Ghirotti: il giallo dei soldi bloccati in Regione

L’hospice, struttura per malati terminali realizzata ad Albaro dalla Gigi Ghirotti e non ancora aperta, non ha soltanto il problema della convenzione su cui manca ancora la firma. C’è ben altro. Ovvero il giallo di un finanziamento di un milione e 482mila euro che potrebbe «saltare» facendo andare a gambe all’aria i bilanci della onlus presieduta dal professor Franco Henriquet. Tutto è legato a una delibera della giunta regionale, datata 22 luglio 2009, che aggiorna il «progetto generale di realizzazione degli hospice della Liguria». Il documento stabilisce che la Asl 3 rinunci alla somma di un milione e 482mila euro, che era destinata alla realizzazione di una struttura per malati terminali presso l’ospedale San Carlo di Voltri, a favore della Gigi Ghirotti. Proprio con la Ghirotti, infatti, la Asl, a giugno del 2009, aveva raggiunto un accordo relativamente alla gestione, in regime di convenzione, dei posti letto hospice da attivare nella struttura di Villa Salus, in via Montallegro a Genova. Sul centro di via Montallegro, la Gigi Ghirotti, che da anni si occupa di promuovere la cultura delle cure palliative per malati terminali, ha investito di suo una somma ingente, pari a due milioni e 200mila euro, oltre a quelli citati.
«Eravamo convinti di poter fare conto sulla somma della delibera regionale, che oltretutto aveva carattere di urgenza - spiega Pietro Randazzo, braccio destro di Henriquet alla Gigi Ghirotti -, ma in questi giorni, voci di corridoio hanno rimesso tutto in discussione. Come se questi soldi, già stanziati per noi, non dovessero più arrivare». Randazzo svela di aver già avuto diversi incontri con i capigruppo del consiglio regionale, sia della maggioranza, sia dell’opposizione, e che tutti lo avrebbero rassicurato. L’unico che non si sarebbe fatto trovare, nonostante numerosi appelli, sarebbe il presidente Claudio Burlando. «Noi gli chiediamo ufficialmente che firmi un nuovo impegno per la consegna della somma che ci spetta - dice Randazzo - Anche perché la convenzione con la Asl 3 è valida. I soldi adesso devono arrivare».
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