I dissidenti di As bruciano le schede elettorali, i Fasci del lavoro contro tutti

Chi brucia le schede chi verga comunicati di fuoco, l’estrema destra si ribella a Casa delle Libertà e Unione e invita all’astensione. La protesta più eclatante è quella dei dissidenti di Alternativa sociale, che bocciano l’alleanza di Alessandra Mussolini con Silvio Berlusconi e il 9 aprile in piazza De Ferrari metteranno le schede in un braciere: «Faremo come Gandhi, che iniziò la rivoluzione indiana bruciando il suo lasciapassare britannico. É l’unico modo per sollevare la protesta contro la dittatura dei partiti e la finta democrazia che annulla le preferenze e impedisce a chi ha idee diverse di partecipare alle elezioni usando il blocchetto degli assegni». Il rogo è aperto a tutti, dicono Nicola Franzoni e Andrea Pescino, «qualsiasi sia l’idea politica purché realmente alternativa al sistema». Incendiati di rabbia sono anche i Fasci italiani del lavoro: poiché, dicono il presidente Giuseppe Ridulfo e il vicecoordinatore nazionale Nestore Tormene, l’unica via per rispondere alle istanze sia di giustizia sociale sia di progresso economico è il «Socialismo Mussoliniano», loro rifiutano «ogni alleanza con un progetto liberal-capitalista che appare palesemente incapace di rispondere alle esigenze». Quanto all’Unione: «Non hanno uno straccio di progetto politico ed economico, utilizzano le macerie del ciarpame ideologico marxista-leninista per mettere insieme un sistema economico che egualmente graverebbe pesantemente sui lavoratori, tra noi e i comunisti esiste un invalicabile fossato colmo del sangue dei nostri fratelli e di tanti altri innocenti trucidati dopo il 25 Aprile 1945». Parola d’ordine: astensione.

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