Il conflitto in Ucraina entra in una fase sempre più delicata e sanguinosa mentre la diplomazia tenta di riaprire canali di dialogo. Nella notte nuovi attacchi russi hanno colpito diverse regioni ucraine, mentre Mosca minaccia un irrigidimento dei negoziati dopo un presunto attacco alla residenza del presidente Vladimir Putin, smentito con forza da Kiev.
Intanto a Varsavia i leader europei si riuniscono per discutere del sostegno a Kiev, sullo sfondo di dati allarmanti sulle perdite russe e delle pressioni del presidente ucraino Volodymyr Zelensky per un maggiore coinvolgimento degli Stati Uniti guidati da Donald Trump.Zelensky: "Attacco a residenza Putin? Fake news, Usa possono verificarlo"
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha affermato che le notizie relative all'attacco a una delle residenze di Vladimir Putin sono fake news inventate dalla Russia per far fallire i negoziati per porre fine alla guerra e ha aggiunto che gli Usa possono verificare che si tratti di una notizia falsa. "Gli attacchi alla residenza di Putin a Valdai sono fake news; nessuno l'ha attaccata. Questo è legato alle sanzioni? Forse un pò, ma a mio parere è più legato al fatto che nel corso del mese ci sono stati un dialogo piuttosto proficuo e incontri positivi tra i nostri team, il cui culmine è stato il nostro incontro con il presidente Trump", ha detto Zelensky parlando con i giornalisti, secondo quanto riporta Ukrinform. Zelensky ha detto che ciò che lo ha turbato di più in questa vicenda sono state le dichiarazioni di alcuni Paesi che hanno condannato attacchi che non sono mai avvenuti: "Sapete, ad essere sinceri, ciò che causa confusione e sentimenti spiacevoli è che alcuni, come l'India, gli Emirati e diversi altri Stati, hanno condannato quelli che hanno definito i nostri attacchi con droni alla residenza di Putin, che non hanno avuto luogo".
Zelensky ha aggiunto che ci sono stati invece attacchi reali contro edifici amministrativi a Kiev. "In precedenza hanno colpito il nostro quartiere governativo, il Gabinetto dei Ministri dell'Ucraina, in via Bankova in quella zona. Ascoltate, colpiscono tutte le nostre regioni ogni giorno. Colpiscono le persone, i nostri bambini, le infrastrutture civili", ha detto. Il presidente ucraino ha sottolineato che gli Usa hanno le capacità tecniche per verificare che le dichiarazioni russe su un presunto attacco alla residenza del leader russo a Valdai siano false. "Per quanto riguarda l'attacco a Valdai, il nostro team di negoziatori si è messo in contatto con quello americano, hanno discusso i dettagli e abbiamo capito che si tratta di una notizia falsa. Naturalmente, i nostri partner possono sempre, grazie alle loro capacità tecniche, verificare che si tratti di una notizia falsa", ha detto.
Zelensky: "Oggi diverse telefonate di Umerov con Witkoff e americani"
"Nonostante tutte le affermazioni dei media russi sul fallimento dei nostri negoziati con gli americani, stiamo lavorando ogni giorno. E oggi ci sono già state diverse telefonate da parte del nostro team, il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale e difesa Rustem Umerov, con gli americani e l'inviato speciale Steve Witkoff. Stiamo discutendo i nostri prossimi passi". Lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, parlando con i giornalisti, secondo quanto riporta Ukrinform.
Zelensky: "Ci sono documenti già pronti per la firma a gennaio"
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky ha affermato che, nel contesto del processo di pace, ci sono documenti che saranno pronti per la firma già a gennaio. Lo riporta Ukrinform. "Ci sono documenti che saranno sicuramente pronti per la firma a gennaio. Ciò dipende dalle capacità e dalla volontà delle parti di firmarli", ha affermato Zelensky in risposta a una domanda dei giornalisti, sottolineando che, affinché i negoziati possano concludersi con successo, è pronto a incontrare il presidente russo Vladimir Putin.
Zelensky ha dichiarato che il sesto documento attualmente in fase di negoziazione è un piano graduale per l'attuazione dell'accordo di pace e delle garanzie di sicurezza. Ukrinform ricorda che precedentemente, dopo i colloqui del 16 dicembre a Berlino, Zelensky aveva dichiarato che erano stati discussi 5 documenti per la fine della guerra, alcuni sulle garanzie di sicurezza e altri sulla questione della ricostruzione post-bellica.
Dodik: "Il tentato attacco alla residenza di Putin è un atto di terrorismo"
Per il leader nazionalista serbo-bosniaco Milorad Dodik, il tentato attacco alla residenza del presidente russo Vladimir Putin costituisce un atto di terrorismo, sulla base di tutte le norme e le convenzioni internazionali. In una dichiarazione postata su X, Dodik ha detto che la lotta al terrorismo è un obbligo dell'intera umanità. "E per questo è naturale che la gran parte dei leader mondiali condanni questo atto folle", ha osservato il leader serbo-bosniaco, come riferito dai media a Belgrado. Tale atto, ha aggiunto, è la conferma dell'impotenza e dell'impreparazione del presidente Zelensky a porre fine alle sofferenze del proprio popolo". "Credo che l'accordo tra Putin e Trump porterà la pace di cui tanto si ha bisogno", ha concluso Dodik.
Mosca convoca gli incaricati d'affari di Lituania, Lettonia ed Estonia
Il ministero degli Esteri russo ha presentato una ferma protesta agli incaricati d'affari di Lettonia, Lituania ed Estonia convocati per le azioni illegali dei rispettivi Paesi contro le attività economiche delle ambasciate russe. Lo riporta la Tass, senza però entrare nel merito della questione. "Il 30 dicembre, gli incaricati d'affari di Lettonia, Lituania ed Estonia sono stati convocati al ministero degli Esteri russo, dove è stata loro presentata una ferma protesta in relazione all'introduzione di regolamenti sulle attività amministrative ed economiche delle ambasciate russe a Riga, Vilnius e Tallinn da parte delle autorità ostili di questi Paesi", ha affermato il ministero russo. I capi delle missioni diplomatiche sono stati informati che "la parte russa si riserva il diritto di adottare le opportune contromisure".
Zelensky: "Pronto a incontrare Putin in qualunque formato"
"L'ho detto e lo ribadisco ora, al presidente Trump e ai leader europei: sono pronto per qualsiasi formato di incontro con Putin". Lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, parlando con i giornalisti. Lo riporta Suspilne. "Non ho paura di nessun formato del nostro incontro. L'importante è che i russi non abbiano paura", ha aggiunto. Zelensky ha affermato che è il Cremlino a dimostrare attualmente timore di un progresso reale.
Zelensky: "Ho già deciso chi sarà nuovo capo di Gabinetto"
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha annunciato di avere già scelto chi sarà il nuovo capo di Gabinetto a seguito delle dimissioni di Andriy Yermak dello scorso 28 novembre, ma ha detto che l'annuncio ufficiale del nome avverrà in un secondo momento. "Per quanto riguarda il capo dell'Ufficio" di presidenza "ho deciso. Le informazioni saranno fornite un pò più tardi", ha detto Zelensky parlando con i giornalisti, come riporta Suspilne. L'8 dicembre il leader ucraino aveva annunciato che, per la successione a Yermak, stava prendendo in considerazione: il primo vice primo ministro e ministro della Trasformazione digitale Mykhailo Fedorov; il ministro della Difesa Denys Shmyhal; il primo vice ministro degli Affari esteri Serhiy Kyslytsia; il vice capo dell'Ufficio della Pubblica Amministrazione Pavlo Palisa; e il capo del Gur Kyrylo Budanov.
Zelensky conferma: "Dialogo con Trump su dispiegamento truppe Usa"
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha confermato che ci sono colloqui con il presidente Usa Donald Trump in merito al possibile dispiegamento di truppe americane in Ucraina, ma ha sottolineato che tale decisione dipenderà esclusivamente dal tycoon. Lo riporta Ukrinform. A una domanda dei giornalisti se, nell'ambito delle garanzie di sicurezza, gli Stati Uniti abbiano intenzione di schierare le loro truppe in Ucraina, Zelensky ha risposto: "Ad essere onesti, questo può essere confermato solo dal presidente degli Stati Uniti d'America. Si tratta di truppe statunitensi e quindi è l'America a prendere tali decisioni. Naturalmente,ne stiamo discutendo sia con il presidente Trump che con i rappresentanti della Coalizione dei volenterosi". Ha aggiunto che l'Ucraina vorrebbe vedere le truppe statunitensi sul proprio territorio come garanzia di sicurezza. Secondo Zelensky, questa sarebbe una posizione forte in termini di garanzie di sicurezza.
Russia, un morto e 4 feriti dai droni nella regione di Belgorod
Una persona è morta e quattro sono rimaste ferite in Russia a causa di attacchi con droni nella regione di Belgorod. Lo ha dichiarato il governatore Vyacheslav Gladkov sul suo canale Telegram. "Un attacco di un drone FPV su un'auto sulla strada Grushevka-Pyatnitskoye nel distretto di Volokonovka ha ucciso una donna", ha dichiarato Gladkov. Si registra anche una vittima in un attacco di droni su un'auto a Bessonovka, nel distretto di Belgorod. Un altro uomo è rimasto ferito in un attacco di drone su un'auto a Voznesenovka, nel distretto di Shebekino.
Spiegel: "I leader europei cauti sulle reali intenzioni di Trump"
C'è scetticismo e cautela tra i capi di Stato e di governo europei rispetto alle intenzioni di Donald Trump a proposito dell'Ucraina: lo riferisce il settimanale tedesco Spiegel, che ha letto una trascrizione in lingua inglese di una videoconferenza tra gli europei e Zelensky prima del suo incontro con il presidente americano, domenica scorsa in Florida. Il cancelliere Merz, che ha organizzato la videoconferenza, avrebbe affermato che era importante per Zelensky trovare il modo di coordinarsi con gli Stati Uniti su concessioni territoriali, garanzie di sicurezza e ricostruzione. Merz avrebbe quindi chiesto al presidente ucraino di non "andare troppo oltre" e allo stesso tempo di essere "cauto". Sempre secondo lo Spiegel, il presidente francese Emanuel Macron avrebbe esortato gli europei ad accelerare i lavori sulle garanzie di sicurezza e a finalizzare la loro partecipazione il più rapidamente possibile. Mentre la premier italiana Giorgia Meloni, Macron e Merz avrebbero invitato Zelensky a chiedere a Trump cosa farebbe se la Russia fosse contraria al piano di pace negoziato dagli europei e dall'Ucraina insieme agli americani nelle ultime settimane. Il settimanale tedesco ricorda che, dopo l'incontro Trump-Zelensky, gli europei hanno elogiato i significativi progressi compiuti. E tuttavia questa nuova trascrizione dei colloqui rivela che sono più scettici di quanto ammettano pubblicamente.
Staff di Macron: nessuna prova solida su attacco a residenza di Putin
"Non esistono prove concrete" a sostegno delle accuse russe di un attacco ucraino con droni contro una delle residenze del presidente russo Vladimir Putin "anche dopo aver incrociato le informazioni con i nostri partner". È quanto afferma l'entourage del presidente francese Emmanuel Macron, parlando con Radio France e France Inter, secondo quanto riferisce la radio Franceinfo. "Gli attacchi russi in Ucraina e le vittime civili ucraine, invece, sono ben reali e documentati", aggiunge lo staff. "Le autorità russe dicono tutto e il contrario di tutto su ciò che è realmente accaduto, in particolare sul numero di vettori e sulle regioni colpite", dice l'entourage del presidente della Repubblica. "Quando si formulano accuse gravi come queste, i fatti e la loro verifica hanno un'importanza fondamentale", aggiunge lo staff del presidente francese.
Zelensky: "Lavoriamo a una riunione dei Volenterosi il 6 in Francia"
Il capo negoziatore "Rustem Umerov ha riferito dell'accordo con i consiglieri per la sicurezza nazionale della Coalizione dei Volenterosi per tenere un incontro nel prossimo futuro. Lo stiamo pianificando per il 3 gennaio in Ucraina. Poco dopo, si terranno discussioni a livello di leader: gli incontri sono necessari. Li stiamo pianificando per il 6 gennaio in Francia". Lo ha reso noto Volodymyr Zelensky su X. "Sono grato al team del Presidente Trump per la disponibilità a partecipare a tutti i formati efficaci. Oggi i nostri team sono stati in contatto e ho discusso con Rustem i nostri prossimi passi e le priorità nei negoziati".
Kiev, droni russi hanno colpito cargo civili in porto Mar Nero
La Marina ucraina ha dichiarato che alcuni droni d'attacco russi hanno colpito due navi civili che stavano entrando in un porto ucraino sul Mar Nero per caricare grano, identificandole come Emmakris III e Captain Karam. Come riporta il Guardian, in un post su Telegram, la Marina ucraina ha affermato che questi attacchi “minacciano la vita dei civili e compromettono la sicurezza alimentare globale”.
Lavrov: "Gli europei difendono Kiev per preparare l'aggressione alla Russia"
Per il ministro degli esteri russo, Sergej Lavrov, l'obiettivo principale dell'Europa è "preservare il regime di Kiev per preparare una nuova aggressione contro la Russia". E' quanto dichiarato in una nota citata da Ria Novosti. "L'obiettivo principale di Bruxelles, Berlino, Parigi e Londra è preservare un regime che sogna di essere aiutato a sopravvivere e continuare a controllare un territorio in cui la lingua e i media in lingua russa sono legalmente vietati, dove l'ortodossia canonica è perseguitata, dove i monumenti della storia e della cultura russa vengono demoliti, l'ideologia e le pratiche naziste vengono coltivate e gli oppositori e i semplici dissidenti sono sottoposti a una brutale repressione", ha dichiarato inoltre il ministro russo.
Lavrov: "Nessuna soluzione se continuano gli atti criminali di Kiev"
"Sono fiducioso che la natura razzista del regime di Kiev e il cinismo dei suoi sponsor esterni siano chiaramente visibili ai membri onesti della comunità internazionale, che non possono fare a meno di comprendere che senza la fine di tutta questa politica criminale, i negoziati per raggiungere una soluzione affidabile e duratura alla crisi ucraina non potranno avere successo": lo ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, ringraziando "i nostri amici e partner stranieri che hanno condannato l'attacco terroristico compiuto alla residenza" di Vladimir Putin. Lo riporta una nota del Ministero.
Tusk: "Possibile presenza truppe Usa come garanzia di sicurezza"
Il premier polacco Donald Tusk ha indicato come un possibile punto di svolta nei negoziati per la fine della guerra in Ucraina l’apertura degli Stati Uniti a partecipare alle garanzie di sicurezza per Kiev, inclusa l’eventuale presenza di truppe americane sul terreno. Aprendo la riunione di governo, Tusk ha affermato che i leader internazionali hanno valutato i risultati di una prima fase di contatti, sottolineando che “la pace è all’orizzonte”, pur restando al momento una prospettiva e non una certezza. A suo giudizio, l’elemento più rilevante emerso è stata “la dichiarazione americana sulla possibile partecipazione degli Stati Uniti alle garanzie di sicurezza per l’Ucraina”. Il premier ha spiegato che, in caso di accordo di pace, Washington potrebbe schierare propri militari lungo la linea di contatto tra Ucraina e Russia con il compito di vigilare sul rispetto del cessate il fuoco. “È la prima volta che emergono dichiarazioni di questo tipo. Vedremo quanto coerenti saranno i nostri partner d’oltreoceano”, ha aggiunto. Secondo Tusk, un simile scenario richiederebbe da parte di Kiev un approccio di compromesso sulle questioni territoriali. Ha elogiato in questo senso l’atteggiamento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ricordando che eventuali concessioni dovrebbero essere approvate tramite referendum. “Il popolo ucraino dovrebbe esprimere il proprio consenso, che potrebbe arrivare solo in presenza di garanzie di sicurezza reali e credibili dopo la pace”, ha sottolineato. Il premier polacco ha definito il processo “una sfida enorme”, ribadendo tuttavia che per la prima volta dall’inizio della guerra su larga scala si intravede una concreta possibilità di soluzione negoziata. Tusk ha infine evidenziato che una fine del conflitto sarebbe “estremamente positiva” per la sicurezza della Polonia e ha sottolineato l’importanza di un pieno coordinamento tra governo e presidenza sulle decisioni relative all’Ucraina, definendolo “cruciale per la sicurezza nazionale”.
Mosca: sistema missilistico Oreshnik operativo in Bielorussia
Il sistema missilistico mobile terrestre a medio raggio Oreshnik è entrato ufficialmente in servizio operativo in Bielorussia. Lo ha annunciato il ministero della Difesa russo, riferendo di una cerimonia militare di cambio turno di un’unità equipaggiata con il nuovo sistema. Secondo il dicastero, riporta Tass, gli equipaggi addetti al lancio, alle comunicazioni, alla sicurezza e al supporto tecnico hanno completato un nuovo ciclo di addestramento prima dell’avvio del servizio di combattimento. Le autorità militari russe hanno inoltre predisposto in anticipo le infrastrutture necessarie all’impiego operativo del sistema e all’alloggio del personale in Bielorussia. Il ministero ha reso noto che sono in corso lo sviluppo di nuove aree di pattugliamento e attività di ricognizione, mentre l’addestramento al combattimento e le esercitazioni proseguono su base regolare. Il sistema Oreshnik è stato utilizzato per la prima volta nel novembre 2024, quando una testata ipersonica non nucleare fu lanciata contro un obiettivo del complesso militare-industriale a Dnipro, in Ucraina. Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che la Russia dispone di una scorta pronta all’uso del sistema e che la produzione in serie è già stata avviata.
Secondo quanto riferito dal ministero russo della Difesa, i soldati hanno tenuto una breve cerimonia nel luogo in cui sono stati dispiegati i missili, dei quali non è stato precisato il numero. Il dicastero ha diffuso un video che mostra veicoli da combattimento facenti parte del sistema missilistico balistico mobile a medio raggio mentre attraversano una foresta nell'ambito di un addestramento militare. All'inizio di dicembre il presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, aveva affermato che l'Oreshnik era arrivato nel Paese. Lukashenko aveva dichiarato che nel Paese sarebbero stati schierati fino a 10 sistemi missilistici di questo tipo. Il ministero della Difesa bielorusso ha dichiarato martedì che l'Oreshnik ha una gittata fino a 5mila chilometri. I media di Stato russi hanno riportato che il missile impiegherebbe solo 11 minuti per raggiungere una base aerea in Polonia e 17 minuti per raggiungere il quartier generale della Nato a Bruxelles. Non c'è modo di sapere se trasporta una testata nucleare o convenzionale prima che colpisca il bersaglio
Cremlino: attacco a residenza Putin? Esercito sa come rispondere
“Il nostro esercito sa come, con cosa e quando rispondere”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, come riporta Tass, in merito a eventuali conseguenze militari in riposta al presunto attacco ucraino ad una residenza del presidente russo, Vladimir Putin.
Merz: "Serve trasparenza e onestà da parte di tutti, compresa Mosca"
"Oggi abbiamo un altro round di coordinamento con i nostri partner europei e canadesi nel Formato di Berlino. Stiamo portando avanti il processo di pace. Ora abbiamo bisogno di trasparenza e onestà da parte di tutti, compresa la Russia". Lo ha scritto in un messaggio su X il cancelliere tedesco, Friedrich Merz.
Von der Leyen: "Adesione a Ue vantaggio per Kiev e per Europa"
"Ottima discussione oggi con i leader europei sul nostro sostegno all'Ucraina, alla sua sicurezza e alla ricostruzione del Paese. In definitiva, la prosperità di uno Stato ucraino libero risiede nell'adesione all'Ue. È anche di per sé una garanzia fondamentale per la sicurezza. L'adesione non avvantaggia solo i Paesi che aderiscono; come dimostrano le successive ondate di allargamento, ne beneficia l'intera Europa". Lo ha scritto in un messaggio su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
Tusk: "Pace ora all'orizzionte ma non certa al 100%"
"La pace è all'orizzonte". Lo ha detto il primo ministro polacco Donald Tusk durante una riunione di governo al termine dei colloqui sull'Ucraina con i leader europei, come riporta Sky News. "Non c'è dubbio che siano accaduti eventi che danno motivo di sperare che questa guerra possa finire, e abbastanza rapidamente. Ma è pur sempre una speranza, ben lungi dall'essere certa al 100%", ha spiegato Tusk.
Isw: "Non ci sono indizi del presunto raid alla residenza di Putin"
Secondo il think-tank indipendente basato negli Usa Institute for the Study of War (Isw), "le circostanze del presunto attacco (del 29 dicembre alla villa di Putin a Valdai, vicino a Novgorod) non sono conformi allo schema delle prove osservate quando le forze ucraine conducono attacchi in Russia. I raid ucraini confermati in Russia generano in genere prove osservabili in fonti aperte. Le prove includono filmati, spesso geolocalizzati, di operazioni di difesa aerea, esplosioni, incendi o colonne di fumo vicino agli oggetti presi di mira; dichiarazioni di autorità russe locali e regionali, che solitamente minimizzano gli attacchi (di droni) ucraini riusciti, parlando invece di 'detritì di droni abbattuti; e resoconti di fonti locali e media di incendi o danni a tali oggetti. L'Isw non ha osservato alcun filmato di questo tipo né resoconti locali o regionali sugli attacchi ucraini vicino alla residenza di Putin per corroborare l'affermazione di Lavrov", il ministro degli Esteri russo che ieri ha dato notizia del presunto attacco. Secondo gli esperti dell'Isw, inoltre, "l'affermazione di Lavrov dell'abbattimento di 89 droni ucraini sull'Oblast di Novgorod è inoltre incoerente con la dichiarazione del ministero della Difesa russo, secondo cui le forze russe avrebbero abbattuto 47 droni ucraini sull'Oblast nella notte tra il 28 e il 29 dicembre, il che indebolisce ulteriormente l'affermazione. Le forze ucraine avevano precedentemente colpito numerosi obiettivi militari nell'Oblast di Novgorod, il che ha prodotto prove", scrive il think tank. Mosca "non ha fornito alcuna prova a sostegno della sua affermazione", aggiunge l'analisi pubblicata sul sito dell'Isw, che conclude: "Il Cremlino potrebbe voler usare questo presunto attacco per giustificare il suo rifiuto di qualsiasi proposta di pace che emerga dai recenti colloqui bilaterali tra Stati Uniti e Ucraina e multilaterali tra Stati Uniti, Ucraina ed Europa".
Varsavia, alle 11 una riunione dei leader europei sull'Ucraina
I leader europei si riuniranno oggi alle ore 11 italiane per discutere della guerra in Ucraina, ha annunciato un portavoce del governo polacco. "Alle 11, il primo ministro Donald Tusk prenderà parte a un altro incontro dei leader europei sul tema dell'Ucraina", ha scritto il portavoce del governo Adam Szlapka su X
Kiev, da Mosca nessuna prova dell'attacco a residenza Putin
"È passato quasi un giorno e la Russia non ha ancora fornito alcuna prova plausibile alle sue accuse di presunto 'attacco alla residenza di Putin' da parte dell'Ucraina. E non lo farà. Perché non ce n'è nessuna. Un attacco del genere non è mai avvenuto". Lo ha scritto in un messaggio su X il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha. "Siamo rimasti delusi e preoccupati nel vedere le dichiarazioni di Emirati Arabi Uniti, India e Pakistan esprimere le loro preoccupazioni riguardo all'attacco che non è mai avvenuto. È ancora più sorprendente se si considera che tutti e tre gli stati non hanno rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale quando un vero missile russo ha colpito il vero palazzo del governo ucraino il 7 settembre 2025", ha scritto ancora Sybiha, sottolineando che "la Russia ha una lunga storia di false affermazioni: è la sua tattica distintiva. Ad esempio, ha affermato che non avrebbe attaccato l'Ucraina all'inizio del 2022. Spesso accusa anche altri di ciò che loro stessi intendono fare. Le loro parole non dovrebbero mai essere prese per oro colato". Secondo il ministro ucraino "tali reazioni alle infondate affermazioni manipolative della Russia non fanno che alimentare la propaganda russa e incoraggiano Mosca a commettere ulteriori atrocità e menzogne". "Invitiamo tutti gli Stati ad agire responsabilmente e ad astenersi dal rispondere ad affermazioni non verificate, poiché ciò compromette il costruttivo processo di pace che sta avanzando di recente", ha concluso Sybiha.
Cremlino su attacco a residenza Putin, posizione più dura ai negoziati
Mosca inasprirà la sua posizione negoziale sull'Ucraina dopo il presunto attacco di Kiev alla residenza presidenziale russa nella regione di Novgorod. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, come riporta Tass. "Le conseguenze diplomatiche di queste azioni da parte del regime di Kiev saranno un irrigidimento della posizione negoziale della Federazione Russa", ha affermato il portavoce del Cremlino.
Bbc, morti soldati russi ai massimi dal 2022, +40% sul 2024
Il percorso verso un possibile cessate il fuoco in Ucraina si sta rivelando il più sanguinoso dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala nel 2022. Secondo un’ampia analisi della Bbc e di ricercatori indipendenti, nel 2025 le perdite russe hanno raggiunto livelli record. I dati mostrano un trend allarmante: mentre l’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump ha intensificato gli sforzi diplomatici per la pace, i combattimenti sono diventati più letali. Lontano dal rallentare, il conflitto ha registrato un aumento del 40% degli avvisi di morte di soldati russi rispetto all’anno precedente. Gli analisti interpretano l’escalation come una corsa a conquistare posizioni sul terreno prima dell’eventuale definizione di linee di armistizio. L’aumento delle vittime diventa evidente a partire da febbraio 2025, lo stesso mese in cui Trump e il presidente russo Vladimir Putin hanno avviato colloqui diretti sulla fine della guerra. Secondo la Bbc, che lavora con il sito indipendente Mediazona e una rete di volontari, sono stati finora confermati i nomi di circa 160.000 soldati russi uccisi in combattimento attraverso fonti aperte. Gli esperti militari stimano tuttavia che il bilancio reale delle vittime possa essere molto più alto, compreso tra 243.000 e 352.000 morti. L’indagine sottolinea che il conteggio delle perdite resta complesso e incompleto. Le stime si basano sull’analisi di comunicati ufficiali, notizie locali, post sui social media e nuove sepolture nei cimiteri russi. Secondo gli specialisti, le cifre confermate rappresenterebbero solo tra il 45% e il 65% del totale reale. Pur essendo soggetti a revisioni, i dati sugli avvisi di morte sono considerati un indicatore affidabile dell’intensità dei combattimenti. Mentre la diplomazia tra Washington e Mosca accelera, l’analisi, secondo la Bbc, suggerisce che la fase finale della guerra potrebbe essere anche la più cruenta.
Kiev: "Nella notte due missili e 60 droni lanciati sull'Ucraina, colpite 5 località"
Stanotte la Russia "ha attaccato con due missili balistici Iskander-M" e "60 droni d'attacco del tipo Shahed, Gerbera e di altri tipi". Lo ha affermato l'aeronautica ucraina citata da Ukrainska Pravda. Secondo quanto riferito, "le difese aeree hanno abbattuto/soppresso un missile balistico e 52 droni nel nord, nel sud e nell'est del Paese", mentre un missile balistico e 8 Uav hanno colpito cinque località.
Mosca, sistema missilistico Oreshnik operativo in Bielorussia
Il sistema missilistico mobile terrestre a medio raggio Oreshnik è entrato ufficialmente in servizio operativo in Bielorussia. Lo ha annunciato il ministero della Difesa russo, riferendo di una cerimonia militare di cambio turno di un’unità equipaggiata con il nuovo sistema. Secondo il dicastero, riporta Tass, gli equipaggi addetti al lancio, alle comunicazioni, alla sicurezza e al supporto tecnico hanno completato un nuovo ciclo di addestramento prima dell’avvio del servizio di combattimento. Le autorità militari russe hanno inoltre predisposto in anticipo le infrastrutture necessarie all’impiego operativo del sistema e all’alloggio del personale in Bielorussia. Il ministero ha reso noto che sono in corso lo sviluppo di nuove aree di pattugliamento e attività di ricognizione, mentre l’addestramento al combattimento e le esercitazioni proseguono su base regolare. Il sistema Oreshnik è stato utilizzato per la prima volta nel novembre 2024, quando una testata ipersonica non nucleare fu lanciata contro un obiettivo del complesso militare-industriale a Dnipro, in Ucraina. Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che la Russia dispone di una scorta pronta all’uso del sistema e che la produzione in serie è già stata avviata.
Kiev, nella notte attacchi su Zaporizhzhia e Odessa
Un nuovo attacco delle truppe russe è stato registrato a Zaporizhzhia. Infrastrutture e settori residenziali sono stati danneggiati a seguito dell'attacco, mentre i servizi di emergenza continuano a lavorare sul campo. Lo ha riferito su Telegram il capo dell'amministrazione regionale militare di Zaporizhzhia, Ivan Fedorov, come riporta Rbc-Ukraine. Nella notte sono state riportate esplosioni anche a Odessa, come comunicato dal capo dell'amministrazione militare del distretto militare di Odessa, Serhiy Lysak e dall'Aeronautica militare delle Forze armate ucraine.
Zelensky, da Putin no segnali di pace, abbiamo bisogno degli Usa
Dal presidente russo Vladimir Putin non arrivano "segnali di pace. Ecco perché, naturalmente, abbiamo bisogno di dialogo, e di pressione da parte del presidente Trump. Sanzioni, dialogo. Ha alcuni strumenti. E personalmente può farlo. E penso che stia cercando di farlo cercando di portare questa pace". Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in una intervista a Fox News.