Il D'Oria rilancia gli incontri filosofici

«Psiche, cifra, libertà» è il tema del convegno che si svolge domani al Liceo D'Oria di Genova, organizzato da Alessandro Mussini, docente di Lettere Classiche. Alle 14.30, nell'aula magna si parlerà dunque del volume «Psicopatologia generale di Karl Jaspers nel centenario della sua pubblicazione: medicina, psichiatria, meditazione filosofica, dignità e libertà di pensiero a fronte di ogni totalitarismo». Il professor Mussini intende così rilanciare le conferenze di filosofia e lo fa proprio puntando l'attenzione su Jaspers, noto insieme con Heiddegger, per essere uno dei principali esponenti della filosofia dell'esistenza. «Di lui non viene mai abbastanza sottolineato il fatto che si laureò in Medicina e che all'età di soli trent'anni, nel 1913 pubblicò un trattato che tuttora costituisce la pietra miliare per lo studio della patologie psichiche secondo un metodo che risulta alternativo a quello di Freud e che ha ottenuto a livello terapeutico i migliori risultati grazie all'attività di Ludwig Binswanger - spiega Mussini -. In questo convegno tentiamo di far capire che i campi delle discipline non devono essere confusi, e che il sapere costituisce un'unità di relazioni profonde». Poi aggiunge: «Non credo alla crisi del Liceo Classico, ritengo che la cultura umanistica sia ancora il fondamento su cui può essere costruita una brillante ricerca medica fondata su un uso consapevole della tecnica nel rispetto del paziente». Gli interventi partiranno da quello di Giorgio Guerello, presidente del consiglio comunale di Genova, che farà alcune riflessioni su un rinnovato entusiasmo scientifico e filosofico. Seguiranno i professori universitari genovesi: Oscar Meo, docente di Semiotica delle Arti che parlerà di «Psicopatologia generale di Karl Jaspers nel suo contesto scientifico e filosofica», Roberto Celada Ballanti docente di Filosofia della Religione, con «Fede filosofica e fede rivelata in Karl Jaspers» e Carlo Angelino, docente di Estetica che affronterà il tema «Verità e destino: il filosofo al servizio della verità e l'intellettuale al servizio dello stato totalitario».

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