Il governo rallenta la Tav e la manda su un binario morto

Forza Italia protesta: buttati via anni di lavoro. Così rimarremo fuori dall’Europa

Gian Maria De Francesco

da Roma

La Tav da ieri è ufficialmente questione da assemblea di condominio. Gli inquilini-enti locali e gli inquilini-No Tav potranno sindacare su ogni atto dell’amministratore-Prodi. È l’effetto della scelta dell’esecutivo di stralciare la Torino-Lione dalla legge sulle Grandi opere del 2001. La decisione risale al tavolo politico dello scorso 29 giugno, ma solo nei vari vertici bilaterali di ieri a Torino tra il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, e il presidente della Regione Mercedes Bresso, i presidenti delle Province e i sindaci dei Comuni interessati, la svolta dialogante-concertativa ha avuto il suo vero compimento.
«Il tempo della procedura ordinaria sarà sempre minore di quello della procedura straordinaria della legge Obiettivo, proprio per le condizioni che si erano create con gli abitanti della Val di Susa». Di Pietro si è concesso un po’ di ottimismo sulla realizzazione della linea ferroviara ad alta velocità tra Torino e Lione. La fiducia è quasi un imperativo considerato che il governo Prodi ha scelto di percorrere una strada tortuosa per cercare di conseguire l’obiettivo Tav. In pratica, si è concretizzato il rimando alla nuova Valutazione di impatto ambientale (Via) e alla Conferenza dei servizi che partirà oggi a Torino scegliendo di fare a meno dello snellimento procedurale consentito dalla legge Obiettivo.
Ma come funziona la Conferenza dei servizi? Si tratta di uno strumento concertativo che riassume in un unico contesto i pareri, le autorizzazioni e i nulla osta delle amministrazioni pubbliche coinvolte in un procedimento (in questo caso la Tav in Val di Susa). Le fasi del processo saranno laboriose: la Conferenza dovrà pronunciarsi in primo luogo sulla fase iniziale della Via, poi sul progetto preliminare e infine su quello definitivo. Tenuto conto che anche i privati possono formulare osservazioni sul progetto definitivo e che si possono verificare situazioni di disaccordo tra le amministrazioni (a loro volta rimandate alla Conferenza Stato-Regioni o al Consiglio dei ministri, ndr), il rischio-caos non è solo un’ipotesi di scuola. Piccoli Comuni e associazioni ambientaliste avranno voce in capitolo.
Di qui la ferma presa di posizione di Forza Italia a difesa della Tav. «Il governo - spiega il senatore Lucio Malan - cerca di protrarre questa ambiguità il più possibile. Con i No-Tav si potrà sempre giustificare che l’opera finora non si è fatta, mentre ai Pro-Tav spiegherà che la concertazione richiede tempo». Per il deputato Guido Crosetto, più icasticamente «la Tav è morta e con questo atto irresponsabile il governo Prodi butta via anni di lavoro. Il centrosinistra tradisce ancora una volta la propria parola e gli interessi del Paese». Secondo il presidente della commissione Attività produttive del Senato, Aldo Scarabosio «il Piemonte e tutta l’Italia perdono un treno e i finanziamenti europei che con grande probabilità non avremo più occasione di recuperare». Il responsabile infrastrutture di Forza Italia, Maurizio Lupi, ha rincarato la dose. «Grazie al governo Prodi - ha dichiarato - siamo fuori dall’Europa». Sempre da via dell’Umiltà Osvaldo Napoli ha accusato il governatore Bresso e il sindaco di Torino Chiamparino. «Si trovano a un bivio: ribadire la loro buona fede e allora dovranno protestare oppure tacere, ma in tal caso si faranno complici del governo», ha sottolineato.
In realtà, è stato proprio il presidente della Regione Piemonte in passato a spendersi per lo stralcio in modo da concertare con gli altri enti locali la costruzione dell’opera. Una mossa che potrebbe trasformarsi in un boomerang considerato che Di Pietro ieri si è parzialmente contraddetto. «Siamo convinti che anche se ci metteremo un po’ più di tempo - ha detto - potremo trovare un accordo. Mi auguro che in Valle di Susa torni la serenità, ma preoccupa chi dice di no solo per una sua ragione di vita esistenziale». Forse i No-Tav, ieri ancora in piazza a Torino, lo hanno preoccupato.

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