Non sarà solo una rassegna musicale, ma un vero e proprio viaggio dentro l'universo della chitarra, tra memoria e futuro, tecnica e racconto, individualità e condivisione. In questi giorni in città il suono delle sei corde diventa protagonista assoluto con i "Guitar Days", una tre giorni capace di trasformare uno spazio didattico in un crocevia internazionale di artisti, idee e linguaggi. A ospitare la manifestazione è il CPM Music Institute, storica realtà milanese nella formazione musicale fondata nel 1984 da Franco Mussida (l'ex batterista della Pfm, proprio lui). È proprio all'interno degli spazi di via Reguzzoni che fino a domenica prendono vita i "Guitar Days", un festival a ingresso gratuito, su prenotazione. L'Istituto si trasformerà in un grande laboratorio diffuso, dove concerti, workshop, masterclass e incontri si susseguiranno senza soluzione di continuità, offrendo un'esperienza immersiva nel mondo della chitarra. Il programma riunisce sedici grandi interpreti dello strumento, tra cui figure di rilievo internazionale come David Rhodes, storico collaboratore di Peter Gabriel, Frank Gambale e Tim Sparks, insieme ad alcuni dei più apprezzati musicisti italiani. Un incontro tra esperienze e stili diversi. Accanto alle esibizioni dal vivo, il pubblico potrà esplorare una mostra unica: una galleria di strumenti appartenuti o utilizzati da autentiche leggende della musica, da Jimi Hendrix a Eric Clapton, passando per Angus Young, Freddie King e John Frusciante. E allo stesso Mussida, tra cui quelli utilizzati durante il celebre concerto con Fabrizio De André. Non mancheranno inoltre momenti dedicati alla dimensione visiva e concettuale della musica, con opere legate al "Codice Musicale" sviluppato da Mussida, già presentate in contesti prestigiosi come la Triennale. Parallelamente, liutai e professionisti del settore offriranno approfondimenti tecnici, contribuendo a raccontare la chitarra anche come oggetto artigianale e tecnologico. A guidare lo spirito dell'iniziativa è proprio il pensiero del fondatore del CPM: "Prendere una chitarra e suonarla è come avere in mano uno specchio che riflette un bisogno. A volte è un pezzo di pane, a volte un urlo, a volte una carezza. A volte è la voglia di lanciare un messaggio, una richiesta d'aiuto all'anima in modo che la vedano tutti. La sua parola è suono amico".
Un'idea di musica come linguaggio profondo, che si traduce anche nella forma dell'evento: "La forma è quella dell'accoglienza, dell'incontro, della scoperta e del dialogo", prosegue Mussida, evidenziando come i Guitar Days siano pensati per mettere in relazione artisti e pubblico in modo diretto e autentico.