«Homeless cup», 480 senzatetto nelle tende in viale Suzzani

I senza tetto che parteciperanno ai mondiali di «street soccer», che si terranno dal 6 al 13 settembre al parco Sempione, verranno ospitati nelle tende. Non più nella tendopoli all’ombra dell’Arena, ma nella piazza d’armi della caserma Mameli. Si scordino pure gli splendidi college vittoriani dell’edizione scozzese o quelli australiani, così belli, comodi e accoglienti che quasi stentavano a lasciarli, una volta concluso il campionato, a Milano l’alloggio non sarà proprio cinque stelle. Palazzo Marino ha deciso di ospitare i 480 atleti provenienti da 48 nazioni di tutto il mondo nella tendopoli allestita nel fortino di viale Suzzani 125. Questo prevede l’accordo siglato tra Palazzo Marino, il ministero della Difesa e la Croce rossa italiana, che verrà ufficializzato oggi. Ognuno farà la sua parte: il ministero ha messo a disposizione la struttura militare in via di dismissione, a due passi dall’università Bicocca, il Comune, attraverso Milano Ristorazione, si occuperà del vitto e servizi accessori, assumendosi l’onere economico, mentre la Croce rossa si occuperà di fornire le tende e di allestire una vera e propria tendopoli.
La Homeless World Cup è un torneo di livello mondiale che usa il calcio come un catalizzatore per incoraggiare le persone senza dimora a cambiare la loro vita. E per cambiare l’attitudine di governi, media, cittadini nel trovare soluzioni sempre migliori per combattere della condizione dei senza tetto in tutto il mondo, tanto che i mondiali vantano il patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri, della Fgic, delle Nazioni unite, della Provincia e della regione. Nonostante ciò non sembra che finora il Comune abbia fatto molta attenzione alle problematiche di queste persone. Prima lo sgombero del campo rom di via Forlanini dove vivevano la metà dei giocatori della Nazionale italiana, vincitrice dei mondiali del 2004 e del 2005. «I miei giocatori non vengono più agli allenamenti, li devo chiamare e andare a prendere, quando li trovo - denunciava allarmato il loro allenatore Bodgan Kwappik al Giornale - .Non possono correre perché non mangiano da giorni. Sono molto amareggiato e preoccupato: lo spirito dei mondiali non è certo questo, anzi. Il senso ultimo dell’iniziativa è aiutare i senza tetto che partecipano a inserirsi nella società, trovare un lavoro e una sistemazione». Nonostante gli appelli, il presidente del Consiglio comunale non risponde. Poi il mancato finanziamento per la trasferta in Polonia: «Per partecipare agli Europei, che ci servono come allenamento ai mondiali abbiamo dovuto fare la colletta per pagarci benzina e autostrada».
Infine lo sgarbo istituzionale: l’associazione sportiva Nuova Multietnica, che fa parte del comitato organizzativo dei Mondiali, e di cui Bodgan Kwappik, ct della Nazionale, è presidente, non è stata invitata alla presentazione ufficiale di oggi. Amareggiato il presidente Kwappik ha dato le sue dimissioni: «Io presidente da più di sette anni e allenatore della Nazionale dei senza tetto mi dimetto perché la nostra associazione non è stata invitata».

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