Hitler (forse) non morì nel bunker. E il teschio...

Un archeologo statunitense ha avuto il permesso di effettuare un test del Dna su frammenti del cranio del dittatore conservati a Mosca. Il risultato è inquietante: apparterrebbe a un corpo di sesso femminile di circa 30 anni. E la "leggenda nera" sul Führer continua...

Hitler (forse) non morì nel bunker. E il teschio...

Attorno a nessun personaggio storico danzano tante leggende nere come attorno alla figura di Adolf Hitler. Soprattutto sulla sua fine: si è suicidato? Fu ucciso? Sopravvisse e scappò in Argentina? Il suo corpo sostituito? O nascosto dai suoi "adepti"?
Così come la sua vita ha riempito e continua a riempire centinaia di studi, biografie, saggi, romanzi, opere teatrali e cinematografiche, così la sua morte scatena periodicamente una ridda di ipotesi e dicerie. L'ultima "indiscrezione" arriva dal quotidiano britannico «Sun»: Adolf Hitler potrebbe non essersi suicidato nel bunker di Berlino mentre sulla capitale del Riech in rotta avanzava l'Armata Rossa, o almeno non sarebbero suoi i resti del dittatore nazista conservati a Mosca. Lo afferma un archeologo statunitense a cui è stata data la possibilità di analizzare e realizzare test del Dna sul (presunto) teschio del dittaore. Il test avrebbero dato dei risultati destinati a far discutere gli storici: il teschio infatti non sarebbe appartenuto a un uomo di 56 anni - l'età che aveva il Führer quando prese la pillola di cianuro insieme ad Eva Braun prima di spararsi un colpo alla tempia, secondo quanto riferisce da oltre 60 anni la storia ufficiale, ma a una donna tra i 20 e i 40 anni, secondo quanto ha spiegato l'archeologo Nick Bellantoni: «Il teschio sembra molto sottile, le ossa dei maschi tendono ad essere molto più robusti. Questi resti corrispondono ad un teschio di una donna di poco più o poco meno di 30 anni». La Braun aveva 33 anni, il teschio potrebbe essere quindi stato il suo ma, ricorda lo studioso, «non vi sono prove del fatto che anche lei si sia sparata un colpo alla nuca». «Potrebbe essere chiunque», conclude.
Secondo quanto ricostruito dagli storici, i collaboratori di Hitler rimasti con lui fino alla fine bruciarono parzialmente il corpo del Führer, insieme a quello della sua amante, e poi lo seppellirono all'esterno del bunker. I russi poi riesumarono il corpo, mezzo carbonizzato e con un foro di proiettile nel teschio, e dichiararono che si trattava dei resti di Hitler. Negli anni Settanta poi il Kgb decise di cremare quei resti, conservando solo pochi frammenti del teschio. Credendo così di chiudere una volta per tute la scomoda faccenda, e invece alimentando mille straordinarie leggende.