Gradoli Esposito, spuntano foto pedopornografiche

Gradoli. Foto pedopornografiche su un pc di Paolo Esposito. E la Procura mette la mani anche sul computer di Ala Ceoban sequestrato nei giorni scorsi, conferendo l’incarico a un perito. Insomma da uno dei 4 computer del presunto pluriomicida spuntano nuovi inquietanti indizi a suo carico tanto che il pm Renzo Petroselli li acquisisce agli atti. Chi sono i bambini ripresi e scaricati via web da Paolo? Un fatto che complica la posizione dell’elettricista di 39 anni accusato di duplice omicidio aggravato e occultamento di cadavere. La sorella di Tatiana, scomparsa assieme alla figlia maggiore Elena, 13 anni, il 30 maggio è comunque tranquilla. «Non ho usato il mio pc per due mesi - racconta davanti a uno dei suoi legali, l'avvocato Pierfrancesco Bruni - l’ho riacceso quando Tatiana è sparita ma solo per seguire in rete le novità del caso».
Amante di Esposito, in cella dal 1° luglio, Ala sembra serena. Insieme con la madre Elena Nikifor, 64 anni, rimane parte lesa in questa drammatica vicenda. «Per il momento», avrebbe risposto ieri mattina il pm Petroselli al suo nuovo legale quando questi si è presentato al magistrato al bar del Tribunale. Secondo il pm, del resto, Ala avrebbe avuto un ruolo nient’affatto secondario nel presunto assassinio della sorella e della nipote. Tanto che già in sede di discussione davanti ai colleghi del Tribunale del Riesame il pm avrebbe marcato i sospetti sulla 24enne. Intanto nessun avviso di garanzia per lei nonostante il suo alibi sia a dir poco lacunoso. Cosa sperano di trovare gli esperti informatici sul suo pc? E mail, tanto per cominciare, fra lei ed Esposito, scambiate nei giorni successivi a quel sabato maledetto in cui Tatiana, dopo esser rincasata con la figlia, sparisce senza lasciare tracce. La storia tra Esposito e Tatiana era giunta al capolinea soprattutto da quando la donna aveva scoperta la sua relazione con la sorella Ala. In un filmato su cd la prova del tradimento. «Sono a posto - ripete Ala -. Che non c’entro nulla con questa storia l’ho già detto ai carabinieri». Ieri l’avvocato Enrico Valentini ha incontrato Esposito nel penitenziario di Mammagialla. L’uomo da sabato è in sciopero della fame per protestare contro la decisione dei magistrati di impedirgli di vedere la figlia Erika.

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