Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 06:50
Giù la maschera

Ci manca già Orbán

E insomma sì, Orbán, Putin, Salvini, Meloni... tutti sconfitti 'sti fascisti malefici!

Ci manca già Orbán

Beh, lo confessiamo. Sì, noi eravamo fra quei sinceri democratici, idealmente stretti stretti tra Elly Schlein e la redazione di La7, che quando abbiamo visto in diretta tv Viktor Orbán ammettere la sconfitta alle elezioni in Ungheria e passare il testimone a Péter Magyar così giovane, così bello, così ariano con quel taglio di capelli da ufficiale delle SS-Verfügungstruppe beh, abbiamo urlato commossi: «Sono immagini meravigliose, sono immagini emozionanti. Il tempo dei sovranisti è finito! Il tempo delle destre nazionaliste è finito! Ha vinto la libertà, ha vinto la democrazia».

Che orgasmo, eh Elly??

E insomma sì, Orbán, Putin, Salvini, Meloni... tutti sconfitti 'sti fascisti malefici!

Poi, in sei giorni, Péter Magyar ha: chiamato la Meloni per chiederle di vedersi al più presto; invitato l'amico Netanyahu a Budapest per il 70° anniversario della rivoluzione ungherese; alla prima apparizione televisiva, da splendido autocrate ha dichiarato che sospenderà i fondi a tv e radio di Stato (corrotte...); ha già obbligato fior di politologi ad ammettere che «il partito di Magyar è incentrato su una sola persona e l'autoritarismo fa male alla democrazia»;

e annunciato che dal 1° giugno porrà fine a tutti i permessi per migranti non europei facendo tornare solo «ungheresi etnici», dimostrando che ama così tanto l'Europa da non permettere a nessuno di entrarci. «Manterremo la recinzione lungo i confini ha puntualizzato - e ripareremo i buchi che erano stati fatti». Quelli sfuggiti, immaginiamo, a un po' lassista controllo di Orbán.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.