La tensione in Medio Oriente torna a salire.
Secondo il New York Times, Stati Uniti e Israele starebbero valutando una ripresa degli attacchi contro l’Iran già dalla prossima settimana, con opzioni più aggressive contro obiettivi militari e infrastrutturali. Intanto il Libano denuncia intensi bombardamenti israeliani nel sud del Paese. Negli Usa cresce anche l’allarme cyber: sospetti hacker iraniani avrebbero colpito sistemi legati alle stazioni di servizio.Iran: "Avviati colloqui con paesi Ue per transito Stretto di Hormuz"
La televisione di stato iraniana ha dichiarato che alcuni paesi europei hanno avviato colloqui con Teheran in merito al transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. "A seguito del passaggio di navi provenienti da paesi dell'Asia orientale, in particolare Cina, Giappone e Pakistan, abbiamo ricevuto oggi informazioni che indicano che anche gli europei hanno avviato negoziati con la marina delle Guardie Rivoluzionarie" per ottenere il permesso di transito, ha riferito la televisione di stato, senza specificare quali paesi.
Media Israele, "Trump deciderà se riprendere guerra in Iran entro 24 ore"
Si prevede che Trump convocherà il suo più stretto gruppo di consiglieri nelle prossime 24 ore per prendere una decisione definitiva in merito alla ripresa della guerra contro l'Iran, e Israele stima che una decisione su un eventuale intervento militare potrebbe essere presa molto presto. Lo scrive l'emittente israeliana Channel 12. Secondo un alto funzionario israeliano, citato da C12, "la ripresa dei combattimenti è imminente" e Israele si sta preparando alla possibilità di "giorni o settimane di scontri". A suo dire, gli americani comprendono che i negoziati non stanno progredendo verso una svolta e a Gerusalemme attendono la decisione di Trump, prevedendo che il quadro si chiarirà entro circa 24 ore.
Pezeshkian scrive al Papa: "Le nazioni contrastino le richieste degli Usa"
In una lettera indirizzata a Papa Leone XIV, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha esortato le nazioni del mondo a contrastare le richieste "illegali" di Washington. Secondo quanto riportato da Mehr, Pezeshkian ha affermato: "L'aggressione israelo-americana ha provocato l'assassinio dell'Ayatollah Khamenei, di importanti figure politiche e militari e di 3.468 cittadini, con ingenti danni a scuole, università, ospedali, luoghi di culto e infrastrutture. Si tratta di chiari crimini di guerra". Citando passi coranici e biblici che condannano l'arroganza, ha elogiato le "posizioni morali, logiche e giuste" del Papa sull'attacco.
Media, 'intensi bombardamenti israeliani sul sud del Libanò
Secondo quanto riportato dall'Agenzia Nazionale di Stampa libanese Nna, questa mattina aerei da guerra israeliani hanno lanciato attacchi aerei contro la città di Yohmor al-Shaqif, nel sud del Libano. Lo scrive Al-Jazeera. Anche le città di Kfar Tebnit, Arnoun e Yohmor al-Shaqif, così come la strada che collega Arnoun a Kfar Tebnit, sono state oggetto di pesanti bombardamenti di artiglieria, ha aggiunto la Nna.
Nyt, Usa e Israele pronti a riattaccare da prossima settimana: "Intensi preparativi per riprendere i combattimenti"
Stati Uniti e Israele si starebbero preparando a riprendere gli attacchi contro l'Iran già dalla prossima settimana, magari dando un nuovo nome all'opetazione. Lo scrive il New York Times spiegando che tra le opzioni in esame ci sono attacchi più aggressivi contro obiettivi militari e infrastrutturali e una missione ad alto rischio delle forze speciali per estrarre fisicamente l'uranio altamente arricchito iraniano dai tunnel bombardati a Isfahan.
Cnn, sospetto attacco di hacker iraniani contro stazioni benzina in Usa
Hacker iraniani avrebbero violato i sistemi che monitorano la quantità di carburante nei serbatoi di stoccaggio che riforniscono le stazioni di servizio in diversi stati degli Stati Uniti. E' il sospetto di diversi funzionari statunitensi, come riferiscono fonti informate alla Cnn. Gli hacker, sostengono le fonti, hanno sfruttato sistemi automatici di misurazione del livello del carburante (Atg) che erano online e non erano protetti da password, riuscendo in alcuni casi a manipolare le letture visualizzate sui serbatoi, ma non i livelli di carburante al loro interno. Le violazioni hanno sollevato preoccupazioni in materia di sicurezza perché, in teoria, l'accesso a un sistema Atg potrebbe consentire a un hacker di far passare inosservata una perdita di gas, secondo esperti privati e funzionari statunitensi. Secondo le fonti a conoscenza dell'indagine, la storia di attacchi informatici dell'Iran contro i sistemi di stoccaggio del gas è uno dei motivi per cui il Paese è tra i principali sospettati. Tuttavia, le fonti hanno avvertito che il governo statunitense potrebbe non essere in grado di stabilire con certezza chi sia il responsabile a causa della mancanza di prove forensi lasciate dagli hacker.