Avrebbe scelto arbitri graditi all'Inter in alcune partite chiave: è questa l'ipotesi principale alla base dell'inchiesta della Procura di Milano a carico di Gianluca Rocchi. Il designatore degli arbitri di serie A e B risponde di frode sportiva in concorso e venerdì ha ricevuto un avviso di garanzia. La bomba che sta terremotando il mondo del calcio è rivelata dall'agenzia Agi. "Sono sicuro di aver agito sempre correttamente e ho piena fiducia nella magistratura", ha dichiarato il designatore, interpellato dall'Ansa. E il suo legale, l'avvocato Antonio D'Avirro: "Il signor Rocchi è una persona seria e corretta. Contesta quel che gli viene addebitato". Rocchi sarà interrogato in Procura giovedì alle 10. In quell'occasione avrà la possibilità di difendersi dalle accuse. In serata il designatore si è autosospeso dal ruolo: "Uscirò indenne da questa fase". Indagato per frode sportiva anche il supervisore Var Andrea Gervasoni.
L'inchiesta è coordinata dal pm Maurizio Ascione ed è partita l'estate scorsa. Al centro, il campionato 2024-2025. L'ipotesi di frode sportiva è la stessa alla base dello scandalo di Calciopoli, esattamente 20 anni fa, culminata con la retrocessione in serie B della Juventus. Agli atti del fascicolo c'è un video-denuncia (visibile sul sito dell'Agi). È il primo marzo 2025, durante la partita Udinese-Parma. Il campionato è quello poi vinto dal Napoli al fotofinish sull'Inter. Nella sala Var di Lissone, in piena Brianza, i tre addetti ai monitor discutono, riguardano un episodio su una "possibile mano". Dice Daniele Paterna, che pare orientato a escludere l'assegnazione del rigore: "Non mi sembra fuori dalla sagoma, guarda la posizione del braccio, mi sembra sul corpo". A un certo punto si gira di scatto, guarda dietro di sé e dal labiale si vede chiaramente che afferma: "È rigore". Un attimo dopo comunica a Fabio Maresca, l'arbitro in campo: "Un attimo Fabio, controllo l'App (Attacking Possesion Phase, cioè la fase di gioco monitorata dal Var, ndr)". Poi: "È possibile calcio di rigore, Fabio, ti consiglio l'on-field review per possibile calcio di rigore". Alla fine il penalty viene fischiato. Verso chi si gira Paterna? L'ipotesi, contenuta in un esposto dell'arbitro Domenico Rocca, è che il designatore "si alza rapidamente dalla postazione per bussare più volte sul vetro della stanza di Paterna Var e Sozza Avar per richiamare la loro attenzione e che a loro volta chiameranno l'arbitro per un on-field review".
È proprio dall'esposto-sfogo firmato da Rocca di quattro pagine fitte fitte (archiviato dalla giustizia sportiva), che è scattata l'indagine. Paterna è stato convocato dal pm nei mesi scorsi come testimone. La sua deposizione è stata interrotta quando, anche alla luce del video, il magistrato ha ritenuto che non stesse dicendo la verità e gli è stato comunicato che la sua posizione passava da teste a indagato per falsa testimonianza. Dopo la denuncia di Rocca il presidente dell'Aia (Associazione italiana arbitri), Antonio Zappi, ha inoltrato una segnalazione alla Procura della Figc e ha cambiato il regolamento sugli accessi alla sede di Lissone. La Figc da quel momento ha iniziato a inviare gli ispettori della Procura federale a controllare.
A carico di Gianluca Rocchi sono tre i capi d'imputazione. Si legge che "quale designatore arbitrale dell'Aia, in concorso con più persone presso lo stadio San Siro, durante la gara di Coppa Italia combinava la designazione del direttore di gara per la partita di campionato di serie A Bologna-Inter (20 aprile 2025) nella persona di Andrea Colombo, siccome arbitro gradito alla squadra ospite, l'Inter, impegnata nella lotta alla corsa scudetto, ormai alle battute finali". Ancora: Rocchi, scrive il pm, "durante la gara di andata di Coppa Italia (2 aprile 2025), combinava o schermava la designazione del direttore di gara Daniele Doveri, ponendolo alla direzione della semifinale del torneo (23 aprile 2025), onde assicurare poi all'Inter direzioni di gara diverse dal poco gradito Doveri per la eventuale successiva finale di Coppa Italia e per il resto delle partite del campionato" che erano di "maggiore interesse per la squadra milanese". Infine torna Udinese-Parma dell'1 marzo 2025, quando "in qualità di supervisore Var (...) durante lo svolgimento della partita condizionava l'addetto Var Daniele Paterna inducendo all'on-field review il direttore di gara Fabio Maresca ai fini dell'assegnazione del calcio di rigore a favore della squadra friulana, sebbene Paterna fosse di diverso avviso". Nell'ambito della stessa vicenda nei mesi scorsi sono stati sentiti dal pm (almeno) altri due arbitri, in quel momento indagati. Uno di loro è Rodolfo Di Vuolo, assistente arbitro Var (Avar) difeso dall'avvocato Simone Ciro Giordano. Nell'invito a comparire a un indagato si fa riferimento a Inter-Verona dell'8 gennaio 2024. Il fatto dubbio è una gomitata del nerazzurro Alessandro Bastoni al gialloblù Duda. Il dialogo tra Michael Fabbri, arbitro, e Luigi Nasca, al Var, è stato anche fatto sentire in un incontro a Coverciano: "C'è a terra qualcuno. No, aspetta. Fischia, fischia, ma fischia santo cielo. Voglio vedere che è successo. Parte tutto da qua, magari si vede il giocatore che cade", dice Nasca. Fabbri replica: "Ho detto che lui (Duda, ndr) si è alzato, mi ha guardato e poi si è rimesso giù (...). Questa è furbizia!". Nasca rivede le immagini del contatto Bastoni-Duda e decide di convalidare il gol di Frattesi: "Fammelo rivedere tutto (...). Qui è tutto regolare. Fammi rivedere il tiro. Buona, vai, dai veloce. Regolare. Fammi rivedere un attimo solo. Michael, sono Gigi: gol regolare, gol regolare". Qui l'indagato avrebbe omesso di chiamare "on-field review al momento del fallo intenzionale di Bastoni commesso in una zona del campo distante dal gioco da cui seguiva immediatamente la rete della squadra di casa, decisiva del risultato finale". Altre partite del torneo scorso sono al vaglio degli inquirenti, che stanno per chiudere l'indagine. Ieri il capo della Procura generale dello sport, Ugo Taucer, ha chiesto a Giuseppe Chinè, responsabile della Procura Figc, gli atti ricevuti a suo tempo dall'Aia.
Chinè ribatte di aver chiesto gli atti alla Procura della Repubblica, prima del sollecito di Taucer. La Procura federale - si apprende - archiviò il caso, relativo solo a Udinese-Parma, con la condivisione della stessa Procura generale dello sport.