Goodwood ha fatto scuola Ora l'Italia sale in cattedra

Dal Parco Valentino al Milano Monza Motor Show e al Motor Valley Fest: l'auto va incontro alla gente

Gabriele Villa

Dopo ogni Waterloo, anche se provocata da un'offensiva di bacilli, alcune riflessioni si impongono. Come saranno e, soprattutto, ci saranno ancora i Saloni dell'auto duri e puri, ovvero con stand scenografici, presentazioni statiche, conferenze vis a vis? Le avvisaglie di un cambiamento epocale si erano già più che affacciate prima della cancellazione dell'appuntamento di Ginevra con le defezioni e i riposizionamenti di molte Case che avevano apertamente dichiarato la volontà di cambiare strategia e contesti espositivi. Dunque? Il Salone che non c'è mai stato, quello nuovo, dall'appeal vincente, forse ci sarà. Anzi, c'è già. Dentro i confini di casa nostra, impermeabile alle polemiche, contenuto nei costi. E, soprattutto, democratico: l'auto che va incontro al possibile acquirente, o al semplice appassionato, e non il contrario.

È la filosofia che, fin dal debutto, ha animato il Salone dell'Auto Parco Valentino di Torino, traslocato quest'anno in Lombardia, che a metà giugno si presenterà ribattezzato «Milano Monza Motor Show» e con un format rivoluzionario, sintetizzato dall'ideatore Andrea Levy. «Siamo sempre stati innovativi e in controtendenza rispetto ai Saloni tradizionali - spiega - e a maggior ragione lo sarà il nuovo Milano-Monza, una sorta di Goodwood democratica, un festival dell'automobile con oltre 40 Case presenti, ma non in gara per mostrare i muscoli, perché abbiamo previsto stand tutti uguali. Obiettivo? Un invito alle Case a un nuovo dialogo con il pubblico, fatto più di prodotto, di informazione e di test drive. I Saloni come Ginevra, al di là dell'emergenza sanitaria che l'ha annientato, dimostrano come la formula statica sia datata. Noi abbiamo stravolto questo modello, portando in primo piano sì le principali novità, valorizzando anche i comparti del motorsport, delle auto classiche e supercar, ma in modalità dinamiche, potendo contare su un plus unico come la pista di Monza».

Per Gianmarco Giorda, presidente dell'Exhibition Committe di Oica (Organizzazione internazionale costruttori veicoli a motore), «l'annullamento di Ginevra arriva in un momento di transizione per tutte le manifestazioni automotive, essendo ormai superata la formula degli scorsi decenni». «In questo caso - aggiunge - l'emergenza, volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, ha avuto anche effetti positivi: penso alla piattaforma online grazie alla quale gli espositori hanno tenuto in streaming, da diverse location, le conferenze stampa programmate. Un'innovazione che rispecchia la trasformazione dei format classici, come del resto la notizia di un nuovo IAA 2021, trasferito da Francoforte a Monaco di Baviera come evento cittadino dedicato alla mobilità e ai suoi nuovi paradigmi. Ritengo che l'Italia, con iniziative come Milano Monza Open Air Motor Show e Motor Valley Fest, sia stata l'apripista nell'introdurre concept innovativi. Di fronte a quest'evoluzione, l'Exhibition Committe di Oica intende mantenere un ruolo attivo e progettuale nel rilanciare la centralità dell'esperienza diretta, da parte degli utenti, del prodotto auto e delle tecnologie che ne stanno alla base, e nel gestire la transizione senza dimenticare l'eredità di decenni di eventi di successo».

E, dalle terre dei Motori, Emanuele Burioni, direttore di Apt Servizi Emilia Romagna, sottolinea: «Stiamo lavorando alla seconda edizione del Motor Valley Fest e lo stiamo facendo insieme ai nostri partner regionali e nazionali perché è un format nuovo che guarda al futuro, per dare nuove opportunità professionali al territorio. L'obiettivo è quello di creare un'edizione di successo, per proporre al pubblico, ai turisti italiani e internazionali, agli addetti del settore, un evento per il rilancio dell'eccellenza italiana nel mondo».

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