Usa, Europa e Russia si confrontano su pace, garanzie di sicurezza e ricostruzione, con fratture sempre più evidenti tra gli alleati occidentali. Sullo sfondo, l’intensificarsi dei droni e nuove pressioni diplomatiche. Gli Stati Uniti stanno "pressando" l'Ucraina a "ritirare le sue truppe dal Donbass" per creare una "zona economica libera demilitarizzata" nella parte della regione attualmente controllata da Kiev, ha spiegato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, precisando però che, qualsiasi decisione relativa all'eventuale cessione di territori alla Russia dovrà passare attraverso "le elezioni o un referendum". Da parte sua, Vladimir Putin ha affermato che "l'iniziativa strategica militare" sul campo di battaglia è "totalmente" nelle mani russe. Dalla Casa Bianca trapela che Trump "è frustrato dall'Ucraina e dalla Russia". Così la portavoce Karoline Leavitt: "Il presidente non vuole più chiacchiere, vuole azione".
E in serata è arrivato il commento di Dmitri Medvedev: Zelensky ha "mostrato il dito medio alla Casa Bianca - ha scritto il vicepresidente del consiglio di sicurezza russo su X - Tutti capiscono che un referendum territoriale in Ucraina rallenterà i negoziati. È esattamente ciò che vuole ottenere il clown di Kiev. Per quanto tempo ancora tollererai tutto questo, America?".Von der Leyen, "Trump non dovrebbe intromettersi nella democrazia europea"
Donald Trump non dovrebbe intromettersi nella democrazia europea. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen a Poltico replicando all'attacco sferrato dal presidente americano all'Europa. "In materia di elezioni non spetta a noi decidere chi sarà il leader di un paese ma al popolo di quel paese. Questa è la sovranità degli elettori e va tutelata", ha spiegato von der Leyen mettendo in evidenza di aver sempre avuto un "buon rapporto di lavoro" con i presidenti americani e "vale anche oggi". "Dal profondo del mio cuore sono una convinta sostenitrice del legame transatlantico. Ma è davvero così importante? L'importante è che siamo orgogliosi di essere l'Unione Europea, che riconosciamo i nostri punti di forza e affrontiamo le sfide che ci troviamo ad affrontare", ha aggiunto von der Leyen. "Ovviamente il nostro rapporto con gli Stati Uniti è cambiato. Perché? Perché stiamo cambiando noi stessi", ha osservato.
Zelensky: "Per tenere le elezioni ora deve esserci un cessate il fuoco"
"L'Ucraina non si nasconde dalla democrazia. Ma per rendere possibili le elezioni, deve esserci una componente di sicurezza. E l'America può aiutare al massimo in questo. Se sono necessarie elezioni ora, deve esserci un cessate il fuoco, almeno durante il processo elettorale e durante il voto". Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ripreso dall'agenzia Ukrinform. "Onestamente, qui in Ucraina pensiamo che l'America dovrebbe parlare con la Russia di questo. Vediamo cosa succederà", ha detto Zelensky.
Medvedev: "Zelenski ha mostrato il dito medio alla Casa Bianca"
Dmitri Medvedev, vicepresidente del consiglio di sicurezza russo, ha accusato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky di voler "rallentare i negoziati" proponendo un referendum sulla questione dei territori contesi nell'ambito del processo di pace. Zelensky ha "mostrato il dito medio alla Casa Bianca - ha scritto su X - Tutti capiscono che un referendum territoriale in Ucraina rallenterà i negoziati. È esattamente ciò che vuole ottenere
il clown di Kiev. Per quanto tempo ancora tollererai tutto questo, America?".
Casa Bianca: "Trump frustrato da Ucraina e Russia, vuole azione e non chiacchiere"
"Il presidente non vuole più chiacchiere, vuole azione. È frustrato" dall'Ucraina e dalla Russia: "se c'è una chance reale di firmare un accordo di pace, se pensiamo che quegli incontri siano degni di qualcuno, manderemo un rappresentante. Il presidente è stufo degli incontri solo per il gusto di fare gli incontri. Non vuole più parlare, vuole agire". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, rispondendo a una domanda su possibili incontri nel fine settimana per la pace in Ucraina.
Zelensky: "Abbiamo ricevuto dagli Usa una bozza sulle garanzie di sicurezza"
Gli Stati Uniti hanno fornito all'Ucraina una bozza sulle garanzie di sicurezza, sulla quale le parti continueranno a lavorare. Lo ha sottolineato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante una conversazione con i giornalisti, citata da Rbc Ukraine. "Abbiamo ricevuto una bozza dalla parte americana sulle garanzie di sicurezza. E proprio come abbiamo fatto con i 20 punti e con le proposte economiche, lavoreremo anche con le garanzie di sicurezza degli Stati Uniti, aggiungendo le nostre idee e riformando questa bozza fornita", ha spiegato. "Questa sarà la base, perché abbiamo bisogno di maggiori dettagli al riguardo", ha proseguito. "Ma questo documento è una nostra decisione, di entrambe le parti, ed entrambe le parti comprendono che deve essere giuridicamente vincolante, forte, perché purtroppo c'è stata questa debole esperienza del Memorandum di Budapest", ha affermato Zelensky.
Zelensky, garanzie di sicurezza devono includere deterrenza europea
"Abbiamo tenuto una riunione della Coalizione dei Volenterosi, un formato importante per sostenere la sicurezza dell’Ucraina oggi e in futuro. Stiamo lavorando affinché le garanzie di sicurezza includano seri elementi di deterrenza europea e siano affidabili, ed è importante che gli Stati Uniti siano con noi e sostengano questi sforzi". Lo ha scritto su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. "Nessuno ha interesse a una terza invasione russa. E proprio ora il sostegno alla difesa dell’Ucraina è particolarmente importante, perché gli attacchi della Russia non si fermano e deve esserci una maggiore protezione della vita affinché la diplomazia possa lavorare a una pace giusta. Grazie a tutti coloro che stanno aiutando", ha spiegato.
Zelensky, Usa spingono per ritiro truppe dal Donbass
Riferiscono i media ucraini, che Zelensky ha affermato che gli Stati Uniti stanno "spingendo" l'Ucraina a "ritirare le sue truppe dal Donbass".
Zelensky: "Donetsk e Zaporizhzhia sono nodi irrisolti"
La regione di Donetsk e la centrale nucleare di Zaporizhzhia sono "questioni chiave irrisolte" nei colloqui. Lo ha detto Volodymyr Zelensky.
Axios: "I funzionari di Ucraina, Usa, Francia, Germania e Gb si vedono sabato a Parigi"
- I funzionari di Ucraina, Stati Uniti, Francia, Germania e Regno Unito si incontreranno sabato a Parigi per parlare del piano di pace. Lo riporta Axios citando alcune fonti della Casa Bianca e di Kiev.
Putin, iniziativa strategica militare totalmente nelle nostre mani
Per quanto riguarda il conflitto con l'Ucraina "le Forze Armate russe hanno il pieno controllo dell'iniziativa strategica". Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin. Lo riporta la Tass.
Esplosione di un ordigno a Kiev, una vittima
Una persona è morta e un'altra è rimasta ferita in seguito all'esplosione di un ordigno sconosciuto nel quartiere Darnytsia di Kiev. Lo rende noto la polizia della capitale ucraina citata dai media locali. Sulla scena - viene spiegato - si trovano squadre investigative, esperti forensi, tecnici specializzati in esplosivi e dell'unità cinofila.
Mosca rivendica la conquista di Siversk nel Donetsk
Il presidente russo, Vladimir Putin, è stato informato della conquista da parte delle forze russe in Ucraina della località di Siversk, nella regione orientale del Donetsk: lo ha reso noto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ripreso dalla Tass. La località "è sotto pieno controllo" di Mosca, ha detto.
Cremlino, buon andamento su tutta la linea del fronte
Il presidente russo Vladimir Putin ha tenuto un incontro per discutere della situazione attuale lungo la linea del fronte con l'Ucraina. "Durante l'incontro, il presidente ha generalmente notato un buon andamento in tutti i settori", ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Tass.
Kiev: "Bomba teleguidata su un negozio a Sumy, 2 donne uccise e 2 ferite"
Le truppe russe hanno sganciato una bomba teleguidata su un negozio nella comunità di Velyka Pysarivka, nella regione ucraina di Sumy, uccidendo due donne e ferendone altre due. Lo ha riferito su Facebook Oleh Hryhorov, capo dell'Amministrazione Militare Regionale di Sumy, secondo quanto riportato da Ukrinform. "Nella comunità di Velyka Pysarivka, i russi hanno sganciato una bomba teleguidata su un negozio. L'attacco è avvenuto proprio mentre le persone si trovavano all'interno. Sfortunatamente, due persone sono rimaste uccise: una commessa e un abitante del posto. I loro corpi sono stati recuperati dalle macerie", si legge. Secondo Hryhorov, un'altra commessa che si trovava nel negozio è sopravvissuta. In totale, due persone sono rimaste ferite. Una donna ferita è stata trasportata in ospedale. Come riportato da Ukrinform, dalla mattina del 10 dicembre alla mattina dell'11 dicembre, i russi hanno lanciato circa 30 attacchi contro 20 insediamenti in 12 comunità territoriali della regione di Sumy.
Cremlino, liberata località di Seversk nel Donbass
Il presidente russo Vladimir Putin ha ricevuto, durante un incontro con le forze armate un rapporto secondo cui Seversk, località dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk "è stata completamente trasferita sotto il controllo delle forze armate russe". Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.
Rutte, siamo il prossimo obiettivo della Russia
"Le forze oscure dell'oppressione sono di nuovo in marcia. Sono qui oggi per comunicarvi la posizione della Nato e cosa dobbiamo fare per fermare una guerra prima che inizi. E per farlo dobbiamo essere assolutamente chiari sulla minaccia. Siamo il prossimo obiettivo della Russia e siamo già in pericolo". Lo dice il segretario generale della Nato Mark Rutte a Berlino. "Quando sono diventato segretario generale della Nato l'anno scorso, ho avvertito che ciò che sta accadendo in Ucraina potrebbe accadere anche ai paesi alleati. Che dobbiamo passare a una mentalità da tempo di guerra. Quest'anno - ricorda - abbiamo preso le grandi decisioni per rafforzare la Nato. Al vertice dell'Aja, gli alleati hanno concordato di investire il 5% del Pil annuo nella difesa entro il 2035. Abbiamo concordato di aumentare la produzione di difesa in tutta l'alleanza e di continuare a sostenere l'Ucraina".
Kiev, nostri droni hanno colpito piattaforma petrolifera russa nel Mar Caspio
I droni a lungo raggio dell'intelligence ucraina hanno colpito la piattaforma petrolifera russa Filanovsky nel Mar Caspio. Lo riporta l'emittente ucraina Suspilne citando fonti informate dello Sbu, aggiungendo che si tratta del primo attacco in assoluto alle infrastrutture petrolifere russe nella regione. Secondo la fonte, la produzione di petrolio nella piattaforma è stata interrotta a seguito dell'attacco. "Sono stati registrati almeno quattro colpi sulla piattaforma offshore. A seguito dell'attacco, la produzione di petrolio e gas da oltre 20 pozzi è stata interrotta", ha detto la fonte.
Suspilne scrive che la piattaforma colpita appartiene a Lukoil-Nizhnevolzhskneft e che il giacimento di Filanovsky è uno dei più grandi esplorati in Russia e nel settore russo del Mar Caspio. Le sue riserve sono stimate in 129 milioni di tonnellate di petrolio e 30 miliardi di metri cubi di gas.
Lavrov: Putin e Witkoff hanno risolto tutti i malintesi Usa-Mosca
Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha dichiarato che durante un recente incontro al Cremlino il presidente russo Vladimir Putin e l'inviato Usa Steve Witkoff hanno risolto tutti i malintesi fra Mosca e Washington sorti a causa della pausa seguita al vertice in Alaska. Lo riporta l'agenzia di stampa russa Tass. "Recentemente, quando l'inviato speciale del presidente Trump, Stephen Witkoff, ci ha fatto visita qui, dopo il suo incontro con il presidente Putin entrambe le parti, russa e americana, hanno ribadito gli accordi reciproci raggiunti in Alaska. Si tratta di un risultato molto, molto importante, perché dopo Anchorage c'è stata una certa pausa. Ora, nei nostri negoziati con gli americani sulla questione ucraina, personalmente ritengo che i malintesi e le incomprensioni siano stati risolti", ha affermato Lavrov. Il capo della diplomazia russa ha sottolineato che gli americani sono interessati a "comprendere l'essenza della crisi ucraina, e questo si è riflesso durante l'incontro tra i presidenti Putin e Trump ad Anchorage il 15 agosto". "Lì sono stati raggiunti accordi reciproci che rimangono rilevanti per noi e possono servire come punto di partenza per una soluzione", ha dichiarato, evidenziando che "gli accordi raggiunti ad Anchorage si basano sulle proposte che il presidente Putin ha riassunto nuovamente nel giugno 2024 riguardo ai principi per la risoluzione del conflitto ucraino".
Lavrov: "Idee Europa inutili per negoziati se decide di combattere noi pronti"
"L'Europa sta cercando in tutti i modi di sedersi al tavolo dei negoziati, ma le idee che l'Europa sta sviluppando non saranno utili per i negoziati". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa russa Interfax.
La Russia non ha alcuna intenzione di attaccare l'Europa o la Nato ed è pronta a documentarlo per iscritto, ma "se l'Europa decidesse di combattere, noi siamo pronti adesso", ha aggiunto il ministro degli Esteri russo. "Non nutriamo - il presidente lo ha affermato molto chiaramente - alcun piano aggressivo nei confronti dei membri della Nato o dell'Ue. Siamo pronti a formalizzare le relative garanzie per iscritto, su base collettiva e reciproca, naturalmente, nel contesto dell'approccio sopra descritto", ha affermato Lavrov.
Rutte: "Gli Usa riconoscono che l'Europa sta facendo di più in difesa"
"In qualità di Segretario Generale della Nato, il mio obiettivo principale è quello di garantire la sicurezza dell'alleanza nel suo complesso. E quando guardo alla strategia sulla sicurezza nazionale da questa prospettiva, vedo chiaramente che gli Stati Uniti si impegnano a garantire la sicurezza dell'Europa e si impegnano nei confronti della Nato". Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte nel corso della conferenza stampa a Berlino con il cancelliere Merz. "E riconoscono anche che, affinché l'intera alleanza rimanga sicura, è necessaria una forte cooperazione all'interno della Nato tra gli alleati europei, il Canada e gli Stati Uniti", ha aggiunto ricordando poi gli accordi raggiunti all'Aia per aumentare la spesa in difesa dell'Europa. "GLI Usa riconoscono che l'Europa sta facendo di più. La Germania sta dando l'esempio e inviando un segnale importante. Un segnale che l'Europa è pronta ad assumersi maggiori responsabilità. Un segnale che la condivisione degli oneri non è solo uno slogan, ma un impegno concreto e un segnale a qualsiasi avversario che la Nato rimane forte, unita e pienamente in grado di difendere il nostro territorio", ha concluso.
Lavrov, Kiev deve essere non allineata, neutrale e non nucleare
Prima dell'Alaska, anche Stephen Witkoff ha visitato Mosca e ha presentato proposte che hanno costituito la base dell'intesa di Anchorage. L'essenza di questi accordi è che l'Ucraina deve tornare ai fondamenti di non allineamento, neutralità e non nucleare della sua statualità. Proprio questi principi - status non allineato, neutralità e status non nucleare - sono stati sanciti nella Dichiarazione di sovranità statale dell'Ucraina del 16 luglio 1990". È quanto ha affermato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa russa Tass.
Merz, lunedì un vertice a Berlino, non è ancora chiaro se Trump verrà
"È possibile che lunedì ci sia un vertice qui a Berlino". Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in conferenza stampa a Berlino con il segretario della Nato Mark Rutte, riferendo di una telefonata con Donald Trump di ieri, insieme a Keir Starmer ed Emmanuel Macron sulla guerra in Ucraina. Il cancelliere ha spiegato che non è ancora sicuro se Trump parteciperà, ma ha sottolineato che il colloquio è stato "molto costruttivo".
Lavrov, trasmesse a Usa nuove proposte per garanzie sicurezza collettiva
Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha dichiarato oggi che la Russia ha trasmesso a Washington "proposte aggiuntive relative a garanzie di sicurezza collettiva", che l'Ucraina e l'Europa ritengono necessarie per scoraggiare future aggressioni. "Comprendiamo che quando si discute di garanzie di sicurezza, non possiamo limitarci alla sola Ucraina", ha affermato Lavrov, senza fornire dettagli sulle proposte del Cremlino.
Lavrov: "I peacekeeper europei in Ucraina sarebbero obiettivi militari legittimi"
Se i Paesi europei inviassero peacekeeper in Ucraina, essi sarebbero considerati "obiettivi militari legittimi" delle forze russe. Lo ha detto il ministro degli Esteri Serghei Lavrov. "Fantasticano di inviare i loro militari in Ucraina come peacekeeper, tra virgolette - ha affermato il ministro, citato dall'agenzia Interfax -. Per noi questi cosiddetti peacekeeper diventeranno subito obiettivi legittimi. Tutti devono capirlo".
Lavrov: "Zelensky vuole prolungare il conflitto per la sua sopravvivenza politica"
Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha detto che per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky il prolungamento del conflitto è diventato una "questione di sopravvivenza politica, e forse anche fisica". "In Ucraina - ha detto Lavrov, citato dalla Tass - è scoppiato uno scandalo di corruzione e, alla luce di ciò, per Zelensky il prolungamento del conflitto sembra essere diventato una questione di sopravvivenza politica, e forse anche fisica".
Kiev: "È la guerra che impedisce le elezioni"
E' la guerra che impedisce le elezioni in Ucraina, non la volontà politica: lo ha detto il vicepresidente del Parlamento di Kiev, Oleksandr Kornienko, citato dai media di Kiev. Precisando che al momento non ci sono ancora allo studio misure che prevedano elezioni nel corso di un conflitto, il responsabile ha evidenziato alcuni temi "decisivi" da affrontare. Tra questi, la sicurezza degli elettori all'estero che non torneranno nel Paese sotto attacco, la partecipazione alle elezioni di centinaia di migliaia di soldati al fronte, i criteri di sicurezza per l'apertura dei seggi elettorali, soprattutto nelle zone di prima linea, e le nuove minacce rappresentate dai droni.
Mosca, abbattuti 287 droni ucraini
Il Ministero della Difesa russo ha annunciato che 287 droni ucraini sono stati intercettati e distrutti tra le 23 di mercoledì e le 7 di giovedì mattina. Lo riporta Interfax.Secondo il Ministero della Difesa russo, 40 di questi droni sono stati neutralizzati nella regione di Mosca, di cui 32 in volo verso Mosca. inoltre, 40 droni sono stati neutralizzati nella regione di Kaluga, 27 nella regione di Tula, 19 nella regione di Novgorod e 11 nella regione di Yaroslavl.Altri 10 droni ucraini sono stati abbattuti nella regione di Lipetsk, sei nella regione di Smolensk, cinque ciascuno nelle regioni di Kursk e Orël, quattro nella regione di Voronezh e due nella regione di Ryazan, ha affermato il Ministero in una nota.
Wsj, scontro Usa-Europa su ricostruzione dell'Ucraina e riapertura alla Russia
La contesa al tavolo delle trattative per l'Ucraina riguarda ormai non solo i confini, ma sempre più gli affari, e mette in contrapposizione non solo Russia e Ucraina, ma anche Stati Uniti e i loro tradizionali alleati europei. Lo scrive il Wall Street Journal rivelando alcuni retroscena del braccio di ferro tra americani ed europei. L'amministrazione Trump, nelle ultime settimane, ha consegnato agli europei una serie di documenti, ognuno di una sola pagina, in cui espone la propria visione per la ricostruzione dell'Ucraina e il reinserimento della Russia nell'economia globale. Le proposte hanno scatenato una dura battaglia al tavolo dei negoziati tra Washington e i suoi tradizionali alleati europei. L'esito potrebbe modificare profondamente la mappa economica del continente. Il piano statunitense è stato illustrato in appendici agli attuali progetti di pace, non pubblici, ma descritti al Wall Street Journal da funzionari americani ed europei. I documenti dettagliano piani per far sì che le società finanziarie statunitensi e altre imprese possano utilizzare circa 200 miliardi di dollari di asset russi congelati per progetti in Ucraina — incluso un enorme nuovo centro dati alimentato da una centrale nucleare attualmente occupata dalle truppe russe, quella di Zaporizhzhia. Un'altra appendice presenta la visione generale americana per reintegrare l'economia russa, con investimenti delle aziende statunitensi in settori strategici, dall'estrazione di terre rare alla perforazione di petrolio nell'Artico, contribuendo a ristabilire i flussi energetici russi verso l'Europa occidentale e il resto del mondo. Alcuni funzionari europei che hanno visto i documenti hanno detto di non essere sicuri se prendere sul serio alcune delle proposte statunitensi. Un funzionario le ha paragonate alla visione di Trump di costruire uno sviluppo in stile Riviera a Gaza. Un altro, riferendosi agli accordi energetici proposti tra Usa e Russia, ha detto che si tratta di una versione economica della conferenza del 1945, in cui i vincitori della Seconda Guerra Mondiale si divisero l'Europa: "È come Yalta", ha detto.