La diffusione di immagini ufficiali del Ministero della Difesa cinese ha catturato l’attenzione degli analisti strategici internazionali. Le fotografie mostrano un caccia multiruolo J-10 dell’Aeronautica dell’Esercito Popolare di Liberazione impegnato in un esercizio nel Teatro Meridionale, ma con un carico ventrale di dimensioni e configurazione inedite. Questo dettaglio ha alimentato l’ipotesi che Pechino stia sperimentando l’integrazione di un missile ipersonico antinave su un velivolo tattico di prima linea, segnando un possibile punto di svolta nella dottrina aeronavale cinese e nel bilanciamento delle forze nel Pacifico occidentale.
Da esercitazione a messaggio strategico
Le immagini, riferite a un volo addestrativo di routine, mostrano il J-10 in fase di decollo con un’arma conica montata sull’attacco centrale. La scelta di renderle pubbliche, per alcuni, non appare casuale: Pechino ha prima consolidato la capacità di lanciare missili balistici antinave da bombardieri H-6, per poi estenderla a piattaforme più leggere e mobili. La sequenza suggerisce una normalizzazione graduale delle capacità avanzate all’interno di operazioni ordinarie, con l’obiettivo di rafforzare la deterrenza senza dichiarazioni ufficiali esplicite.
YJ-21E: il nuovo vettore ipersonico
L’ordigno è compatibile con la famiglia YJ-21E, missile balistico antinave ipersonico lanciabile da aereo. Stime, dalle fonti aperte, indicano una portata fino a 1.500 km, velocità di crociera superiore a Mach 6 e fase terminale fino a Mach 10, pensata per comprimere i tempi di reazione delle difese navali. L’integrazione su un J-10C, caccia monomotore canard-delta con avionica avanzata, collegamenti dati sicuri e capacità di guerra elettronica, richiede compromessi in autonomia e armamento aria-aria, compensati però dalla possibilità di colpire obiettivi navali strategici a lungo raggio.
Effetto sul Pacifico occidentale
L’utilizzo di missili balistici antinave su caccia tattici rivoluziona la logica della negazione d’area. Rispetto ai bombardieri, i J-10 possono operare da basi disperse, attaccare da vettori imprevedibili e aumentare l’area di rischio per le forze navali avversarie. In confronto, le marine occidentali si basano principalmente su missili subsonici o supersonici a bassa quota, efficaci ma con portate e velocità inferiori.
In uno scenario di crisi nello Stretto di Taiwan, la combinazione J-10 e YJ-21E rafforzerebbe la strategia cinese di anti-accesso e interdizione d’area, aumentando il costo operativo per eventuali forze esterne. Anche un impiego limitato di questi velivoli potrebbe costringere le flotte avversarie a operare più lontano, rallentando la concentrazione di forze e influenzando la pianificazione strategica nella regione.