Guerriglia dei No Tav E Maroni punta il dito: "Vogliono uccidere"

Duri scontri, nella notte, tra circa trecento antagonisti e le forze dell'ordine. I No tav, vestiti di nero e incappucciati, hanno usato spranghe e cesoie per tagliare le reti di recinzione dei cantieri

Guerriglia dei No Tav 
E Maroni punta il dito: 
"Vogliono uccidere"

Torino -Sono ripresi gli scontri tra i "No tav" e le forze dell'ordine.  Circa trecento manifestanti incappucciati hanno dato vita a una vera e propria guerriglia, tagliando le recinzioni dei cantieri per l'Alta velocità e bloccando, per alcune ore, l'autostrada A32 Torino- Bardonecchia. Per respingere gli attacchi degli antagonisti, particolarmente violenti, le forze dell’ordine hanno usato anche gli idranti, oltre ai lacrimogeni. Durante un tentativo di danneggiamento delle reti nei pressi del cancello 4, sono anche stati fermati due manifestanti: due donne, una di 20 anni originaria della provincia di Trento, l’altra di 38 valligiana. Danneggiate diverse auto della polizia.

L'assemblea, poi la guerriglia All'inizio alcuni piccoli gruppi di valligiani si sono incontrati con gli esponenti dell’area antagonista. Probabilmente è il momento in cui hanno pianificato l'attacco. Poi si sono avvicinati agli sbarramenti del cantiere dell'Alta velocità per cercare di forzare cancelli e transenne. La situazione è precipitata quando alcuni manifestanti, dopo aver tentato di tagliare le reti di recinzione del cantiere, hanno iniziato un fitto lancio di pietre e oggetti contro le forze dell’ordine che presidiano l’area e che per respingere gli attacchi hanno fatto ricorso all’utilizzo di manichette d’acqua e lacrimogeni. Per precauzione anche l’autostrada Torino Bardonecchia è stata chiusa. Gli attacchi al cantiere sono proseguiti fino a tarda notte e intorno all’una i vigili del fuoco sono dovuti intervenire per spegnere un incendio che si era sviluppato in un boschetto nei pressi della galleria di Giaglione, dove sterpaglie sono state date alle fiamme. 

L'allarme di Maroni "Tra i manifestanti contro la Tav in Val di Susa potrebbe esserci anche l’intenzione di provocare incidenti mortali", ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che oggi ha inaugurato la Fiera di Varese. "Ho sentito il sindacato di polizia Sap che dice questi hanno intenzione di uccidere e io temo che sia così, perchè quando si fanno le bombe carta, le bottiglie molotov e i massi da lanciare addosso a poliziotti e carabinieri si ha intenzione di uccidere. Io lo avevo già detto e ribadisco la mia opinione". "Noi siamo assolutamente determinati e in grado di gestire la situazione - continua - andremo avanti, si dovranno rassegnare. L’opera continuerà. C’e sulla mia scrivania una serie di valutazioni che mi sono state sottoposte dalla prefettura di Torino in occasione dell’ampliamento del cantiere che ci sarà e su queste valuterò. Seguiamo ora per ora l’evoluzione della situazione in Val di Susa".

Il ministro dell’Interno ha dunque ribadito la linea della fermezza nei confronti di chi con la violenza intralcerà i cantieri. "Siamo assolutamente determinati e in grado di gestire la situazione - ha sostenuto Maroni parlando coi giornalisti -. I cantieri andranno avanti, questi qua si rassegnino perchè l’opera continuerà". Maroni ha riferito di aver ricevuto "una serie di valutazioni" dalla prefettura di Torino in base alle quali formulerà delle valutazioni, anche perché "seguiamo ora per ora l’evoluzione della situazione in Val di Susa". 

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