Grosso guaio a Londra. L'ex ambasciatore britannico negli Usa, Peter Mandelson, è stato arrestato dagli agenti di Scotland Yard nell'ambito dell'indagine sulle informazioni e i documenti governativi riservati condivisi, quando era ministro, col defunto faccendiere pedofilo americano Jeffrey Epstein.
Tra le "menti" del partito laburista inglese ai tempi di Tony Blair, l'anno scorso a settembre Mandelson era stato rimosso dall'incarico di ambasciatore dopo la pubblicazione di alcune e-mail che mostravano come avesse mantenuto un rapporto di amicizia con Epstein anche dopo la condanna del finanziere nel 2008 per reati sessuali che coinvolgevano una minorenne. Nelle ultime ore la società di consulenza Global Counsel, co-fondata dall'ex ambasciatore, ha dichiarato bancarotta. Travolto dallo scandalo alcune settimane fa Mandelson aveva annunciato le proprie dimissioni dalla Camera dei Lord.
Di cosa è accusato Mandelson
Secondo gli inquirenti quando era ministro del governo guidato da Gordon Brown, alla fine degli anni Duemila, Mandelson avrebbe girato ad Epstein alcune informazioni top secret su quanto avveniva al numero 10 di Downing Street. Nel 2010 gli avrebbe addirittura anticipato il piano europeo da 500 miliardi di euro per il salvataggio della Grecia e dell’Eurozona. Non sono emersi sino ad ora scandali sessuali legati a Mandelson, ma solo un pagamento del finanziere, a suo favore, di 75 mila dollari.
Ripercussioni su Starmer?
L'arresto di Mandelson potrebbe creare un
terremoto a Downing Street, visto che a volerlo come ambasciatore a Washington era stato proprio il primo ministro Starmer, preferendo lui ad altri diplomatici di rango. Staremo vedere, ora, cosa accadrà in seno al Labour.