Nel corso degli ultimi attacchi sferrati contro Israele che hanno colpito l'aeroporto Ben-Gurion di Tel Aviv, l'Iran ha utilizzato un nuovo tipo di droni. Si tratta del modello Arash-2, definito dai Pasdaran come più avanzato e distruttivo rispetto ai velivoli senza pilota Kian e Arash-1. “La sezione radar di questo drone è molto ridotta, può facilmente eludere i sistemi radar nemici ed è molto difficile da individuare”, ha dichiarato il generale Mohammad Akraminia, portavoce dell'esercito iraniano. I punti di forza dell'Arash-2? Un'autonomia di 2mila chilometri e un prezzo contenuto. Ecco che cosa sappiamo.
Il drone iraniano Arash-2
“La maggior parte dei droni che abbiamo impiegato erano modelli Arash-2, più avanzati e distruttivi rispetto ai droni Kian e Arash-1. Hanno un'autonomia di 2.000 chilometri”, ha dichiarato ancora Akraminia secondo quanto riportato dall'agenzia iraniana Tasnim.
Il portavoce ha quindi sottolineato che, grazie alla sua elevata autonomia di volo e al prezzo molto contenuto rispetto ad altri droni e ai missili difensivi lanciati contro di esso, “questo drone risulta economicamente vantaggioso”. Nelle scorse ore, secondo fonti di Teheran, gli Arash-2 hanno colpito un punto di raccolta delle autocisterne di carburante situato presso l'aeroporto israeliano di Ben-Gurion.
Ma cosa sappiamo di questo jolly di Teheran? Presentato pubblicamente nel 2022 durante alcune esercitazioni delle forze armate iraniane, l'Arash-2 è un drone kamikaze a lungo raggio progettato per restare in volo fino all'individuazione del bersaglio per poi distruggerlo schiantandocisi contro. Il sistema, sviluppato dall'industria della Difesa di Teheran per l'esercito regolare e per i Pasdaran, rientra nella strategia iraniana di attacco in profondità contro obiettivi militari e infrastrutturali nemici.
Un jolly letale
Secondo le informazioni che circolano sui media iraniani, il drone in questione sarebbe pensato per colpire basi, centri di comando, radar e nodi logistici a grande distanza, facendo leva su una combinazione di autonomia elevata, semplicità costruttiva e costi relativamente bassi. È proprio una simile natura ibrida, a metà tra drone e missile da crociera rudimentale, ad averne fatto uno degli strumenti più osservati dell'arsenale iraniano negli ultimi anni.
Quanto alle caratteristiche tecniche, le fonti aperte attribuiscono all'Arash-2 una gittata compresa tra 1.500 e 2.000 chilometri, una velocità indicativa tra 180 e 260 chilometri orari e una testata esplosiva che potrebbe arrivare a circa 200-260 chili. Il sistema opererebbe sulla base di coordinate preimpostate e navigazione satellitare, con la possibilità, secondo Teheran, di ridurre la propria individuabilità grazie a una sezione radar contenuta.
Alcune ricostruzioni riferiscono anche della capacità del drone di ingaggiare bersagli strategici come infrastrutture, sistemi di difesa aerea e postazioni radar, in un'ottica di saturazione delle difese nemiche.
Rispetto ad altri velivoli senza pilota iraniani più noti, come gli Shahed, l'Arash-2 viene infine descritto come un vettore con carico bellico più pesante e raggio d'azione superiore, dunque potenzialmente più insidioso contro obiettivi sensibili e a lunga distanza. La possibilità di lancio da piattaforme terrestri, containerizzate o navali ne aumenterebbe inoltre la flessibilità operativa.