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Zelensky: "Abbiamo colpito sito dei servizi segreti russi nel Kherson, centinaia tra morti e feriti"

Kiev rivendica nuovi attacchi in profondità contro obiettivi russi, mentre Mosca punta sulla Cina per una soluzione negoziata e Berlino propone uno status Ue intermedio per l’Ucraina

Diretta Zelensky: "Abbiamo colpito sito dei servizi segreti russi nel Kherson, centinaia tra morti e feriti"
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La guerra in Ucraina entra in una nuova fase fatta di raid in profondità, pressione diplomatica e corsa tecnologica.

Zelensky rivendica l’attacco alla raffineria russa di Syzran e il colpo contro una sede dell’Fsb nel Kherson occupato, mentre Kiev lavora a missili low cost per intercettare gli Shahed russi. Sul piano politico, Mosca guarda alla mediazione cinese e la Germania propone per l’Ucraina uno status di membro associato dell’Ue.

Zelensky, colpita sede Servizi russi nel Kherson, centinaia fra morti e feriti

Le forze speciali ucraine hanno colpito il quartier generale dell'Fsb, l'agenzia di intelligence e sicurezza interna della Federazione Russa, nella parte della regione ucraina di Kherson attualmente sotto il controllo di Mosca. Inoltre è stato distrutto un sistema di difesa aerea Pantsir-S1. A renderlo noto con un post su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky postando un video dell'accaduto. "Grazie a questa singola operazione, le perdite russe ammontano a circa un centinaio tra morti e feriti", ha aggiunto. "I russi devono sentire la necessità di porre fine a questa guerra. Le 'sanzionì a medio e lungo termine imposte dall'Ucraina continueranno a funzionare", ha aggiunto facendo riferimento ai recenti attacchi delle forze armate di Kiev.

Vilnius accusa Mosca, aumenta la disinformazione contro i Paesi baltici

"La Russia sta intensificando la sua campagna di disinformazione contro gli Stati baltici, accusandoli ripetutamente di aver permesso all'Ucraina di utilizzare il proprio spazio aereo o territorio per attacchi con droni contro la Russia. Gli Stati baltici non hanno mai permesso che i loro territori e il loro spazio aereo venissero utilizzati per attacchi con droni contro obiettivi in Russia. Con accuse infondate, la Federazione Russa mira a distogliere l'attenzione della comunità internazionale dalla sua illegale guerra di aggressione contro l'Ucraina e dal diritto dell'Ucraina a difendersi, ai sensi dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite". Lo dice a LaPresse il ministro degli Affari esteri lituano, Kestutis Budrys. "È importante chiarire che la Russia e la Bielorussia - sottolinea - sono responsabili dell'ingresso di droni nel nostro spazio aereo e che mettono a repentaglio le nostre popolazioni".

Mosca ha reso droni Shahed più veloci, Kiev sviluppa missili low cost in grado di intercettarli

La Russia ha prodotto droni Shahed (ideati in Iran, acquistati dalla Russia poco dopo l'inizio della guerra, e poi prodotti anche in Russia) più veloci mentre l'Ucraina sta sviluppando missili intercettori low cost, e con un costo che si auspica di diminuire ulteriormente aumentando la quantità di unità sfornate, in grado di abbatterli. Tali sistemi sono già in fase di test, ha reso noto il ministro della Difesa, Mykhailo Fedorov, precisando che l'obiettivo di Kiev è quello di decuplicarne la produzione in modo da riempire i suoi arsenali per il prossimo autunno e inverno, quando la Russia riprenderà, questo è quello che si aspetta Kiev, la sua campagna contro le infrastrutture dell'energia. Tali missili costituiranno un altro strato della difesa multistrato messa a punto dall'Ucraina durante la guerra e che ora esporta all'estero, dai Paesi del Golfo o in Medio Oriente, al Caucaso e all'Europa. Le forze di Kiev, ha aggiunto il ministro, hanno raddoppiato la percentuale di Shahed abbattuti da droni intercettori negli ultimi quattro mesi, anche se Mosca ha aumentato il numero di droni che lancia ogni mese di circa il 35 per cento. Il problema di Kiev rimane tuttavia quello dei missili balistici che ancora bucano le sue difese.

Altre agenzie

Cremlino: "La Cina è pronta a impegnarsi per la pace in Ucraina"

La Cina è "pronta a impegnarsi" per trovare una soluzione negoziata al conflitto in Ucraina. Lo ha detto oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, sottolineando che il tema è stato esaminato ieri in un vertice a Pechino tra i presidenti cinese Xi Jinping e russo Vladimir Putin. "Il tema dell'Ucraina è stato effettivamente affrontato. La Cina - ha sottolineato Peskov, citato dall'agenzia Interfax - è davvero pronta a impegnarsi per contribuire a trovare una soluzione pacifica. Siamo grati ai nostri amici cinesi per questo".

Zelensky rivendica attacco a raffineria Syzran in Russia

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivendicato su Telegram l'attacco alla raffineria russa di Syzran nel quale sono decedute due persone. Il leader di Kiev ha parlato di "sanzione a lungo raggio contro la raffinazione del petrolio russa" facendo riferimento al raid effettuato in profondità nel territorio della Federazione Russa "a oltre 800 chilometri dal nostro confine". Zelensky ha ringraziato le forze armate "per la loro precisione". "Continuiamo in questa direzione", ha concluso.

Merz propone a vertici europei "status di membro associato Ue per Kiev"

Il Cancelliere tedesco Friedrich Merz ha suggerito di associare l'Ucraina all'Unione europea, prima dell'adesione che avrà necessariamente tempi più lunghi, in una lettera ai vertici dell'Ue, anticipata dall'Afp. "E' evidente che non saremo in misura di portare a termine il processo di adesione in un futuro prossimo, tenendo conto degli innumerevoli ostacoli e delle complessità politiche del processo di ratifica", ha scritto. Di conseguenza, Berlino propone la concessione a Kiev dello status di "membro associato", "tappa decisiva" prima dell'adesione a tutti gli effetti. Merz sottolinea nella lettera inviata, fra gli altri, al Presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa, e alla Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, che non si tratterà in alcun modo di una "associazione light", al ribasso. Tale status consentirà all'Ucraina di partecipare ad alcune riunioni del Consiglio europeo, di disporre di un commissario 'associatò, e di deputati europei 'associatì. L'Ucraina ha ottenuto nel 2023 lo status di candidato ufficiale all'adesione all'Ue ma i negoziati di adesione sono stati frenati dal veto dell'Ungheria di Viktor Orban. La vittoria di Peter Magyar alle elezioni dello scorso 12 aprile, cambia la situazione. La Germania e la maggior parte degli altri Paesi europei auspicano che i negoziati possano ora iniziare effettivamente. Ma si tratterà di trattative lunghe e difficili, in particolare sul settore dell'agricoltura.

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