Samp e Genoa, il derby in A vero patrimonio della città

(...) E il punto principale è che - grazie al pareggio contro il Catania, con un Doria che non è stato spumeggiante, ma certo si è visto molto più reattivo che nelle scorse settimane, con alcuni uomini giusti al posto giusto - la squadra dei Garrone ha guadagnato con due giornate di anticipo un altro anno di A. E, questo, per come si erano messe le cose, gioco e risultati, nelle ultime settimane, è già un gran risultato.
Non basta. La Samp, soprattutto, ha spazzato via i demoni della retrocessione di due anni fa, di Palombo in lacrime sotto la Sud che si batteva il petto, delle partite che si avvitavano su se stesse, sempre con più recriminazioni e sempre con meno gioco, e di dichiarazioni-fotocopia eternamente uguali a se stesse: «Abbiamo dei valori», «la classifica ci sorride ancora», «c'è tempo di recuperare». A furia di dire queste cose, la Samp finì in B.
Stavolta, grazie anche ai punti accumulati prima, grazie anche ai punti accumulati dal tanto vituperato Ciro Ferrara, il cui gioco non era certamente peggiore di quello dell'ultimo Delio Rossi, la storia è finita diversamente. E ora, finalmente, si può iniziare a ricostruire. Non è detto con Delio Rossi, certamente con Edoardo e Vittorio Garrone e Monica Mondini e le loro famiglie, certamente non con Romero in porta. Il portiere argentino è stato una delle cause del crollo blucerchiato, prende un ingaggio insostenibile per i parametri dello spogliatoio della Sampdoria e quindi liberarsene è diventato un imperativo categorico. Non potrebbe sopportare nemmeno l'ostilità dello stadio, ormai palese. E non dimentichiamo che l'anno della retrocessione, per molto ma molto meno, per poco Curci non è stato crocifisso in piazza. Pagando forse più il paragone con Storari e anche con Castellazzi, piuttosto che errori che certo ci sono stati, ma che in confronto al Romero collezione '12-'13 sono roba da manuale di come si fa il portiere.
E poi, a mio parere, occorre ricominciare dallo stadio. Personalmente, non ho in mano business plan che mi permettano di dire se per la società Sampdoria lo stadio è oppure no il business del futuro. Ma, certamente, penso che l'unico futuro possibile per una squadra sia un futuro economicamente sostenibile. E, se l'Unione calcio Sampdoria - anche attraverso i conti di uno che di conti se ne intende come Rinaldo Sagramola - pensa che la sostenibilità passa attraverso la costruzione dello stadio, certamente occorre fare il possibile per agevolarla, senza veti. Poi, nei prossimi giorni, continueremo il dibattito e racconteremo altri particolari pro e contro il nuovo impianto.
Ma torniamo al campo. E, dopo aver festeggiato la salvezza blucerchiata (senza il punto di penalizzazione, i punti realizzati sul campo sono quaranta), diciamo che anche il Genoa è a un passo dalla salvezza. Domenica, come vi spieghiamo qui sotto, si gioca al Ferraris alle 12,30, antidoto perfetto agli ennesimi veleni di Zamparini dopo l'anticipo della partita di Firenze da parte del prefetto per la concomitanza dell'arrivo della tappa del giro d'Italia per motivi di ordine pubblico.
Vedete, alla fine, i veleni tornano addosso a chi li sparge. Prendete Iachini: i suoi hanno buttato i palloni in campo per perdere tempo durante la partita con la Sampdoria e, per fare arrabbiare una specie di santo come Daniele Gastaldello ce ne vuole. Poi, ha chiesto di allenarsi a Bogliasco prima della partita contro il Genoa per alzare la tensione. A Genova passa per una specie di guru della panchina, senza peraltro che se ne capisca il motivo. Morale della favola: con ogni probabilità, se non batte il Napoli al San Paolo domenica, sarà retrocesso in anticipo ed è probabilissimo che finisca più di sei punti sotto la quartultima, mettendo fine anche ad ogni polemica sulla penalizzazione.
Zamparini, stessa storia. È da mesi che se la prende col Genoa per i motivi più vari e, soprattutto, eventuali. Ma, alla fine, se il Palermo non vince a Firenze contro la squadra più bella e motivata del campionato e il Genoa anche solo pareggia in casa con l'Inter che ha perso sette delle ultime nove partite, anche i rosanero retrocederanno in anticipo e i rossoblù saranno salvi prima della fine del campionato. E, non bastasse, a parità di punti negli scontri diretti, il Genoa è in vantaggio sul Palermo sia come differenza reti generale, sia come reti segnate, i due criteri successivi in caso di arrivo a pari punti. Alla faccia di tutti i becchini che davano la squadra di Preziosi ad un passo dalla retrocessione dopo la serie orribile. Insomma, se tutto va come sembra andare, se non ci sono suicidi, forse già lunedì saremo qui a festeggiare il fatto che anche l'anno prossimo si giocherà un derby della Lanterna. E, credetemi, in una Genova già derelitta e depressa per una crisi che qui morde e fa male di più, non è certo un punto di arrivo. Di partenza, sì. Un valore, comunque.

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