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Il giallo di Hanna: scarcerato il compagno che è a processo per il suo omicidio

Il giallo di Hanna: scarcerato il compagno che è a processo per il suo omicidio

È stato scarcerato e messo ai domiciliari Marek Konrad Daniec, il camionista polacco 44enne a processo per l'omicidio della compagna Hanna Herasimchyk a Pozzuolo Martesana. Lo ha deciso ieri la Corte d'assise (giudici togati Antonella Bertoja e Sofia Fioretta), revocando la misura cautelare del carcere e su istanza degli avvocati difensori, Elisa Marabelli e Lorenzo Puglisi. Questo dopo che nei giorni scorsi una perizia medico legale, disposta dai giudici, ha stabilito che le analisi non consentono di affermare con certezza che la morte sia stata causata da soffocamento o strangolamento da parte di terzi.

L'uomo è stato arrestato nel dicembre del 2024, accusato di aver soffocato Hanna. La vittima, bielorussa di 46 anni, in passato era stata ballerina in locali notturni. Il suo corpo è stato trovato il 13 giugno di due anni fa nell'appartamento della coppia. Due giorni fa in aula è stata discussa la nuova perizia, in cui l'esperto, Giorgio Alberto Croci, scrive che la causa della morte sarebbe stata una miocardite di cui la donna soffriva. E che non sarebbe possibile raggiungere la certezza processuale necessaria per affermare che la morte sia stata determinata da qualcuno, attraverso un'asfissia meccanica. Nell'udienza sono stati ascoltati anche i tre consulenti del pm Francesca Crupi, titolare delle indagini condotte dai carabinieri. Specialisti per i quali, al contrario, ci sarebbero vari elementi che fanno pensare a una "asfissia" provocata "da terzi" e che potrebbe aver contribuito alla morte, date anche le lesioni "attorno a bocca e collo".

Il processo andrà avanti ad aprile. Per i giudici, che hanno scarcerato l'imputato, si sono "affievoliti i gravi indizi di colpevolezza" a suo carico relativi alla contestata "condotta omicidiaria sorretta dal dolo". Così è scritto nell'ordinanza depositata ieri. Nelle motivazioni la Corte fa anche riferimento al tempo che il 44enne ha già "trascorso in carcere" e al suo "contegno processuale".

Hanna aveva problemi di salute per l'abuso di alcol e tranquillanti e venne trovata morta con lividi a gambe e braccia. Il compagno, per l'accusa, durante una lite l'avrebbe soffocata tenendole la mano sulla bocca dopo averla picchiata.

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