Finto zoppo chiede soldi e scappa di corsa

Era diventata un'abitudine, per un quarantenne torinese, fingersi malato e minorato per impietosire il prossimo e farsi regalare denaro. Ormai, anzi, per lui quella era una specie di professione, interpretata con assiduità, tanto da essere già stato «attenzionato» più volte dalle forze dell'ordine. Solo che, l'altro giorno, in occasione di un'incursione all'ospedale San Martino, gli è andata ancora più male, in quanto si è rivolto a un poliziotto in borghese, momentaneamente libero dal servizio. Il quale gli ha dato sì una banconota, ma poi, con il fiuto che gli deriva dal mestiere, ha seguito il questuante-finto claudicante e l'ha smascherato denunciandolo.
Erano da poco passate le cinque del pomeriggio: in una corsia l'agente, che era in visita a un congiunto ricoverato in Traumatologia, è stato avvicinato dal quarantenne che si è dichiarato afflitto da evidente zoppìa: «Sto male da anni, ho difficoltà motorie a tutti gli arti. E di recente - ecco la botta finale, l'asso nella manica da calare spudoratamente al momento giusto per vincere le ultime resistenze - sono affetto da un grave tumore che richiederebbe un intervento in Svizzera. Mica poco: almeno 50mila euro di spesa per guarire. Ma non ho questi soldi, chiedo un aiuto e, in compenso, consegno questi quadri fatti da me con la bocca e con i piedi».
Che i quadri in argomento fossero fatti con i piedi era evidente, bastava guardarli. Ma il poliziotto dal cuore d'oro ha sorvolato, ovviamente, sulla caratura artistica dei dipinti e ha scucito un deca al disgraziato (vero, anche senza «virgolette»). A quel punto il quarantenne ha mollato la posizione e si è allontanato. Sorpresa: l'agente della Questura, che già aveva maturato qualche sospetto grazie al suo «sesto senso», s'è reso conto che lo zoppo stava guadagnando l'uscita del reparto a passo svelto. Praticamente di corsa.
Per questo, il tutore dell'ordine, per quanto fuori servizio, ha messo in atto le contromisure: ha seguito l'individuo e, infine, s'è reso conto che il «malato affetto da serie difficoltà motorie», in realtà camminava benissimo, o meglio: saltellava, neanche avesse messo le ali. L'agente lo ha raggiunto e subito fermato, nonostante la resistenza opposta; poi ha telefonato in questura e ha avuto la conferma di analoghi precedenti penali dell'individuo.
È scattata la denuncia: per abuso di credulità popolare, truffa e anche rifiuto di fornire le generalità. Intanto i «quadri d'autore» fatti con i piedi sono finiti nel cassonetto.

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