Gruppo Banco popolare Il fisco chiede a Italease Iva e tasse per un miliardo

Le pretese del fisco nei confronti di Banca Italease, relative a contestazioni sull’Iva e su altre imposte dirette, sfondano il miliardo di euro. È quanto emerge dal prospetto informativo sul prestito obbligazionario convertibile del Banco Popolare. Le richieste sono ulteriormente lievitate rispetto ai 673 milioni di cui dava conto il prospetto sull’aumento di capitale di Italease. Il 18 dicembre scorso, infatti, è stato notificato alla banca dall’Agenzia delle entrate di Milano «un processo verbale di constatazione», avente oggetto contestazioni su operazioni di leasing immobiliare, sia relative all’Iva sia all’imposizione diretta, per quasi 340 milioni. Italease non ha fatto accantonamenti in quanto «ritiene sussistano fondate argomentazioni per ottenere l’annullamento definitivo delle pretese» anche se «non vi può essere piena certezza» di vittoria. Diversa la strada seguita dal Banco Popolare che, sempre secondo il prospetto, ha deciso nel maggio del 2009 di risolvere in via stragiudiziale una serie di vertenze con il fisco pagando 170 milioni e riducendo così le passività potenziali con l’erario da 578 a 80 milioni. Il prospetto dà poi un nome all’investitore istituzionale che ha chiamato in giudizio Banca Italease chiedendo 105 milioni di euro di danni a causa del crollo del titolo nel 2007, determinato dall’esplosione dello scandalo derivati legato alla gestione di Massimo Faenza. Si tratta del fondo inglese Egerton Capital Limited che, tra gennaio e maggio del 2007, ha investito 136 milioni di euro in azioni Italease, liquidate in tutta fretta tra giugno e luglio dello stesso anno per 55 milioni.

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