Marotta, il ritorno a Marassi del Signore degli Agnelli

Finalmente una tribuna vip sorridente, distesa, allegra. Non c'era più l'ansia, il terrore, la tensione dell'ultima partita «della vita» (l'unico ottimista era anche allora Vittorio...). «Basta con i musi lunghi - diceva Anna Pettene -. Bisogna sorridere, in fondo siamo ad una partita di calcio...». E mi ha offerto una splendida frase, da vera «filosofa della vita». La frase era questa: «La vera allegria è nel prendere l'esistenza al contrario. Ridere a crepapelle là dove si dovrebbe piangere». Sarà il concetto-guida del popolo blucerchiato nella prossima stagione? Sarebbe molto bello...
Coniugi. I più grossi baci e abbracci li hanno avuti Beppe Marotta (ormai definito «Il Signore degli Agnelli») e la sua diletta consorte, la sorridente e in piena forma Cristina Serra (chi la dimentica efficientissima pr woman blucerchiata?). Persino Marco Semino ha stampato il suo bacio più intenso sulla guancia dell'amico Beppe, neanche fosse Belen Rodriguez... Ma, si sa, l'amore e la fede non si discutono.
Fratelli. Mancava solo il quarto maschio di famiglia, l'artista Filippo. Per il gran galà finale era arrivato (accanto ad Edoardo lo scontroso, a Vittorio l'ottimista) anche il «re dell'eolico», Alessandro. Sulla sua fede calcistica si era molto discusso. Chi lo diceva «genoano» (addirittura!), chi «agnostico» (come sottolineava Monica Mondini). Ma lui ha smentito tutti: «Sono da sempre sampdoriano, a 4 anni vedevo la Samp di Lippi...». Vice presidente esecutivo di Erg, ha preso in mano le redini lasciate da papà, anche per l'amore che ha per Genova. Pensate, ha offerto persino di pagare tutto lui un progetto di rilancio della città. Ovviamente, se fosse per lui, il sogno sarebbe quello di una grande «zona eolica» a posto dello stadio alla Foce, ma non volendosi... scontrare con il fratellino Edo, ha preferito glissare. Secondo alcuni egli potrebbe essere l'uomo-guida per un vero rilancio di Genova e perché no, anche della Sampdoria...
Sindaci. Storie di sindaci. Due protagonisti del governo del Tigullio hanno vissuto una serata «diversa». Giorgio Costa ha esultato sia per la vittoria dei sui colori blucerchiati, ma soprattutto per il campionato italiano di pallanuoto vinto dalle sue «ragazze rapallesi». (Come dire: «Non c'era bisogno della Pro Recco... quando si è brave e... rapallesi si è brave»). Doppia gioia, dunque. Ma anche per il sindaco di Chiavari, Roberto Levaggi (eccellente governatore, dicono, il migliore della Seconda Repubblica...) lo scudetto della «sua» Juventus e i play-off dell'Entella per salire alla B, non sono cose da poco. Due sindaci, due storie, due città anche loro con lo «scudetto» appuntato sul petto: lo scudetto del buon governo.
Notati. Gioioso il vice presidente Fabrizio Parodi, doppiamente soddisfatto: «Ha vinto la Samp, ha vinto la mia Pro Recco». Già, nessuno può dimenticare che fu lui, insieme agli imprenditori Francesco Berti Riboli, Solari e Domenichini a rilanciare, anni fa, i «sette re di Recco». Da allora iniziarono, o meglio, ripresero i grandi successi. Anche l'economista principe Cisnetto (berretto d'assalto) si faceva una cultura seguendo la gara accanto al tecnico Osti: ha preso sicuramente il «nulla-Osti» per la tattica calcistica.

Commenti

Commenta anche tu
Grazie per il tuo commento