«Ho fatto di tutto per smentire quel che si dice della terza generazione, secondo la quale i nipoti distruggono ciò che hanno costruito i nonni e consolidato i figli». E a quanto pare Paolo Bellavite, 60 anni, titolare della A.G. Bellavite, tipografia ed editoria di Missaglia (Lc), ci è riuscito alla grande. Nata nel 1906, oggi l'azienda fattura 6 milioni di euro, occupa 35 dipendenti e nei giorni scorsi ha acquisito il ramo d'azienda della Tipografica Sociale di Monza, nata nel 1904, che stampa «Il Cittadino». La storia dei Bellavite profuma di quella Brianza collinare con i suoi villaggi da presepe dove contadini e allevatori di bachi si sono trasformati in imprenditori lavorando sodo fra un vino «pincianello» di Montevecchia, la parrocchia e una passeggiata in Grigna con gli alpini amici della naja. «Caa, gesa e danée», ma anche la tradizione e i valori umani, perché la Brianza non è acqua. Comincia così l'apripista Amilcare (1879 - 1960), giovane tipografo alle dipendenze degli Airoldi di Merate che con i risparmi apre nel 1906 una botteguccia di cartoleria in piazza della chiesa a Missaglia e sposa Maria Mangiagalli. Grande gioia quando la suocera gli lascia in testamento una macchina tipografica a macinazione con annessi accessori. Da qui inizia a stampare fatture commerciali, cartoline, buste, cataloghi ed etichette per una Brianza ai suoi primi passi verso il terziario. Fra gli anni Trenta e Quaranta, Amilcare acquisisce prestigiosi clienti come il Salumificio Beretta di Barzanò, la Vinicola Caldirola, la Filati Cusini di Missaglia e la Manifattura Giussani di Maresso. A continuare ed ampliare l'avventura dei caratteri di piombo ci penserà il figlio Giuseppe (1914 - 1983), con l'acquisto di nuove macchine e una ampia sede. Unico svago, le baraccate e i cori con i vecchi commilitoni dalla penna nera. Un amore, quello per gli alpini, che contagerà anche suo figlio Paolo, l'attuale titolare nato nel 1968. Ormai la Brianza è un pullulare di aziende, e il giovane Paolo, finito il giro dei clienti, dopo una frugale cena china il capo sui libri per ore. Si diploma perito grafico nel 1973 e dopo 4 anni sposa Flavia Villani, di origine napoletana. Ma le radici nel territorio sono più che mai salde. Al punto che, quando nel 1980 Paolo è sul punto di trasferire la tipografia a Monticello (circa due chilometri da Missaglia) il vecchio padre gli dice: «Se lasci Missaglia, non contare su di me». Resterà a Missaglia. Con la seconda metà degli anni Ottanta la "Bellavite" diventa anche editoria con titoli legati alle bellezze naturalistiche della zona, poi collane, monografie, racconti per bambini e romanzi di esordienti.
Fino alla stampa di «Vivere» il periodico di Monza e Brianza. Oggi vicino a Paolo c'è la figlia Marta, e ormai l'azienda vanta una tecnologia avanzata e in grado di sfidare un mercato editoriale pur complesso ed esigente.I Bellavite, oltre centanni in tipografia
Segui Il Giornale su Google Discover
Scegli Il Giornale come fonte preferita
Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.