I genitori della piccola Denise: «Il procuratore non ci rispetta»

Si è sempre detto convinto che la piccola sia viva. E lo ha più volte ripetuto, in pubbliche esternazioni, sin dai giorni successivi al sequestro. Solo che alle sue affermazioni, autorevoli visto che sono quelle del capo della Procura di Marsala, Antonio Silvio Sciuto, fa da contraltare l'assenza di notizie certe sulla sorte di Denise Pipitone, la bimba di Mazara del Vallo scomparsa l'1 settembre del 2004. Un vuoto insopportabile per i familiari, che ieri sono passati al contrattacco, polemizzando a distanza proprio col procuratore Sciuto. Un comunicato duro, diramato da Piera Maggio e dal marito Antonino Pipitone. «Da circa 19 mesi assistiamo al continuo e ciclico ripetersi di affermazioni da parte del capo della procura non sostenute da fatti. I risultati dell'indagine, se risultati vi sono o vi saranno, in ogni caso non legittimano la continua e ripetuta divulgazione di valutazioni personali, che anche a volerle considerare fondate su elementi di indagine, comunque non sono utili e rispettose del lavoro di sensibilizzazione che la famiglia Pipitone ha fatto e continua a fare per tenere alta l'attenzione sul caso del sequestro della piccola Denise. Certi e convinti del fatto che Denise è sicuramente viva, ci si augura, al di là delle parole, che vi sia in tempi brevi una reale e concreta soluzione della vicenda».
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