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Da Camp de la Paix ad Akrotiri: l'Iran mette nel mirino gli alleati di Trump

Droni iraniani Shahed contro le installazioni occidentali nel Golfo e a Cipro: l’Iran porta la crisi oltre il confronto con Stati Uniti e Israele

Da Camp de la Paix ad Akrotiri: l'Iran mette nel mirino gli alleati di Trump
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Da Camp de la Paix ad Akrotiri, l'Iran mette nel mirino anche gli hub militari degli alleati di Stati Uniti e Israele, colpendo le basi che sono alla portata di droni e missili e chiamando alle armi i suoi proxies nella regione. L’escalation ha già attivato ciò che resta di Hezbollah in Libano, possibile vettore nel lancio di droni Shahed che hanno interessato le basi inglesi a Cipro.

La Francia — che ha smentito l’invio della portaerei Charles de Gaulle nel Mediterraneo orientale — sta valutando un rafforzamento delle basi francesi nella regione del conflitto, sia in Giordania, sia negli Emirati arabi, mentre il Regno Unito, che ha già abbattuto due droni iraniani, potrebbe impegnare i suoi caccia multiruolo dislocati in Medio Oriente per rispondere all’aggressione iraniana. Condannando gli attacchi missilistici di Teheran — seppur sferrati come “risposta” all'attacco preventivo e congiunto lanciato da americani e israeliani — Francia, Regno Unito e Germania si sono già dichiarate “pronte a intraprendere azioni difensive contro l’Iran”, annunciando di poter ricorrere a “possibili misure proporzionate” che trovano una coerente giustificazione.

Dopo la base navale francese di Camp de la Paix, hub concesso dagli Emirati Arabi Uniti nel Port Zayed di Abu Dhabi, anche l’enclave militare britannica di Akrotiri, situata nella parte centro-meridionale dell’isola di Cipro e mantenuta come “Area delle Basi Sovrane di Akrotiri e Dhekelia” dal Regno Unito, è entrata nel mirino di Teheran, che ha lanciato la sua campagna di rappresaglia colpendo obiettivi in tutto il Golfo, dalla base aerea di Erbil, in Iraq, agli altri asset statunitensi in Kuwait, Bahrein, Qatar e Giordania.

Secondo le prime conferme, in entrambi i casi si è trattato di un lancio di droni Shahed-136, lo stesso tipo di “drone kamikaze” impiegato contro la base navale della Quinta Flotta statunitense in Bahrein.

In seguito all’attacco di ieri, un caccia Typhoon si è alzato in volo dalla base di Akrotiri per intercettare ulteriori droni, mentre è già stato reso noto dalla ministra della Difesa del Regno Unito che un altro Typhoon della Royal Air Force, operante dal Qatar insieme ad altri tre velivoli dello stesso tipo, ha abbattuto con un missile aria-aria un drone iraniano diretto verso il territorio del Qatar, “garantendo la sicurezza dello spazio aereo del Qatar e gli interessi britannici nella regione”. Fonti del Ministero della Difesa del Regno Unito hanno riferito che l’attacco alle basi di Cipro è stato portato da più di un drone del tipo Shahed, probabilmente lanciati dal Libano, considerando la traiettoria e la distanza, uno dei quali è stato intercettato dalle difese della base prima che provocasse danni.

In risposta all’attacco che ha colpito la base francese, che affaccia sullo stretto strategico di Hormuz e accoglie infrastrutture logistiche considerate cruciali per il supporto operativo delle missioni navali francesi nell’area, Parigi sta valutando l’ipotesi di rafforzare le sue basi nella regione, smentendo le voci che annunciavano l’ invio della portaerei Charles de Gaulle nel Mediterraneo orientale.

Presso la base di Akrotiri, da sempre impiegata come hub avanzato per le operazioni britanniche in Medio Oriente, sono già schierati i caccia multiruolo F-35B ed Eurofighter Typhoon, oltre ai droni per operazioni di Intelligence, Surveillance, Reconnaissance e acquisizione obiettivi, e sarebbero stati accolti aerei spia U-2 Dragon Lady americani. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato che Washington “potrà usare le basi inglesi per colpire siti iraniani”, ma ha anche aggiunto che “il Regno Unito non si unirà all'azione offensiva in Iran”.

La Germania non possiede alcun hub militare nella regione, ma il cancelliere tedesco Friedrich Merz sarà il primo leader europeo a incontrare il presidente americano Donald Trump dall'inizio dell’operazione Epic Fury, per affrontare il delicato tema del blocco delle principali rotte mondiali per il trasporto del petrolio, che, con il blocco dello stretto di Hormuz, sta mandando il prezzo del greggio alle

stelle e sta gettando nel caos il traffico aereo globale a causa degli spazi aerei chiusi in tutto il Medio Oriente. Secondo gli analisti, le operazioni militari potrebbero protrarsi fino a tre settimane.

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