Nel momento in cui è partito l'attacco all'Iran da parte di Stati Uniti e Israele, un'altra notizia ha avuto una grande risonanza sui social: Grok, il sistema di intelligenza artificiale sviluppato da xAI, aveva già previsto tutto.
A rivelarlo è il Jerusalem Post, che ha raccontato di un esperimento fatto lo scorso mercoledì 25 febbraio, quando sul tema sono state interrogate quattro delle maggiori piattaforme di AI. “In quale giorno scatteranno le operazioni contro l'Iran?”, è stato domandato ai sistemi, fornendo mano a mano a ciascuno di essi delle informazioni precise per restringere il più possibile l'arco cronologico ipotetico fino a ottenere una data singola. Claude di Anthropic, Gemini di Google, Grok di xAI e ChatGPT di OpenAI, interrogate e messe sotto pressione da richieste sempre più stringenti da parte dell'operatore, hanno dato risposte differenti, secondo gli schemi riportati dal quotidiano.
Claude di Anthropic ha prima rifiutato di rispondere, considerando che qualsiasi giorno specifico sarebbe stato poco credibile perché puramente inventato. Sollecitato a più riprese, il modello ha ricostruito scenari ipotetici, indicando l'inizio o la metà di marzo come periodo a più alto rischio e infine si è focalizzato su sabato 7 marzo o domenica 8 marzo.
L'AI Gemini di Google ha organizzato la sua analisi individuando una serie di tappe diplomatiche e militari, ma restando sul vago nel momento in cui si sarebbe dovuta focalizzare sull'inizio del conflitto. Messa all'angolo con richieste più precise, in stile ricerca approfondita, ha individuato l'arco cronologico 4-6 marzo come quello più probabile, arrivando a ipotizzare che l'attacco si sarebbe verificato nelle ore notturne.
ChatGPT di OpenAI ha subito fissato la data del 1° marzo come quella più certa per l'inizio delle ostilità, utilizzando come riferimento l'orario di Israele: dopo una richiesta di approfondimento, ha traslato la data fino al 3 marzo (ora statunitense), ma ha tenuto aperte altre possibilità fino al 6 marzo.
Grok di xAI è stata precisa fin dalla prima richiesta, quando ha analizzato la situazione emersa dopo i colloqui di Ginevra: l'attacco avrebbe avuto inizio sabato 28 febbraio.
Interrogata e messa sotto pressione l'AI di Musk, pur riconoscendo che si trattava di una previsione incerta ed elencando i motivi per i quali l'attacco sarebbe potuto partire anche nei primi giorni di marzo, non si è tuttavia mai scostata dalla sua prima ipotesi.