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Starlink “negato” ai russi: il blocco lungo il confine e l'impatto sulla guerra

Droni meno efficaci e comunicazioni più fragili al fronte: l’Ucraina sostiene che il blocco dei terminali non autorizzati stia riducendo la capacità operativa di Mosca, mentre SpaceX rafforza i controlli sui dispositivi attivi nell’area di guerra

Starlink “negato” ai russi: il blocco lungo il confine e l'impatto sulla guerra
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L’idea che la connettività satellitare possa incidere direttamente sul ritmo delle operazioni militari torna al centro della guerra in Ucraina. Nelle ultime settimane, Kiev ha denunciato l’uso illecito di terminali Starlink da parte delle forze russe (sia al fronte sia su piattaforme d’attacco, inclusi droni) e ha avviato con SpaceX una stretta tecnica per limitare l’operatività ai soli dispositivi autorizzati. Secondo le autorità ucraine, i primi effetti sarebbero già visibili: senza Starlink, la capacità russa di coordinare reparti e guidare sistemi senza pilota “sembra rallentare” lungo alcuni tratti della linea di contatto.

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Starlink “negato” ai russi: cosa dice Kiev e cosa sta facendo SpaceX

Il punto di svolta, nella narrazione ucraina, è l’applicazione di misure per disattivare i terminali non autorizzati, usati dalle forze russe in territorio ucraino. Il ministro della Trasformazione digitale ucraino Mykhailo Fedorov ha riferito che diversi terminali Starlink impiegati dai russi per operazioni con droni e per le comunicazioni lungo il fronte sarebbero stati disabilitati, mentre Kiev lavora a un sistema di controllo che consenta di far funzionare solo dispositivi identificati e autorizzati sul territorio ucraino.

Sul fronte SpaceX, Elon Musk ha dichiarato che le misure per impedire l’uso russo di Starlink “hanno funzionato” e che l’obiettivo è rafforzare i meccanismi di verifica per evitare ulteriori utilizzi da parte di forze non autorizzate. In sostanza, la strategia consiste nel ridurre lo “spazio grigio” creato dal mercato parallelo di terminali e schede, spesso introdotti al fronte attraverso canali indiretti.

Perché l’effetto può essere immediato: droni, coordinamento e attrito operativo

Il motivo per cui Kiev lega l’accesso a Starlink al rallentamento dell’offensiva russa è tecnico e tattico. In uno scenario di guerra elettronica, disturbi, sabotaggi e infrastrutture civili danneggiate, la connessione satellitare diventa un moltiplicatore per comando e controllo, trasmissione dati e impiego di droni.

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L’Ucraina sostiene che i russi avrebbero usato terminali Starlink per guidare droni e mantenere collegamenti stabili nelle aree più esposte ai blackout e alle interferenze. Se questi terminali vengono disattivati o resi inutilizzabili, il risultato immediato è un aumento dell'attrito" operativo: i reparti impiegano più tempo a ricevere ordini, coordinare movimenti, correggere il fuoco e mantenere collegamenti tra osservatori, droni e artiglieria.

In questo quadro, anche un rallentamento parziale può avere conseguenze rilevanti: meno droni operativi significa meno capacità di ricognizione e minore rapidità nell’individuare obiettivi. Tuttavia, resta difficile misurare con precisione l’impatto complessivo in tempo reale, poiché la situazione varia da settore a settore e le fonti indipendenti sul campo sono limitate.

Escalation su energia e logistica

La “partita Starlink” si inserisce in una fase delicata del conflitto, segnata da nuove ondate di attacchi russi contro infrastrutture energetiche e nodi logistici. Negli ultimi giorni Mosca ha intensificato raid con droni e missili su larga scala, colpendo impianti di produzione e distribuzione dell’elettricità e provocando interruzioni in diverse regioni.

In inverno, con infrastrutture energetiche sotto pressione e temperature rigide, la resilienza ucraina passa anche dalla possibilità di mantenere catene di comando, difesa aerea e logistica efficienti. Per questo la questione delle comunicazioni satellitari assume un valore strategico che va oltre il singolo episodio: non è solo una disputa tecnologica, ma una componente concreta della capacità di resistere e mantenere la continuità operativa.

Allo stesso tempo, sul piano politico e diplomatico, restano sullo sfondo contatti e dichiarazioni su possibili percorsi negoziali, che però finora non

hanno prodotto una svolta reale. Nel frattempo, la guerra continua a essere determinata da fattori pratici e immediati: disponibilità di munizioni, droni, difesa aerea e — sempre più — controllo delle reti di comunicazione.

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