Il Comune butta in discarica l'«oro» del nuovo millennio

Il Comune ci rimette anche sui morti. Viola i più elementari criteri di raccolta differenziata che tanto pretende dai cittadini. E non rispetta i suoi stessi regolamenti, perdendo buone occasioni per recuperare risorse da destinare alla stessa salvaguardia del patrimonio cimiteriale.
Mentre l'inchiesta del Giornale sul degrado dei camposanti cittadini mette in luce una situazione sempre più difficile, emerge quello che può sembrare solo un piccolo particolare nelle procedure di smantellamento delle vecchie tombe. Un «dettaglio» che in realtà nasconde un possibile introito economico che il Comune colpevolmente ignora. La segnalazione arriva dal capogruppo del Pdl in Comune, Lilli Lauro, che propone una mozione con la soluzione al problema.
Il fatto è semplice: quando periodicamente vengono demolite sepolture che hanno superato i limiti di tempo di conservazione, tutto il materiale finisce in discarica. Anche le lapidi e tutte le decorazioni che vi sono apposte. Si tratta di una grande quantità di materiale, anche assai pregiato, che viene buttato via. Una procedura che contrasta con quanto espressamente previsto dal regolamento di Polizia mortuaria, che all'articolo 63 prevede che i materiali provenienti dalla demolizione delle tombe, se di possibile recupero, siano destinati alla decorazione delle sepolture dei campi comuni ed in parte ad opere di miglioria e manutenzione dei cimiteri. Come dire che anche i decori potrebbero essere riutilizzati per abbellire altre tombe. Ma non solo. Sulle lapidi sono spesso presenti fregi, lettere, bassorilievi, piccole statue e altri ornamenti realizzati in ottone o in bronzo. Cioè con leghe di metallo che prevedono l'utilizzo di rame.
Le cronache quotidiane hanno ormai ribattezzato proprio il rame come il nuovo «oro rosso», per quanto è divenuto uno degli obiettivi preferiti dei ladri. Matasse di cavi, persino lunghi fili elettrici vengono rubati da chi a volte rischia la vita per questo bottino. Un bottino prezioso proprio per il prezzo raggiunto dal rame. E il Comune che ne ha sottomano forti quantità, cosa fa? Lo butta in discarica.
Ecco perché Lilli Lauro sottopone il problema alla giunta Doria. Continuare a gettare tutto questo materiale senza pensare a un opportuno «riciclaggio, rappresenta uno spreco di materie prime sempre più rare e che in un momento difficile come l'attuale risulta non accettabile disperdere in discarica».
Per questo, la mozione della capogruppo Pdl ha come obiettivo il rispetto del regolamento di Polizia mortuaria e impegnerebbe la giunta al rispetto della parte relativa al recupero del materiale. «I cimiteri della nostra città, spesso monumentali e ricchi di opere d'arte versano da anni in uno stato di deplorevole abbandono a cui la sopraggiunta crisi economica solo parzialmente consente una adeguata necessaria manutenzione - spiega Lilli Lauro -. Ritengo che, al di là dei risultati economici, in un momento in cui si richiedono continui sacrifici anche il più modesto esempio di oculata attenzione nel recupero di ogni risorsa disponibile, assuma un significato simbolico e sia di stimolo per altre e più importanti iniziative di buona amministrazione».
Conti alla mano, comunque, anche dal punto di vista strettamente economico, il Comune avrebbe un ritorno importante, che consentirebbe magari di trovare risorse per mettere in ordine quei cimiteri sempre più abbandonati al degrado. Soprattutto un Comune che dice di puntare tanto sulla raccolta differenziata da parte dei suoi cittadini, non può essere il primo a buttare materiali preziosi nel sacchetto della spazzatura.

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