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Sport

Gilardino: intervista si, ma solo glamour

In vista di Milan-Fiorentina l’ex attaccante rossonero ha rifiutato di rilasciare dichiarazioni ai giornali "per affrontare tranquillo la partita". Ma se si tratta di Vanity Fair…

E’ la nuova moda del calcio italiano. Chi rincorre l'intervista trendy non si rivolge più ai mezzi di comunicazione tradizionale: niente gazzette, niente quotidiani generalisti, niente di niente neanche le pay-tv che pure pagano e contribuiscono a rendere più ricco lo stipendio dei nostri. no, la nuova moda è questa: c'è alle porte Milan-Fiorentina, tutti inseguono alberto Gilardino che è atteso per il ritorno davanti a san siro e al suo pubblico di un tempo e lui, garbato e cortese, risponde a tutte le richieste in un solo modo: "Grazie per l'interesse ma ho deciso di non parlare e di affrontare tranquillo questa settimana: non rilascio interviste neanche alle tv".

Va bene, mettiamoci l'animo in pace e sopravviveremo anche senza il virgolettato di Gilardino, la cui scelta denuncia pure qualcosa. Se cioè uno del suo calibro, che frequenta la nazionale e il circuito della Champions, non è in grado di gestire la pressione di una intervista prima di Milan-Fiorentina come può gestire le pressioni, ben diverse, di una finale di coppa campioni o di un mondiale? Qualche ora dopo, a stretto giro di agenzia, arrivano puntuali le anticipazioni di una intervista rilasciata a un settimanale di glamour, con tanto di foto della sua bimba e l'annuncio del prossimo matrimonio. Naturalmente, per trovare spazio sui giornali, l'intervista viene impreziosita di un paio di giudizi su milan, prandelli, fiorentina e il suo mancato inserimento in rossonero, niente di clamoroso, tutto in linea col personaggio che è sempre una sfumatura di grigio, mai tutto bianco o tutto nero, chiusa dalla promessa, a spina dorsale dritta, "se segno esulto", meno male.

E allora ci chiediamo: perché a Vanity Fair sì e ai giornali che lavorano sul campionato di calcio ogni giorno no? No, qui non c'entrano premi extra-budget, c'entra il fatto che i calciatori non si fidano dei giornalisti sportivi, ne temono le domande-trappola, mentre godono di servizi fotografici ad hoc con domande al miele. Beati loro, vogliono un mondo tutto in discesa. E quando c'è da confessare un golletto fatto con la mano, davanti alla tv o ai taccuini, non sanno che pesci pigliare. Continuate così, siete fortissimi.

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