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"Aereo dell'apocalisse in volo": cosa c'è dietro il segnale "atomico" di Trump

Avvistato nei cieli della California, il "Pentagono volante". Perché la mossa preoccupa e cosa centra il programma di rinnovo per il 2036

"Aereo dell'apocalisse in volo": cosa c'è dietro il segnale "atomico" di Trump

L’aereo noto come Doomsday Plane, il velivolo militare destinato a garantire la continuità del comando degli Stati Uniti in caso di guerra nucleare o crisi estrema, è tornato al centro dell’attenzione nel mezzo della nuova crisi mediorientale. Il programma, nato in piena Guerra Fredda, è oggi oggetto di un costoso aggiornamento tecnologico da miliardi di dollari, in un contesto globale segnato da tensioni crescenti tra Washington, Mosca e Pechino e da un ritorno alla logica della deterrenza strategica.

Domenica scorsa, gli abitanti della California avevano avvistato sulle loro teste un grande aereo senza contrassegni volare insolitamente basso e sorvolare ripetutamente la zona. Secondo quanto riferito, l'aereo ha trascorso quasi due ore effettuando simulazioni di atterraggio all'aeroporto internazionale di Fresno Yosemite. L'aereo era poi stato identificato proprio come l' "aereo dell'apocalisse”.

Il “Pentagono volante”: cos’è davvero il Doomsday Plane

Il velivolo ufficialmente designato come E-6B, soprannominato Doomsday Plane o “aereo del Giorno del Giudizio”, è un centro di comando volante progettato per consentire al presidente degli Stati Uniti e ai vertici militari di continuare a guidare il Paese anche dopo un attacco nucleare o la distruzione delle infrastrutture a terra.

Il programma fu sviluppato negli anni della Guerra Fredda, quando la minaccia di un conflitto atomico con l’Unione Sovietica rese necessario creare una piattaforma di comando indistruttibile. Gli attuali esemplari sono basati sul modello Boeing 747-200, modificato con sistemi militari avanzati. A differenza degli aerei moderni, questo utilizza ancora numerosi strumenti analogici. Questa scelta non è dovuta a obsolescenza, ma a ragioni di sicurezza: i sistemi digitali possono essere vulnerabili a impulsi elettromagnetici o interferenze elettroniche, mentre le tecnologie analogiche garantiscono maggiore resistenza in scenari di guerra elettronica.

Secondo le rare informazioni rese pubbliche dal Pentagono, l’aereo sarebbe dotato di schermature speciali contro radiazioni nucleari, di sistemi di comunicazione globali e della capacità di restare in volo per giorni grazie al rifornimento in aria.

La sua missione è quella di fornire un sistema di comando, controllo e comunicazioni nucleari (NC3) aviotrasportato "resistenti, affidabili e duraturi" per il presidente, il segretario alla difesa e il Comando strategico degli Stati Uniti. I suoi sistemi Possono controllare i bombardieri, se questi sono in stato di allerta, e i missili, perché i missili sono sempre in stato di allerta, e ovviamente possono controllare i sottomarini lanciamissili balistici.

Il rinnovo da 13 miliardi di dollari: nuovi velivoli entro il 2036

Gli attuali quattro Doomsday Plane sono ormai considerati obsoleti e verranno sostituiti entro il 2036 con una nuova generazione di velivoli derivati dal Boeing 747-8, denominati E-4C.

Il contratto, del valore di circa 13 miliardi di dollari, non è stato assegnato alla Boeing ma alla società statunitense Sierra Nevada Corporation, specializzata in elettronica militare e sistemi aerospaziali. L’azienda dovrà consegnare quattro nuovi aerei altamente modificati, con sistemi di comunicazione più avanzati, protezioni migliorate contro attacchi nucleari ed elettronici e capacità di comando più estese.

La decisione riflette una tendenza crescente nelle forze armate statunitensi: affidare a società tecnologiche specializzate l’integrazione dei sistemi più sensibili, riducendo la dipendenza dai grandi costruttori tradizionali. Il rinnovamento della flotta avviene mentre gli Stati Uniti stanno aggiornando anche altri elementi della loro triade nucleare, inclusi bombardieri strategici, sottomarini e missili balistici intercontinentali.

Tensioni globali e ritorno alla deterrenza nucleare

Il rilancio del programma Doomsday plane si inserisce in un contesto internazionale sempre più instabile. Negli ultimi anni, la guerra in Ucraina, le esercitazioni nucleari russe e la crescente competizione militare con la Cina hanno riportato al centro della strategia occidentale il concetto di continuity of government, ovvero la capacità di mantenere il comando anche in caso di conflitto su larga scala.

Il Doomsday Plane rappresenta uno degli strumenti simbolo di questa strategia. Durante le crisi più gravi, almeno uno di questi velivoli è sempre pronto al decollo, 24 ore su 24, per garantire che la catena di comando non venga mai interrotta. La Marina gestisce due squadroni operativi di questo velivolo: gli “Ironmen” del Fleet Air Reconnaissance Squadron 3 e gli “Shadows”. Gli aerei decollano dalla loro base operativa principale presso la Tinker Air Force Base in Oklahoma, con il supporto della Take Charge and Move Out (TACAMO) Weapons School e dei "Roughnecks" dello squadrone di ricognizione aerea della flotta 7, uno squadrone di rimpiazzo della flotta.

Il recente volo con il segretario alla Difesa a bordo non è stato legato a un’emergenza, ma ha ricordato al mondo

che gli Stati Uniti continuano a mantenere attivo uno dei programmi militari più segreti e costosi della loro storia — un segnale chiaro di come l’era della deterrenza nucleare non sia mai davvero finita.

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