La gente è stufa dell’odio: a picco Di Pietro

Roma Alta pressione sul pianeta giustizia. Ma il bel tempo è instabile, le nubi rimangono vicine. La perturbazione non è superata del tutto.Il «clima nuovo», di cui parla il Guardasigilli Angelino Alfano, è dovuto agli «spiragli positivi» aperti dal Pd. E dovrebbe favorire a gennaio «un momento di sintesi per fare le riforme».
Lo dice anche Luciano Violante che il 2010 potrebbe essere l’anno giusto per un processo riformatore della giustizia «separato dall’ordinaria quotidianità». Prima di entrare in campagna elettorale per le regionali, ci sono due settimane per un «lavoro preparatorio».
Per il Pdl riforme costituzionali per la giustizia vuol dire, innanzitutto, separazione delle carriere e organo disciplinare autonomo dal Csm. Ma per svelenire il clima anche dall’opposizione si guarda con meno sospetto ad un lodo Alfano bis, secondo le indicazioni della Consulta. Gaetano Quagliariello lo ha annunciato prima di Natale. Ci sono tre testi in circolazione al Senato.Dove l’unico provvedimento in fase avanzata è quello sul processo breve, in calendario per l’aula il 12 gennaio. Entro il mese potrebbe essere approvato ma il punto è: come sarà? Esclusa la riserva per gli incensurati, spiega il presidente della Commissione Giustizia Filippo Berselli, si sta preparando un emendamento della maggioranza per modificare la lista dei reati non interessati dai procedimenti sprint. Il relatore Giuseppe Valentino dice che il ddl andrà comunque avanti, anche se si giocheranno partite diverse.
Alla Camera, sempre a gennaio, si discuterà del legittimo impedimento di Enrico Costa, che ha la benedizione dell’Udc e sul quale il Pd potrebbe non alzare le barricate. Per Rocco Buttiglione per fare le riforme bisogna spostare il «macigno dei problemi personali di Berlusconi»: la via migliore è l’immunità, ma «come misura tampone si può inserire il legittimo impedimento».
Per Massimo D’Alema sarebbe il minore dei mali, rispetto al processo breve e l’Udc conta sulla modifica della proposta, prima di dare il via libera. Obiettivo: un periodo preparatorio, magari un semestre, prima di applicare i tempi contingentati di 2 anni per ogni grado. Insomma, non intervenire subito sui processi in corso. Se il legittimo impedimento viaggiasse senza troppi ostacoli il Pdl ci potrebbe stare. E si avrebbe la legge-ponte in attesa del lodo Alfano bis.
Ufficialmente, il Pd ripete con Pier Luigi Bersani il suo no a «leggi ad personam», come processo breve o legittimo impedimento. Però, auspica che il confronto parta nelle commissioni parlamentari, dove «è già maturato qualcosa». La trattativa è in corso per aprire il confronto, sul quale insiste tanto il Quirinale.

Gli unici a dire no a tutto e a tutti sono rimasti quelli dell’Idv. Il processo breve, possibile merce di scambio, rimane al centro di contestazioni:non lo vuole l’Anm, nè i penalisti, che annunciano uno sciopero di protesta per l’11 gennaio.

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