Si apre uno spiraglio diplomatico tra Stati Uniti e Iran: secondo Axios, Cnn e Wall Street Journal, le parti sarebbero vicine a un memorandum d’intesa per fermare il conflitto e riavviare i colloqui, forse già la prossima settimana a Islamabad.
Trump ipotizza una firma prima del viaggio in Cina e sospende temporaneamente il Project Freedom nello Stretto di Hormuz. Ma Teheran frena, mentre restano alta tensione militare, attacchi nello Stretto e danni alle basi Usa.Trump: "Il mio messaggio al Papa? Teheran non può avere arma nucleare"
"Il mio messaggio per il Papa è molto semplice, sia che questo lo renda felice o meno: l' Iran non può avere arma nucleare. Lui sembra dire che possono e io dico di no, perché altrimenti il mondo intero sarebbe in ostaggio". E' la risposta di Donald Trump a un giornalista che chiedeva quale messaggio il presidente americano intenda fare arrivare al pontefice attraverso il segretario di Stato Marco Rubio, in vista dell'incontro in Vaticano.
Ucciso in raid israeliano figlio leader Hamas a Gaza
Secondo quanto riporta Quds Network, media affiliato ad Hamas e alla Jihad islamica, Azzam Khalil al-Hayya, figlio del leader di Hamas a Gaza Khalil al-Hayya, sarebbe stato ucciso in un attacco dell'Idf a Gaza.
Libano: media Israele, accordo Usa-Iran può includere cessate il fuoco intera regione
Un possibile accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran, basato su un memorandum di una sola pagina, potrebbe includere anche un cessate il fuoco in Libano, estendendo la fine delle ostilità all’intera regione. Lo riferisce l’emittente israeliana Channel 12, citando il giornalista Barak Ravid. Secondo quanto riportato, l’intesa "porrebbe fine alla guerra in tutta la regione, incluso il Libano", segnando un cambio significativo rispetto ai precedenti accordi. Finora, infatti, il cessate il fuoco raggiunto con l’Iran non aveva riguardato il fronte libanese, dove Israele continua a confrontarsi con Hezbollah, sostenuto da Teheran. In quell’area era stato negoziato un accordo separato tra Israele e Libano con la mediazione statunitense. Non è ancora chiaro se il nuovo eventuale cessate il fuoco comporterebbe anche il ritiro delle truppe israeliane dal Libano o se ripristinerebbe semplicemente i termini della tregua in vigore tra novembre 2024 e la ripresa degli attacchi da parte di Hezbollah nel marzo successivo.
Libano: ucciso comandante unità elite Hezbollah in raid Idf a Beirut
Malek Ballout, alto comandante di Hezbollah appartenente alla forza d’élite Radwan, è stato ucciso in un attacco israeliano nei sobborghi meridionali di Beirut. Lo ha riferito all'Afp una fonte vicina al gruppo, identificando la vittima come il "comandante delle operazioni della forza Radwan". Il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva confermato in precedenza che l’obiettivo dell’operazione era "il comandante della forza Radwan di Hezbollah", senza fornire ulteriori dettagli sull’attacco.
Centcom: colpita petroliera Teheran che voleva violare blocco Hormuz
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha dichiarato che le forze americane hanno "messo fuori uso" una petroliera battente bandiera iraniana nel Golfo dell’Oman, dopo che l’imbarcazione avrebbe ignorato "ripetuti avvertimenti". Secondo quanto riferito, la petroliera M/T Hasna, diretta verso un porto iraniano, è stata monitorata durante il transito in acque internazionali e invitata più volte a non violare un blocco navale statunitense. "Dopo che l'equipaggio della Hasna non ha rispettato i ripetuti avvertimenti, le forze statunitensi hanno disabilitato il timone della petroliera sparando diversi colpi con il cannone da 20 mm di un caccia F/A-18 Super Hornet della Marina statunitense decollato dalla USS Abraham Lincoln. La Hasna non è più in rotta verso l'Iran", conclude il Centcom. Non sono state fornite informazioni su eventuali feriti.
Libano, raid Israele su periferia sud di Beirut
Un raid aereo attribuito a Israele ha preso di mira Dahieh, sobborgo meridionale di Beirut e roccaforte di Hezbollah. Lo riferiscono i media libanesi e le tv satellitari arabe.
Netanyahu: "Più tardi parlerò con Trump, abbiamo stessi obiettivi su uranio"
"Manteniamo contatti continui con i nostri amici negli Stati Uniti. Parlo con il presidente Trump quasi quotidianamente. I nostri staff parlano ogni giorno, incluso oggi, e anche più tardi parlerò con il presidente Trump". Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, aprendo i lavori del gabinetto di sicurezza, secondo quanto riferito dai media locali. "C'è assoluto coordinamento tra noi, nessuna sorpresa. Convidiamo obiettivi comuni, e il più importante è far uscire dall'Iran il materiale arricchito, tutto il materiale arricchito, e lo smantellamento delle capacità di arricchimento dell'Iran", ha aggiunto. In ogni caso, ha proseguito Netanyahu, "siamo pronti per ogni scenario".
Trump, stiamo andando bene come in Venezuela, Teheran vuole negoziare
Donald Trump insiste nel definire una "schermaglia" il conflitto con l'Iran, assicurando che gli Stati Uniti stanno "facendo incredibilmente bene, come abbiamo fatto in Venezuela". Nel corso di un evento alla Casa Bianca il presidente americano ha affermato che gli iraniani "vogliono fare un accordo, vogliono negoziare". Rimane da veder, ha aggiunto, se l'accordo sarà "soddisfacente" e se gli iraniani "acconsentiranno" alle richieste americane, "altrimenti lo faranno subito dopo".
Wsj: Usa e Iran vicini a riavvio colloqui, prossima settimana a Islamabad
Stati Uniti e Iran più vicini a una proposta per far ripartire i colloqui che potrebbero iniziare la prossima settimana a Islamabad. Lo riporta il Wall Street Journal, in base a fonti vicine al dossier.
Ghalibaf: "Non sottovalutiamo la possibilità di attacchi, soprattutto terroristici"
"Il nemico, nel suo nuovo piano, sta cercando di esercitare pressioni economiche e di creare clamore mediatico attraverso un blocco navale, con l'obiettivo di distruggere la coesione del Paese per costringerci alla resa. Naturalmente, non sottovalutiamo la possibilità di un attacco militare, in particolare di matrice terroristica, ma la parte del piano del nemico che riguarda la società è quella di indebolire l'Iran dall'interno". Lo ha dichiarato in un messaggio audio il presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf. "Il nemico ha riposto grandi speranze nella pressione economica, ma è chiaro che gli sono state fornite ancora una volta informazioni false e che ha preso una decisione sbagliata basandosi su di esse. Questa decisione sbagliata causerà sofferenze a tutti", ha aggiunto.
Trump, la firma dell'intesa con l'Iran entro la prossima settimana
Donald Trump ha ipotizzato che gli Usa e l'Iran possano firmare l'accordo prima del suo viaggio in Cina, previsto per il 14 e 15 maggio. "È possibile, sì", ha affermato in un'intervista a Pbs.
Teheran, memorandum Usa è più una lista dei desideri che realtà
Il parlamentare iraniano Ebrahim Rezai ha affermato che il memorandum tra Stati Uniti e Iran, anticipato da Axios questa mattina, è "più una lista dei desideri americana che realtà". Lo riporta Al Jazeera, che cita un post su X del politico. "Gli americani non otterranno in una guerra fallita ciò che non hanno ottenuto nei negoziati faccia a faccia", ha detto Rezaei su X. "Se non fanno marcia indietro e non accordano le necessarie concessioni, o se loro o i loro rappresentanti tentano qualche manovra scorretta, daremo una risposta dura che li farà pentire".
Altre agenzie
Cnn, vicino accordo su memorandum ma cautela da Casa Bianca
Gli Stati Uniti e l’Iran si starebbero avvicinando a un accordo su un breve memorandum d’intesa per porre fine al conflitto. Lo riferisce a Cnn una fonte regionale vicina ai negoziati, confermando quanto anticipato da Axios. Dall’amministrazione di Donald Trump filtra però cautela, alla luce delle precedenti trattative naufragate all’ultimo momento. La Casa Bianca avrebbe ricevuto segnali positivi dai mediatori pakistani, pur mantenendo riserve sull’ottimismo emerso. Negli ultimi giorni si registra comunque una nuova spinta diplomatica, con Trump orientato a semplificare i nodi più controversi per favorire il ritorno al tavolo negoziale delle componenti moderate iraniane. Il piano allo studio, lungo una sola pagina, prevederebbe la dichiarazione di fine della guerra e l’avvio di un periodo di 30 giorni di negoziati sui punti più delicati: programma nucleare, sblocco dei beni iraniani e sicurezza nello Stretto di Hormuz. Tra le ipotesi, una moratoria sull’arricchimento dell’uranio per oltre dieci anni e il trasferimento all’estero delle scorte più sensibili.
Portaerei francese Charles-de-Gaulle si posiziona per missione a Hormuz
La portaerei francese, Charles-de-Gaulle, e la sua scorta, passano oggi il Canale di Suez per preposizionarsi nella regione del Golfo nel caso di avvio di una missione, promossa da Londra e Parigi, allo scopo di ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il ministero delle Forze armate a Parigi. Per l'Eliseo, si tratta del "segnale" che la coalizione è "pronta" e "capace" di garantire la "sicurezza" nello Stretto di Hormuz.
W. Post, entità danni basi Usa molto più ampia delle stime
Gli attacchi aerei iraniani hanno danneggiato o distrutto almeno 228 strutture o equipaggiamenti in basi militari statunitensi in Medio Oriente dall'inizio della guerra, colpendo hangar, caserme, depositi di carburante, velivoli, sistemi radar e per la difesa aerea. E' quanto emerge da un'analisi del Washington Post basata su immagini satellitari, secondo cui l'entità dei danni sarebbe "molto più ampia" rispetto a quanto riconosciuto finora pubblicamente da Washington. L'inchiesta si basa su oltre 100 immagini satellitari ad alta risoluzione diffuse da fonti iraniane, 109 delle quali sono state verificate confrontandole con i dati del sistema europeo Copernicus e, dove disponibili, con immagini commerciali. Diciannove immagini sono state escluse per mancanza di conferme, ma non sono emerse prove di manipolazione. In un'ulteriore verifica, i reporter hanno individuato anche 10 strutture danneggiate non documentate nei materiali iraniani. Complessivamente sarebbero stati colpiti 217 edifici e 11 sistemi in 15 basi militari Usa nella regione. L'accesso alle immagini satellitari del Medio Oriente è attualmente limitato, spiega il Washington Post, sottolineando che i due grandi operatori commerciali, Vantor e Planet, hanno accolto la richiesta del governo statunitense di ritardare o sospendere la diffusione di immagini dell'area durante il conflitto, rendendo più difficile valutare l'impatto dei contrattacchi iraniani.
Trump, troppo presto per pensare a colloqui pace diretti
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che è "troppo presto" per prendere in considerazione colloqui di pace diretti con l’Iran, nonostante le indiscrezioni su un possibile accordo preliminare sotto forma di memorandum d’intesa per porre fine al conflitto. Interpellato dal New York Post sulla possibilità di dover inviare presto giornalisti in Pakistan, Trump ha risposto in modo netto: "Non credo. E' troppo lontano".
Media, Teheran sta valutando proposta di memorandum Usa
Un portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che Teheran sta valutando la proposta di memorandum in 14 punti avanzata dagli Stati Uniti per porre fine alla guerra. Lo riporta l'emittente Cnbc.
Axios, Usa e Iran vicini a un memorandum, attesa risposta Teheran in 48 ore
La Casa Bianca ritiene di essere vicina a un accordo con l'Iran su un memorandum d'intesa di una sola pagina per porre fine alla guerra e stabilire un quadro di riferimento per negoziati più dettagliati sul nucleare. Lo scrive Axios. Gli Stati Uniti si aspettano risposte dall'Iran su diversi punti chiave nelle prossime 48 ore. L'accordo prevederebbe l'impegno dell'Iran a una moratoria sull'arricchimento nucleare, l'accordo degli Stati Uniti a revocare le sanzioni e a sbloccare miliardi di dollari di fondi iraniani congelati, e la revoca da parte di entrambe le parti delle restrizioni al transito attraverso lo Stretto di Hormuz.
Nave francese colpita nello Stretto di Hormuz, equipaggio ferito
Una nave portacontainer della Cma Cgm è stata "bersaglio di un attacco" nello Stretto di Hormuz, come confermato dalla compagnia di navigazione francese. Lo riportano i media internazionale. Secondo Al-Jazeera e altri media si tratterebbe della nave 'San Antoniò. La compagnia ha aggiunto che l'attacco ha provocato feriti tra i membri dell'equipaggio e danni alla nave. I membri dell'equipaggio feriti sono stati evacuati e stanno ricevendo assistenza medica: stando all'agenzia turca Anadolu, si tratterebbe di cittadini filippini.
Media, droni iraniani contro campo profughi nel Kurdistan
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno preso di mira con due droni il campo profughi di Surdash, un'area curda iraniana nella regione irachena di Biban, dove vivono famiglie di oppositori curdi iraniani. Lo ha reso noto la Direzione per la Sicurezza del Governo Regionale del Kurdistan, citata dal Jerusalem Post. Non sono state segnalate vittime. Inoltre, i residenti di Bandar Abbas, Qeshm e Sirik hanno riferito di aver udito delle esplosioni intorno alle 4 del mattino ora locale, diverse ore dopo le esplosioni segnalate nella regione di Biban. Le autorità provinciali hanno successivamente confermato che i rumori erano stati causati dalla difesa aerea che intercettava piccoli droni e droni da ricognizione, secondo quanto riportato da Students News Network, aggiungendo che non si sono verificati impatti, danni o esplosioni.
Droni intercettati vicino a isola Qeshm in Stretto Hormuz, no danni
Le difese aeree dell'Iran hanno intercettato piccoli droni e droni da ricognizione sull'isola di Qeshm, nel sud dell'Iran nello Stretto di Hormuz. Lo hanno dichiarato le autorità provinciali di Hormozgan, secondo quanto riportato da Students News Network (Ssn). Al momento non si segnalano danni.
Sospeso "Project Freedom", per Teheran Trump "fa marcia indietro"
Il presidente americano Donald Trump ha annunciato la sospensione del 'Project Freedom' per favorire un accordo con l'Iran. La decisione, che Trump ha reso noto sul suo Truth Social, è stata presa su richiesta del Pakistan, principale mediatore tra Washington e Teheran, ha spiegato il presidente americano. Secondo l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, Trump "fa marcia indietro". Come si legge sull'agenzia di stampa Isna, Trump avrebbe annullato l'operazione "a seguito delle ferme posizioni e degli avvertimenti ricevuti dall'Iran". E denuncia il "fallimento degli Stati Uniti nel raggiungere i suoi obiettivi con Project Freedom".
Trump annuncia una breve sospensione del Project Freedom a Hormuz
Donald Trump sospende il Project Freedom. "Su richiesta del Pakistan e di altri Paesi, in considerazione del formidabile successo militare conseguito durante la campagna contro l'Iran e, inoltre, del fatto che sono stati compiuti grandi progressi verso un accordo completo e definitivo con i rappresentanti iraniani, abbiamo concordato reciprocamente che, pur rimanendo il blocco pienamente in vigore ed efficace, il Project Freedom (il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz) sarà sospeso per un breve periodo, al fine di verificare se l'accordo possa essere finalizzato e sottoscritto". Lo scrive il presidente Usa su Truth.
Rubio: "Bozza risoluzione Onu sulla libertà di navigazione di Hormuz"
Su indicazione del presidente Trump, gli Usa, con Bahrein e partner del Golfo - Arabia Saudita, Eau, Kuwait e Qatar - hanno redatto una bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu per "difendere la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz", con lo stop ad "attacchi, posa di mine e pedaggi". Il segretario di Stato Marco Rubio ha rimarcato la necessità che "l'Iran riveli numero e ubicazione di mine marine posate" e collabori alla loro rimozione, sostenendo un corridoio umanitario, si legge in una nota. L'auspicio è di voto "nei prossimi giorni" col sostegno di Consiglio di Sicurezza e "un'ampia base di co-sponsor".