Il premier Giorgia Meloni è intervenuto al Tg1 delle 20 per raccontare il Consiglio dei ministri che ha tagliato le accise sui carburanti per fare fronte agli aumenti derivanti dalla guerra. Ma, soprattutto, il premier ha parlato del referendum della Giustizia di domenica e lunedì per separare le carriere di pm e giudici e riformare il sistema del Csm. Se dovesse vincere il no al referendum sulla separazione delle carriere, ha ribadito il presidente del Consiglio, "non temo contraccolpi politici" per il governo, "la nostra maggioranza è solida, è l'opposizione che non è compatta". E, ha aggiunto, "non temo contraccolpi, ma se la riforma non passa saranno gli italiani a pagarne il prezzo”.
Meloni non si dimetterà se vincerà il “no”: lo ha ribadito anche al telegiornale di Rai Uno, perché, ha sottolineato, “i governi cadono quando non hanno maggioranze a sostenerli, la nostra è solida, lo è stata anche in questa campagna elettorale. Mi pare che il fronte del no e l'opposizione non siano compatti, atteso che autorevolissimi esponenti della sinistra stanno votando sì con noi al referendum”. Quella della giustizia, ha proseguito Meloni, “è una riforma della quale noi discutiamo da qualche decennio, ma che nessuno era riuscito a fare, perché è fondamentale per modernizzare questa nazione, perché se noi non riusciamo a cambiare in Italia quello che non funziona àadeguatamente, non cresceremo mai”. Inoltre, ha aggiunto il premier, “è una riforma di buon senso, è una riforma sull'efficienza, sulla meritocrazia, sulla responsabilità nella giustizia, che fa tre cose sostanziali: separa le carriere per avere un processo più giusto, riforma il Csm per liberare la magistratura dal controllo della politica, introduce l'Alta corte disciplinare perché finalmente anche i magistrati che sbagliano se ne assumano la responsabilità”.
È quasi un aut-aut quello di Meloni, una sveglia per chi ancora è indeciso se andare al voto, affidandosi ad altri, affidandosi a chi, al contrario, domenica e lunedì si recherà alle urne: “Se non riuscissimo ora a fare una riforma del genere non avremmo altre occasioni”.
Ma Meloni si è anche detta dispiaciuta, nel vedere “molte persone autorevoli dover diffondere notizie false per convincere le persone a votare no. Mi è dispiaciuto che si sia riusciti a stare poco sul merito della riforma e che ci sia stato un tentativo di politicizzazione di questa campagna elettorale”.galici