario della morte di Cristoforo Colombo. «Scoprii per caso la storia delle origini genovesi di Colombo grazie ad un mio studente all'Imperial College di Londra - ha raccontato il professore premio Nobel -.

Quando mi sono trasferito a Quinto ho scoperto che Colombo sembrerebbe essere nato proprio qui, così allora tutta la vicenda mi ha appassionato e ho risposto volentieri all'invito di Rovani per partecipare alla presentazione del suo libro».

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