Leggi il settimanale

L'Iran risponde agli Usa, ma non cede sul nucleare. Trump: "Inaccettabile, ci prendono in giro ma non rideranno più"

Tajani apre all’invio di dragamine italiani a Hormuz per garantire la libertà di navigazione. Intanto una nave mercantile viene colpita al largo del Qatar e gli Usa attendono Teheran e Khamenei impartisce nuove direttive: "Contrastare nemici con forza"

L'Iran risponde agli Usa, ma non cede sul nucleare. Trump: "Inaccettabile, ci prendono in giro ma non rideranno più"
00:00 00:00

L'Iran replica a Donald Trump e affida al mediatore Pakistan la risposta al piano di pace americano per chiudere il conflitto.

Dopo aver tenuto gli Stati Uniti in attesa per 48 ore, Teheran scioglie la riserva e precisa con l'agenzia statale Irna che l'attuale fase dei negoziati è incentrata sulla fine delle ostilità in Medio Oriente e sulla sicurezza alla navigazione nello Stretto di Hormuz, senza fornire dettagli sul merito. "L'Iran prende in giro gli Stati Uniti, e il resto del mondo, da 47 anni, ma non riderà più".

Trump: "Risposta Teheran totalmente inaccettabile"

 Il presidente Usa Donald Trump bolla come "totalmente inaccettabile" la risposta di Teheran all'ultima proposta di cessate il fuoco degli Stati Uniti. "Ho appena letto la risposta dei cosiddetti 'Rappresentantì dell’Iran. Non mi piace — TOTALMENTE INACCETTABILE! Grazie per l’attenzione a questa questione", scrive su Truth.

Iran: telefonata Trump-Netanyahu dopo risposta Teheran a proposta cessate il fuoco

Telefonata Trump-Netanyahu , dopo la risposta dell'Iran all'ultima proposta di cessate il fuoco statunitense. Lo riferisce la Cnn citando "un funzionario israeliano e una fonte israeliana a conoscenza della telefonata". La chiamata tra il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente Usa Donald Trump sarebbe avvenuta domenica sera. Un video pubblicato sui social media mostra Netanyahu che si scusa di non poter partecipare a un incontro con i leader delle comunità druse e circasse, affermando di dover parlare al telefono con Trump. Trump e Netanyahu sono stati in contatto regolarmente, mentre gli Stati Uniti cercavano di far progredire i negoziati per il cessate il fuoco con l'Iran. In un'intervista a "60 Minutes" della CBS, in onda domenica, Netanyahu ha affermato che c'è "del lavoro da fare" sull'Iran. Il Primo Ministro israeliano ha anche dichiarato che Trump concordava con lui sull'importanza di rimuovere le scorte di uranio altamente arricchito di Teheran, una delle questioni chiave che gli Stati Uniti hanno cercato di affrontare.

Wsj: "Risposta a Usa lascia lacune, non risolve richieste su nucleare"

Nella sua risposta alle richieste negoziali statunitensi Teheran "espone in dettaglio le proprie richieste" ma "lascia delle lacune" tra le due parti. Lo rende noto il Wall Street Journal, citando persone a conoscenza del documento di più pagine consegnato ai mediatori pakistani, i cui contenuti non sono stati divulgati ufficialmente. "L'ultima risposta non risolve la richiesta degli Stati Uniti di impegni anticipati sul destino del programma nucleare iraniano e sulle sue scorte di uranio altamente arricchito", scrive la testata. Stando al Wsj, l'Iran propone la fine dei combattimenti e una graduale apertura dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale mentre gli Stati Uniti revocano il loro blocco sulle navi e sui porti iraniani,. Le questioni nucleari sarebbero negoziate nei prossimi 30 giorni, con Teheran che "propone di diluire parte del suo uranio altamente arricchito e di trasferire il resto a un Paese terzo", chiedendo al contempo garanzie affinché l'uranio trasferito possa essere restituito in caso di fallimento dei negoziati o in caso di ritiro unilaterale degli Stati Uniti dai termini dell'accordo in una fase successiva. L'Iran ha anche dichiarato di essere disposto a sospendere l'arricchimento dell'uranio, ma per un periodo più breve rispetto alla moratoria di 20 anni proposta dagli Stati Uniti, e si rifiuta di smantellare le sue strutture nucleari.

Trump: "L'Iran prende in giro gli Usa, ma non riderà più"

"L'Iran prende in giro gli Stati Uniti, e il resto del mondo, da 47 anni (RINVIANDO, RINVIANDO, RINVIANDO!), e ha finalmente fatto centro quando Barack Hussein Obama è diventato presidente. Egli non è stato solo benevolo nei loro confronti, è stato eccezionale: si è schierato apertamente dalla loro parte, scaricando Israele e tutti gli altri Alleati, e concedendo all'Iran una nuova, importante e potentissima linfa vitale". È quanto scrive il presidente Donald Trump su Truth nel pieno dei negoziati, mettendo in guardia Teheran sul fatto che "non riderà più".  "Centinaia di miliardi di dollari - oltre a 1,7 miliardi di dollari in contanti, trasportati in aereo fino a Teheran - sono stati loro serviti su un piatto d'argento. Ogni banca di Washington DC, della Virginia e del Maryland è stata svuotata; si trattava di una somma di denaro talmente ingente che, al suo arrivo, i delinquenti iraniani non avevano la minima idea di cosa farne", ha aggiunto Trump, toccando temi tradizionali del suo repertorio. "Non avevano mai visto una quantità di denaro simile e non la vedranno mai più. Il denaro è stato scaricato dall'aereo in valigie e borsoni, e gli iraniani non potevano credere alla loro fortuna. Avevano finalmente trovato il più grande 'fessò di tutti, sotto le spoglie di un presidente americano debole e stupido. È stato un disastro come nostro 'Leader', ma non così terribile quanto 'Sleepy Joè Biden! Da 47 anni gli iraniani ci 'tengono a badà, ci fanno aspettare, uccidono la nostra gente con le loro bombe lungo le strade, reprimono le proteste e, di recente, hanno massacrato 42.000 manifestanti innocenti e disarmati, ridendo del nostro Paese, che ora è di nuovo GRANDE. Non rideranno più!", ha concluso il tycoon. 

Macron: "Mai considerato un dispiegamento a Hormuz ma missione ad hoc"

La Francia non ha "mai preso in considerazione" un "dispiegamento" militare navale nello Stretto di Hormuz, bensì "una missione ad hoc" con la Gran Bretagna e altri Paesi per la ripresa del traffico marittimo, "in concerto con l'Iran" e non appena le condizioni lo permetteranno". Lo ha affermato il presidente Emmanuel Macron in conferenza stampa a Nairobi rispondendo alle minacce di Teheran contro Parigi e Londra nel caso dispegassero navi da guerra nello Stretto. "Non si è mai parlato di un dispiegamento, ma siamo pronti", ha insistito Macron.

L'Iran avvisa Londra e Parigi: "Risposta immediata con navi ad Hormuz'"

L'Iran ha avvertito Gran Bretagna e Francia che le sue forze armate lanceranno una "risposta decisa e immediata" a qualsiasi nave da guerra inviata nello Stretto di Hormuz, dopo che Parigi e Londra hanno inviato vascelli nella regione. "Ricordiamo loro che sia in tempo di guerra che in tempo di pace, solo la Repubblica Islamica dell'Iran può garantire la sicurezza in questo stretto e non permetterà a nessun Paese di interferire in tali questioni", ha scritto il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi. Gran Bretagna e Francia, che hanno inviato una portaerei verso il Medio Oriente, - rispettivamente la HMS Prince of Wales e la Charles de Gaulle - stanno guidando gli sforzi per creare una coalizione internazionale per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, ma solo dopo che sarà raggiunto un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. 

Netanyahu: "Guerra all'Iran non è finita, c'è l'uranio da portare via"

 Le scorte di uranio arricchito in possesso dell'Iran devono essere "rimosse" prima della conclusione della guerra di Usa e Israele contro Teheran. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in un'intervista alla Cbs. La guerra "non è finita, perché c'è ancora materiale nucleare, l'uranio arricchito, che deve essere portato fuori dall'Iran. Ci sono ancora siti di arricchimento che devono essere smantellati", ha aggiunto Netanyahu in un estratto di intervista del programma '60 Minutes'. "Si interviene e lo si porta via", ha rincarato il leader israeliano, rispondendo alla domanda su come l'uranio potesse essere rimosso

Trump: "Sorvegliamo scorte uranio, prima o poi le otterremo"

Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno sorvegliando le scorte iraniane di uranio arricchito rimanenti e che le avrebbero "ottenute a un certo punto", in un'intervista con la giornalista indipendente Sharyl Attkisson registrata settimana scorsa e rilasciata oggi. Nel corso dell'intervista, Trump ha minimizzato l'idea che il Paese detenga ancora una quantità significativa di uranio arricchito vicino a livelli utili per scopi bellici, che secondo gli ispettori internazionali probabilmente è sepolto nei siti nucleari presi di mira la scorsa estate. Questo nonostante il presidente abbia sostenuto che la guerra fosse volta a garantire che Teheran non potesse mai possedere un'arma nucleare, e abbia ripetutamente parlato di come gli Usa abbiano bombardato i siti nucleari iraniani la scorsa estate, come sottolinea il New York Times. Ad aprile Trump aveva affermato di "non preoccuparsi realmente" dell'uranio arricchito perché era così in profondità. Nell'intervista rilasciata oggi ha ribadito che gli Usa stavano monitorando un sito e avvertito che "se qualcuno si avvicinasse al luogo, lo sapremmo, e lo faremmo saltare in aria".

Iran, "Risposta Teheran incentrata su stop guerra e sicurezza marittima"

L'obiettivo principale della risposta iraniana al quadro proposto dagli Stati Uniti è la "cessazione immediata della guerra" e il "ripristino della sicurezza marittima" nel Golfo Persico e nello strategico Stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Isna, gestita principalmente da studenti universitari. Secondo l'attuale roadmap proposta, i negoziati in questa fase rimangono strettamente dedicati ai meccanismi per porre fine alle ostilità e risolvere la crisi regionale. La consegna di questo documento è considerata uno sviluppo cruciale negli sforzi diplomatici in corso per stabilizzare le acque della regione e porre fine all'attuale conflitto militare.

Teheran ha inviato la risposta alla proposta Usa via Pakistan

La Repubblica Islamica dell'Iran ha inviato oggi al mediatore pachistano la sua risposta all'ultima proposta statunitense per porre fine alla guerra. Lo riporta l'agenzia Irna. (

Emirati, intercettati 2 droni iraniani, no vittime

Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato di avere intercettato 2 droni iraniani nel proprio spazio aereo. Nel suo annuncio, il ministero della Difesa emiratino riferisce che non sono state segnalate vittime. La notizia arriva lo stesso giorno in cui un attacco con droni ha provocato un piccolo incendio a bordo di una nave mercantile al largo delle coste del Qatar e il Kuwait ha dichiarato di aver respinto un attacco con droni.

Khamenei impartisce nuove direttive militari: "Contrastare nemici con forza"

Il comandante del quartier generale iraniano Khatam al-Anbiya ha presentato alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei un rapporto sulla prontezza delle forze armate, assicurando alla Guida Suprema che le forze iraniane sono altamente preparate. La televisione iraniana, citata da Al Jazeera, ha riferito che la Guida Suprema ha impartito nuove direttive al comandante affinché continui a "contrastare i nemici con forza e determinazione". Il comandante del quartier generale Khatam al-Anbiya ha confermato che qualsiasi errore o attacco "sarà contrastato con fermezza e rapidità" e ha confermato l'esistenza di piani per contrastare "atti ostili da parte di americani e sionisti".

Media, comandante militare ha incontrato Mojtaba Khamenei


Ali Abdollahi, a capo del comando militare iraniano Khatam al-Anbiya, ha incontrato la Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, per aggiornarlo sulla preparazione delle forze iraniane, Pasdaran e Basij compresi. Lo hanno riferito i media ufficiali della Repubblica islamica in una notizia rilanciata da Iran International. Non sono state diffuse immagini. Mojtaba Khamenei non si è mai fatto vedere in pubblico da quando a marzo ha preso il posto del padre, Ali Khamenei. Giovedì era stato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, a rendere noto di aver visto Mojtaba Khamenei, senza però precisare quando fosse avvenuto l'incontro. Mojtaba Khamenei è stato ferito nei bombardamenti durante le operazioni di Usa e Israele contro l'Iran, in cui è stato ucciso Ali Khamenei.

Pezeshkian: "Non ci piegheremo mai al nemico, negoziare non significa arrendersi"

"L'Iran non si piegherà mai al nemico": lo ha dichiarato il presidente Masoud Pezeshkian, sottolineando che "se parliamo di avviare colloqui, non significa che ci arrendiamo o ci ritiriamo, ma piuttosto che puntiamo a realizzare i diritti dell'Iran e a difendere con forza gli interessi nazionali". Secondo l'agenzia di stampa Irna, il presidente ha invitato il popolo all'unità di fronte alla "situazione e alle difficoltà attuali".

L'IRa schiera sottomarini leggeri a Hormuz per intercettare navi nemiche

La Marina iraniana ha schierato sottomarini leggeri di produzione nazionale, noti come 'delfini del Golfo Persicò, nello Stretto di Hormuz per contrastare le navi nemiche. Lo ha dichiarato il comandante, il contrammiraglio Shahram Irani, citato dall'agenzia Tasnim, sottolineando che la flotta di sottomarini leggeri viene ampliata e posizionata sul fondale marino nelle acque dello Stretto di Hormuz in base alle minacce esistenti, alle capacità e alle esigenze operative. Irani ha aggiunto che i sottomarini sono in grado di rimanere sul fondale per lunghi periodi nelle acque strategiche dello Stretto di Hormuz, intercettare e distruggendo le navi nemiche.

Iran, i Paesi che applicano le sanzioni Usa incontreranno difficoltà a Hormuz

I Paesi che applicano le sanzioni statunitensi contro Teheran "incontreranno certamente difficoltà nel transito attraverso lo Stretto di Hormuz". Lo ha dichiarato un portavoce dell'esercito iraniano, secondo quanto riportato dai media locali e rilanciato da Anadolu. "Nessuno degli obiettivi del nemico è stato raggiunto" e l'equilibrio politico del sistema iraniano "non è stato sconvolto", ha affermato il generale di brigata Akrami Nia in una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim.

"Se il nemico dovesse commettere errori di valutazione e attaccare nuovamente l'Iran, risponderemo immediatamente e qualsiasi conflitto si trasformerà in una guerra regionale", ha dichiarato in aggiunta Akrami Nia, citato dall'Irna. "Verranno colpiti dai territori occupati fino ai Paesi del Golfo che ospitano basi Usa. Abbiamo opzioni che sorprenderanno il nemico", ha anche detto. Nel frattempo, la Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione ha diffuso un avvertimento secondo cui "qualsiasi aggressione contro le petroliere e le navi mercantili iraniane porterà a un pesante attacco dell'Iran contro le basi statunitensi nella regione, così come contro le navi americane". La forza aerospaziale delle Guardie della Rivoluzione ha inoltre dichiarato: "I nostri missili e droni sono pronti a colpire il nemico e le basi USA nella regione. Siamo pronti a ricevere l'ordine di attacco".

Tajani, dragamine italiani a Hormuz per garantire libertà navigazione

"I dragamine italiani potrebbero essere inviati a Hormuz per contribuire a garantire la libertà di movimento alle navi di tutto il mondo. È necessaria una tregua consolidata e un quadro di intese internazionali. Non vogliamo certo entrare in guerra, ma faremo tutto il necessario per garantire il rispetto del diritto internazionale dei mari. Ne va anche della nostra sicurezza nazionale, e del benessere di cittadini e imprese italiane". Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un'intervista al Corriere della Sera.

Nave mercantile colpita da proiettile non identificato a largo coste Qatar

L’agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto ha comunicato di aver ricevuto una segnalazione di un incidente a 23 miglia nautiche a nord-est di Doha, in Qatar. Il comandante di una nave mercantile, si legge nella nota, "ha riferito che l’imbarcazione è stata colpita da un proiettile non identificato.Si è sviluppato un piccolo incendio, poi estinto, e non si registrano vittime. Non è stato segnalato alcun impatto ambientale".

Usa ancora in attesa della risposta dell'Iran sul piano di pace

Gli Stati Uniti continuano ad attendere la risposta da parte dell'Iran alla loro ultima proposta di pace per chiudere la guerra, mentre la fragile tregua regge. Sabato, il presidente Donald Trump ha ribadito di "aspettarsi di avere notizie molto presto" da Teheran e ha passato buona parte della giornata al LIV Golf Tournament di Sterling, in Virginia, presso il Trump National Golf Club Washington Dc. Su Truth, il suo social media, ha postato, tra l'altro, diverse foto del green, altre del restauro della grande vasca di fronte al Lincoln Memorial e alcuni attacchi contro l'ex direttore dell'Fbi James Comey, suo acerrimo nemico, che andrà a processo il 15 luglio, chiamato a rispondere dei nuovi capi d'accusa penali per aver minacciato il tycoon. Nel frattempo, sempre sabato, gli sforzi diplomatici hanno registrato il premier del premier del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, impegnato negli incontri a Miami con l'inviato di Trump, Steve Witkoff, e il segretario di Stato Marco Rubio, all'indomani dei colloqui avuti alla Casa Bianca con il vicepresidente JD Vance.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica