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Ci manca già Orbán

E insomma sì, Orbán, Putin, Salvini, Meloni... tutti sconfitti 'sti fascisti malefici!

Ci manca già Orbán
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Beh, lo confessiamo. Sì, noi eravamo fra quei sinceri democratici, idealmente stretti stretti tra Elly Schlein e la redazione di La7, che quando abbiamo visto in diretta tv Viktor Orbán ammettere la sconfitta alle elezioni in Ungheria e passare il testimone a Péter Magyar così giovane, così bello, così ariano con quel taglio di capelli da ufficiale delle SS-Verfügungstruppe beh, abbiamo urlato commossi: «Sono immagini meravigliose, sono immagini emozionanti. Il tempo dei sovranisti è finito! Il tempo delle destre nazionaliste è finito! Ha vinto la libertà, ha vinto la democrazia».

Che orgasmo, eh Elly??

E insomma sì, Orbán, Putin, Salvini, Meloni... tutti sconfitti 'sti fascisti malefici!

Poi, in sei giorni, Péter Magyar ha: chiamato la Meloni per chiederle di vedersi al più presto; invitato l'amico Netanyahu a Budapest per il 70° anniversario della rivoluzione ungherese; alla prima apparizione televisiva, da splendido autocrate ha dichiarato che sospenderà i fondi a tv e radio di Stato (corrotte...); ha già obbligato fior di politologi ad ammettere che «il partito di Magyar è incentrato su una sola persona e l'autoritarismo fa male alla democrazia»;

e annunciato che dal 1° giugno porrà fine a tutti i permessi per migranti non europei facendo tornare solo «ungheresi etnici», dimostrando che ama così tanto

l'Europa da non permettere a nessuno di entrarci. «Manterremo la recinzione lungo i confini ha puntualizzato - e ripareremo i buchi che erano stati fatti». Quelli sfuggiti, immaginiamo, a un po' lassista controllo di Orbán.

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