Tutti dovremmo capire che una società è in pericolo quando la realtà è più ridicola di qualsiasi parodia si possa inventare. Eppure...
Ci pensavamo ieri seguendo la convention del New Democratic Party, il partito della sinistra woke canadese. Davanti a un presidente/presidentessa che a suo tempo bloccò i finanziamenti a un centro di assistenza per le vittime di stupro perché vietava l'ingresso agli uomini, i vari delegati, sbandierando la loro «Equity card», potevano intervenire per protestare nel momento in cui si sentivano lesi nei propri diritti. E così a un certo punto c'era una manifestante con la kefiah offesa perché qualcuno aveva parlato prima di lei, una transgender irritata perché un cisgender la interrompeva, un delegato non binario apostrofato con il genere sbagliato da una donna di colore e il presidente/presidentessa che chiedeva all'assemblea di non essere chiamata Signora presidente: «Sono una persona non binaria, i miei pronomi sono they/them».
Si chiama «trappola identitaria». Quando la degenerazione dell'inclusività costringe le persone a escludersi a vicenda.
Si sa che quando vuoi garantire a tutti uguali diritti ci sarà sempre qualcuno che rivendicherà per sé un diritto più
uguale degli altri. Almeno però i maiali di Animal farm non pretendevano che tu rispettassi i loro pronomi.E infatti oggi è molto peggio di quanto Orwell avesse mai immaginato. Purtroppo il domani appartiene a they/them.