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"Alberto Trentini libero solo grazie alla madre". L'odio rosso della Cgil contro Meloni e governo

Su Collettiva, testata del sindacato, un articolo secondo cui il lavoro di Meloni e Tajani per riportare a casa Trentini è "una favola pure scritta male"

"Alberto Trentini libero solo grazie alla madre". L'odio rosso della Cgil contro Meloni e governo
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La sinistra anti-italiana non si smentisce ma anzi insiste, mistifica e immagina scenari inesistenti all'unico scopo di attaccare il governo guidato da Giorgia Meloni, che ha l'unica colpa di essere schierato nel centrodestra. Da ieri le dichiarazioni per la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò vengono fatte a mezza bocca, quasi controvoglia. Non lo hanno detto esplicitamente ma non sono riusciti ad ammette che la liberazione dei due italiani sia stata il frutto di un'operazione straordinaria di intelligence e geopolitica portata avanti dal governo italiano e dall'amministrazione di Donald Trump, che si basa sulla cattura di Nicolas Maduro. Ma oggi, di buon mattino, con l'aereo di Stato ancora in volo, la Cgil non ce l'ha fatta più a tenersi e ha riversato in un articolo tutto il proprio malessere per un successo, l'ennesimo, del governo Meloni, ripreso poi sui social.

"La liberazione di Alberto Trentini viene già venduta come trofeo geopolitico. Telefonate risolutive, regie invisibili, uomini forti che parlano a uomini forti. Trump di qua, Meloni di là, il mondo che gira come deve. Una narrazione virile, compatta, autoassolutoria. Peccato che sia una favola", si legge nell'articolo pubblicato dalla Cgil sulla propria testata "Collettiva" e poi ripreso sui social dalla sezione di Modena. Eppure, come ha raccontato Fausto Biloslavo su il Giornale in edicola oggi, un inviato di guerra che senza ombra di dubbio conosce meglio del sindacato di Landini questi temi, è andata proprio così. Ma la Cgil insiste nel suo intervento strabordante di bile e dice che no, il merito non è il del governo italiano, che "Alberto è libero grazie a sua madre. Punto. Mamma Armanda Trentini ha fatto ciò che questo governo detesta. Ha insistito. Ha chiesto conto. Ha reso il privato pubblico. Nessuna posa, nessuna prudenza strategica. Solo caparbietà. Quella che nei comunicati viene derubricata a emotività, mentre nei fatti diventa l’unico motore che si muove".

Con tutto il rispetto per la signora Trentini, l'utilizzo che ne fa la Cgil è puramente ideologico: strumentalizza una mamma che in queste ore può finalmente esultare per la liberazione del figlio dopo un'attesa enorme. Un tempo lungo, lunghissimo, che come spiega Biloslavo non è dipeso dal governo italiano: in altre occasioni eravamo stati vicini a riportare a casa Trentini, abbiamo fatto alzare in volo gli aerei due volte, ma "i venezuelani si sono dimostrati poco affidabili" quando c'era Maduro. Il nome del dittatore venezuelano non compare mai nelle parole della Cgil, eppure è stato lui a mettere Trentini in carcere ed è stato lui a tenerlo dentro fino per oltre un anno. "Qui la regia è stata una madre che non ha accettato il copione. La libertà, quando arriva sul serio, ha spesso questo volto. Scomposto, tenace, irriducibile. Non chiede permesso e non ringrazia per inerzia. Mamma Armanda è stata una scocciatura. Ed è per questo che ha funzionato. Tutto il resto è solo stucchevole propaganda", è la conclusione della Cgil.

Sono parole evidentemente cariche di rancore, di rabbia politica e non solo, che non trovano conferma nei fatti, dimostrati e dimostrabili. Senza l'incessante lavoro italiano, sotto traccia e nel silenzio come si conviene per le operazioni sensibili di alto livello, il risultato non sarebbe stato raggiunto, senza niente togliere al coraggio di una madre, che ha fatto ciò che ogni madre avrebbe fatto per un figlio, che oggi si trova vilmente usata da un sindacato per attaccare chi le ha riportato a casa il suo ragazzo. "Gli anni 70 sono finiti, fate sindacato non politica o continuerete a essere il sindacato degli anziani.

Felice di essermi cancellato", si legge sotto il messaggio condiviso dalla Cgil sui social, che spiega più di tante altre parole quale sia il ruolo che oggi il sindacato di Landini ricopre nel panorama dell'opposizione.

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