Geronzi fuori dal processo Eurolat Più facile la strada per le Generali

Giornata importante, quella di ieri, per la partita delle Generali. Cesare Geronzi, il presidente di Mediobanca che sta raccogliendo i consensi tra i soci per approdare a Trieste, ha visto e parlato con gli azionisti e i soggetti interessati. E sarebbero stati fatti passi avanti. L’ipotesi intorno alla quale non sembra esserci una valida alternativa è quella di Geronzi a Trieste e Renato Pagliaro, attuale dg di Mediobanca, ma già presidente del comitato di gestione nella breve «era dualistica», che ne diventerà il futuro presidente.

Secondo fonti autorevoli, informate della vicenda, il comitato nomine di Mediobanca sarebbe stato preallertato per essere convocato già questo venerdì. Il che significherebbe l’esistenza di un forte consenso sullo schema Geronzi-Pagliaro. Anche per la non consistenza di ipotesi alternative. Quella di una presidenza all’attuale ad triestino, Giovanni Perissinotto, infatti, non avrebbe fatto molta strada, per il timore che uno scontro su questa candidatura potesse indebolire Perissinotto al punto da metterne in forse la conferma al vertice operativo, che al momento non sembra in discussione.

Ulteriori elementi per facilitare l’accordo sia all’interno di Mediobanca e del suo comitato nomine (dove votano Geronzi, l’ad Alberto Nagel, Pagliaro, Vincent Bolloré per i soci francesi e Marco Tronchetti Provera per la Pirelli), sia tra i grandi azionisti delle Generali (che dovranno votare la lista di Mediobanca in assemblea) arriveranno in queste prossime ore anche attraverso la composizione della lista per il cda, che potrebbe scendere da 19 a 15 membri. Tolti Geronzi, Perissinotto e l’altro ad Sergio Balbinot, e due consiglieri per le minoranze, ci sono ben 10 posti da distribuire.

Geronzi ha peraltro incassato, sempre ieri, una buona notizia sul fronte giudiziario: il gup di Roma Tommaso Picazio ha prosciolto l’ex patron di Cirio Sergio Cragnotti, e l’attuale presidente di Mediobanca (oltre all’ex consigliere Cirio Riccardo Bianchini Riccardi) dall’accusa di estorsione nell’ambito della vicenda Eurolat. Secondo gli inquirenti, Geronzi, all’epoca presidente di Banca di Roma, aveva esercitato pressioni sull’ex numero uno di Collecchio, Calisto Tanzi, perché acquistasse nel 1999 Eurolat da Cragnotti a prezzo gonfiato. Ma ieri sono stati gli stessi pm, Gustavo De Marinis, Tiziana Cugini e Rodolfo Sabelli, a chiedere il proscioglimento. Rispetto all’ipotesi di reato di bancarotta, invece, il magistrato ha inviato gli atti alla Cassazione perché stabilisca se la competenza spetti a Roma o Parma.

Geronzi resta imputato nei processi principali Parmalat e Cirio. Ma il suo entourage ha ieri accolto il proscioglimento Eurolat come la determinazione di un principio che dovrebbe portare a esiti postivi su entrambi i fronti. Comunque, per Geronzi, il caso Eurolat rende meno difficile il percorso verso Generali, anche in vista del decreto sull’onorabilità, alla firma del governo. In proposito il ministro Scajola ha ieri detto che rispetterà «il termine del 30 giugno, ma senza avere un atteggiamento di intromissione per condizionare le scelte libere delle società» private.

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