Non ci sono italiani coinvolti nell’attacco iraniano alla base italo-americana in Kuwait. A confermarlo è il ministro Antonio Tajani, che sta seguendo da vicino l’evolversi della situazione. “Ci sono circa 320-330 militari dell'aeronautica militare italiana. Erano tutti nel bunker quando c'è stato l'attacco, è stata danneggiata la pista dell'aeroporto ma non ci sono stati danni ai nostri uomini”, ha spiegato il titolare del Viminale a Rainews24. Tutti i militari italiani della zona sono ben protetti, “dall'Iraq al Libano, alla Giordania, in Cisgiordania, ovunque ci siano militari italiani sono in condizioni di essere ben protetti perché sono tutti nel bunker”.
Il ministro ha poi spiegato che è stato condotto un attacco anche contro la Quinta flotta ma nessun italiano, anche in quel caso, è rimasto coinvolto. “Diciamo ai nostri concittadini, che vivono sul posto o che sono turisti, di non muoversi, di rimanere a casa o in albergo”, ha spiegato Tajani, aggiungendo che “cercheremo di assisterli nel modo migliore possibile. Stiamo installando a Doha, a Abu Dhabi, dei desk in aeroporto per assistere gli italiani. Sono aeroporti molto grandi, pero' gia' stiamo lanciando messaggi per contattare la nostra Unità di crisi o le ambasciate e, ripeto, stiamo allestendo dei desk per dare assistenza immediata”.
Attualmente, per vacanza o per lavoro, ci sono decine di migliaia di italiani nei Paesi degli Emirati e nel Golfo Persico, oltre ai 20mila in Israele con passaporto italiano. “Pronti ad evacuare, se serve, anche gli italiani che sono in Iran, poco meno di 500 ma quasi tutti residenti, qualora ci fossero delle richieste”, ha aggiunto il ministro. “È una situazione difficile complicata, non sarà una guerra lampo, durerà giorni e giorni.
L'obiettivo è quello di smantellare lo strumento bellico iraniano più pericoloso per Israele e per le basi americane dell'area”, ci ha tenuto a precisare Tajani, aggiungendo che la preoccupazione principale ora è il Mar Rosso “dove continua a lavorare la missione Aspides, dove c'è la nostra marina militare che continua a lavorare nell'operazione Atlanta, per garantire il traffico commerciale marittimo”.