«Stadio, il Ferraris conviene a tutti»

(...) Perché ad esempio, verrebbe «liberato» corso De Stefanis dalla «servitù dell'accesso» ad alcuni settori. Si procederebbe al recupero di Villa Piantelli. Si realizzerebbe un parco urbano per il quartiere. La città otterrebbe oneri di urbanizzazione per circa 2,5 milioni. La ristrutturazione, per rispettare i tempi del calcio e deu campionati, potrebbe essere eseguito in diversi lotti di 3 mesi. Ma soprattutto arriverebbe a offrire un Ferraris che risponderebbe a tutti i più elevati parametri Uefa, mantenendo 32.960 posti a fronte dei 36.569 attuali peraltro mai sfruttati per intero nelle ultime stagioni.
Esaurita la parte architettonica, è toccato al manager prevenire le domande più ovvie, quelle relative alla fattibilità economiche dell'intervento. Con alcune premesse fondamentali: tutti gli esempi internazionali dimostrano che non è la titolarità di uno stadio a produrre vantaggi per le società di calcio, che a volte anzi pagano il peso dell'indebitamento fatto per costruire, ma la possibilità di utilizzarlo al meglio. Soprattutto è giusto chiarire che molto spesso lo stadio è la parte più evidente ma meno rilevante di un più ampio intervento edilizio o commerciale che ha finalità tutt'altro che pubbliche. Poi via alle cifre: «Poco meno di 50 milioni di interventi massimi - spiega Diego Tarì -. Il valore dello stadio di proprietà comunale che accrescerebbe il valore. A fronte di «costi» annuali sotto forma di debito legato all'operazione pari a 3,7 milioni, sono previsti ricavi medio per 4,3 milioni. E questo senza considerare che con le agevolazioni previste dal finanziamento del credito sportivo, i 600mila euro annui di «attivo» potrebbero diventare 2,3 milioni». In sostanza, per ristrutturare il Ferraris il Comune non dovrebbe spendere un centesimo (con le società di calcio e/o Stadium protagoniste dell'intervento), ricaverebbe parecchio e non dovrebbe dare nulla in cambio al privato che ha interesse a fare lo stadio.
Gli interventi successivi hanno visto una disponibilità di massima da parte di Sportingenova (peraltro ormai agli sgoccioli) a valutare l'operazione. Luigi Costa, del consorzio «Stadium» che ha in gestione la struttura per 10 anni, non è entrato nel merito di un progetto che ovviamente dovrebbe passare dal loro coinvolgimento, ma ha spiegato che a breve verranno realizzate vasche per il recupero dell'acqua piovana. Critico per l'assenza di riferimenti ad altre strutture sportive nel progetto, è stato invece il presidente del Coni Vittorio Ottonello, che d'altra parte aveva espresso entusiasmo per il progetto della Sampdoria che vede Coni Servizi coinvolta come «advisor». Molto positivo invece il giudizio del presidente del Municipio interessato, Massimo Ferrante: «Ho solo dubbi sul parco urbano perché, viste le risorse del Comune rischierebbe di essere abbandonato al degrado. Ma finalmente si parla di salvare il Ferraris, che è rimasto l'ultimo volano economico del quartiere. Capisco il desiderio di tranquillità dei cittadini, ma di tranquillità si può morire. Senza contare che questo progetto, unito alla metropolitana già arrivata a Borgo Incrociati, alleggerirebbe parecchio il problema del traffico e dei posteggi».
Il dibattito tra i consiglieri ha alternato momenti di preclusione a ogni tipo di intervento sugli stadi espresso dalla Lista Doria per voce di Clizia Nicolella che dice anzi di essersi «dimenticata già la volta scorsa di esprimere forte per quell'obbrobrio alla Foce». Più equilibrati i giudizi dell'opposizione, con l'intervento di tre esponenti del Pdl. Matteo Campora ha richiamato il problema della concessione del Ferraris a Stadium (così come per la Foce l'area è in concessione alla Fiera). Lilli Lauro capisce «le perplessità di Ottonello, ma con questo progetto Marassi potrebbe rinascere. Il vero problema è piuttosto la giunta, la maggioranza di Doria, che non affronta il problema, non dice cosa vuole fare, specie dopo la presentazione di due progetti (Foce e Ferraris, ndr) che potrebbero procedere anche parallelamente». Richiesta sposata anche da Stefano Balleari che ha detto di aver «sognato ancora una volta, come dopo la presentazione del progetto della Samp. Solo che l'altra volta c'era qualche perplessità in più, perché i residenti della zona sono contrari, sul Ferraris le soluzioni sono meno impattanti, riqualificano il contesto e trovano d'accordo il quartiere. Inoltre stavolta ci sono numeri concreti».
Pressato a tutto campo, il vice sindaco Stefano Bernini ha garantito che «entro l'anno verranno discussi e verificati i due progetti». Che poi era l'obiettivo della presentazione di ieri. Far capire al Comune che non esiste una sola soluzione. E si può ragionare concretamente sull'interesse della città.

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