Sul terremoto una battaglia di giustizia

Sul terremoto una battaglia di giustizia

(...) ci mancherebbe altro. È semplicemente la volontà di farvi partecipi il più possibile di tutte le nostre scelte.
Soprattutto, è la volontà di non lasciare sole le popolazioni dell’Emilia che, dopo l’attenzione mediatica dei primi giorni, sono ridotte al rango di «brevi di cronaca», dimenticati anche dalle istituzioni. E, a modo loro, con civiltà e dignità incredibili, lo dicono, sciogliendo le esse emiliane: «Ci sembra di essere stati dimenticati».
E vengo ora all’ultimo punto. Che non c’entra direttamente con il terremoto modenese, ma vuole essere un punto di riflessione contro ogni tipo di sciacallaggio sul terremoto, compresi quelli di cui molto spesso siamo protagonisti noi che lavoriamo nei mass-media. Soprattutto fa pensare a quello che è successo qualche settimana fa, quando la nuova Commissione Grandi Rischi, con il timbro del governo, ha scritto che avrebbero potuto esserci nuove scosse. Così, senza altri particolari. Poi, a oggi, le scosse non ci sono state, ma la paura e l’angoscia degli emiliani è stata ulteriormente amplificata da un’uscita simile.
I terremoti non erano prevedibili prima di questo comunicato e non lo sono ora. Ma, a mio parere, è proprio l’effetto del processo dell’Aquila, quello di cui vi voglio parlare oggi. Quasi un modo di non correrli loro, i membri della commissione, i grandi rischi.
Semplicemente - come spesso ho fatto, anche pubblicamente, oltre che in privato - voglio esprimere la mia totale vicinanza e solidarietà a Claudio Eva, un nostro caro amico e lettore che ha avuto la malaugurata idea di impegnarsi per la nostra città e per il nostro Paese, schierandosi. Schierandosi dalla parte delle persone buone, lui vecchio liberale di antico stampo e tutto d’un pezzo, persona perbene se ce n’è una. Lui, il maggior sismologo italiano, che accettò di candidarsi a sindaco di Genova sotto le bandiere di Forza Italia, quando era difficile farlo e quando c’era tutto da perdere e niente da guadagnare. Lui che è stato parte integrante della «Consulta liberale», ma non ha mollato il popolo di Berlusconi, pur restando liberale nell’animo. Lui che, pure negli organi direttivi degli ex azzurri, anche a rischio di restare in minoranza, un po’ come Roberto Cassinelli, ha sempre mantenuto la parola data. Lui che, non me lo dimentico, è stato il primissimo ad aderire all’iniziativa degli «Amici del Giornale» al Teatro della Gioventù e in quella sede ha firmato un intervento bellissimo chiedendo e chiedendosi: «Dov’eravamo durante l’alluvione di Sestri? Cosa facciamo in mezzo alla gente?».
Ecco, questo signore, un galantuomo fatto e finito, è oggi sotto processo a L’Aquila - con tanto di proiezioni connesse del film di Sabina Guzzanti sul terremoto - insieme a tutti gli altri massimi geologi, sismologi e vulcanologi italiani che facevano parte della Commissione Grandi Rischi per non aver predetto il terremoto in Abruzzo. Mi è capitato di raccontare questa vicenda a scienziati stranieri e pensavano che scherzassi, che li prendessi in giro. Invece, è tutto vero. Si processa il principale sismologo italiano per non aver predetto un terremoto. E, proprio per questo, ci tengo ulteriormente a dare tutta la mia solidarietà a Claudio Eva. Una volta di più.
Nel frattempo, non mi resta che ricordarvi che i versamenti (il conto e i bonifici sono ovviamente a costo zero e la Banca Passadore, con grande sensibilità, ci dà anche un piccolo interesse) si possono effettuare in tutte le sedi e da qualsiasi banca o conto telematico. Fra l’altro, è bellissimo il fatto che i bollettini con i versamenti - che hanno superato già i 13mila euro - arrivino praticamente da tutte le sedi e le filiali della banca, a dimostrazione anche del radicamento dei nostri lettori in tante zone e del fatto che la solidarietà non ha confini. E così gli estratti conto arrivano dalla sede di via Vernazza, a due passi da De Ferrari, il centro più centro, e da Albaro; da Sestri Ponente e da Molassana; da Nervi e da Quezzi; e anche dalla filiale di Chiavari.
Intanto, grazie a tutti quelli che hanno già versato e a quelli che lo faranno. Fra cui mancano ancora, del tutto o quasi del tutto, i politici.

Non ce ne stupiamo, speriamo che siano impegnati a fare beneficenza in silenzio. Speriamo per loro. Altrimenti, colgano l’occasione. Per una volta, se solo volesse, la politica può essere meno Casta e più casta. Ma non è un gioco di parole da Settimana enigmistica.

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