Il governo archivia il panico da influenza A

IL VIRUS Fazio e Gelmini: «La malattia si sta rivelando più leggera del previsto e non desta preoccupazione»

Il governo archivia il panico da influenza A

Si sta facendo troppo rumore. Per il governo è l’ora di ridimensionare il panico. L’influenza A, secondo il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, si sta rivelando una malattia più leggera del previsto e «non desta reali motivi di preoccupazione». Certo, i casi sono in aumento: oggi sono settemila, e soltanto la settimana scorsa erano 5.600. Si tratta di «un dato significativo ma non ancora esponenziale», ha detto il viceministro al termine della riunione dell’Unità di crisi contro la pandemia, cui è seguita una conferenza stampa congiunta con il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, che ha mantenuto gli stessi toni rilassati del collega: «Non è il caso di creare eccessivo allarmismo», ha infatti detto.
Tuttavia, mentre l’autunno e la stagione dell’influenza si avvicinano, i preparativi sono frenetici e il governo ha stanziato addirittura fondi per 2,5 milioni per una campagna massiccia di informazione sul virus AH1N1. Nelle prossime settimane, ha spiegato Fazio, sarà necessario potenziare l’assistenza medica con la presenza di medici territoriali sempre reperibili, e alle Regioni sarà consigliato di istituire numeri verdi e linee dirette per i cittadini, che si affiancheranno al 1500, il numero anti-emergenze del ministero.
I nuovi casi di influenza A registrati in Europa nelle ultime ore sono 431, rivela il bollettino del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie sul suo sito Internet. Per Fazio, però, nonostante i numeri possano a tratti sembrare allarmanti, alla fine della pandemia, «i casi gravi saranno un paio di centinaia». Per evitare comunque che il panico acceleri il contagio, alle singole Regioni sarà chiesto di scoraggiare l’accesso diretto dei cittadini negli ospedali e nei pronto soccorsi. Gli enti locali dovranno consigliare, come già successo in altri Paesi europei, il consulto telefonico del cittadino con il proprio medico curante per verificare i sintomi. E a breve arriveranno i dettagli sulle strategie di vaccinazione: saranno resi note la settimana prossima. Fazio si è per ora soffermato soltanto sulle categorie più suscettibili al contagio e ha spiegato che «la vaccinazione per le donne in stato di gravidanza sarà oggetto di particolare riflessione e attenzione, così come quella per tutti i minori portatori di rischi sotto i 18 anni».
La settimana prossima sarà pubblicata anche una circolare del ministero dell’Istruzione in cui saranno codificate le modalità di eventuali chiusure di scuole in caso studenti si ammalassero gravemente.
Per prevenire il contagio e la diffusione dell’influenza «vanno educati soprattutto i più piccoli», ha detto il ministro Gelmini in conferenza stampa. L’anno scolastico può iniziare tranquillamente, ma con alcuni piccoli accorgimenti: «Bisogna educare i bambini più piccoli a non passarsi ad esempio bevande già assaggiate da altri compagni o portarsi alla bocca penne e matite». Qualche istituto italiano, come il Newton di Roma, ha preso già misure che hanno fatto discutere, come quella di vietare i baci tra ragazzi per arginare la diffusione del virus. Per il ministro, i presidi «hanno la facoltà di assumere decisioni». Non saranno però prese soluzioni a livello nazionale, ha ricordato, sottolineando come questo non significhi che il governo voglia sottovalutare la situazione. Anche per questo partirà tra tre settimane una campagna di informazione sull’influenza A e su come limitare i danni di una pandemia. Gli spot andranno in onda su tutte le televisioni, ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, presente alla conferenza stampa. Le pubblicità spiegheranno le cinque regole base per proteggersi dal virus: lavarsi con cura le mani con acqua e sapone; coprirsi naso e bocca con un fazzoletto quando si tossisce; non toccare occhi, naso e bocca se si hanno le mani sporche; dare aria agli ambienti; con tosse, raffreddore e mal di testa rimanere a casa».