Germania, pieno di voti per i Pirati del web

Il neonato partito che si batte per un accesso a Internet libero e senza censure e limiti, alle legislative ha raccolto il 2% dei consensi: ora è il sesto movimento del Paese

Ottocentocinquantamila voti, due consensi ogni cento votanti. L'esordio del partito dei Pirati in Germania è stato un successo. Non hanno conquistato un seggio in Parlamento, ma sono diventati la sesta forza politica del Paese.
Ampiamente superata dunque la soglia prevista per accedere ai finanziamenti pubblici. Il partito, che vuole rendere internet completamente accessibile a chiunque e liberare la rete da ogni forma di censura, ha totalizzato il 2% dei voti alle legislative di domenica, superando di slancio la soglia dello 0,5% necessaria per ottenere i fondi statali. In Germania, i partiti ricevono fondi pubblici in rapporto alla loro performance alle urne e, nel caso dei Pirati, questo si tradurrà - secondo le prime stime - in 700 mila euro all'anno.
Inoltre, secondo la legge sul finanziamento ai partiti, il governo pagherà loro 38 centesimi per ogni euro ricevuto in donazioni. Non male, quindi, per un partito fondato solo nel settembre del 2006, che in tre anni è riuscito a battere partiti minori, ma con una storia ben più lunga alle spalle.
I Pirati hanno battuto anche l'Npd, storica formazione dell'estrema destra. Quest'ultima, nata nel 1964, infatti, domenica scorsa è riuscito a ottenere solo l'1,5% dei voti. «Le elezioni hanno dimostrato che i nostri temi sono importanti e che avremo successo in futuro», ha commentato il leader dei Pirati, Jens Seipenbusch, il quale conta sui previsti finanziamenti per migliorare il sistema informatico e assumere personale.
Attualmente, i Pirati hanno oltre 9.200 iscritti - l'età media è di 29 anni - e in queste elezioni hanno raggiunto il 13% degli elettori che sono andati alle urne per la prima volta, ottenendo in alcune grandi città, come Berlino, oltre il 3%. A livello nazionale, con il loro 2% i Pirati si sono piazzati al sesto posto della classifica dei principali partiti dopo Cdu-Csu (33,8%), Spd (23%), Fdp (14,6%), Linke (11,9%) e Verdi (10,7%).